Stagione SBK 2026 poco entusiasmante, se non per Ducati: alla concorrenza rimangono le briciole. Ecco il pensiero di una leggenda come Rea.
Tutte le 24 gare Superbike di quest'anno sono state vinte dalla Ducati, con Nicolò Bulega capace di imporsi in ben 23 e il compagno di squadra Iker Lecuona unico vincitore alternativo. La nuova Panigale V4 R rappresenta un passo in avanti rispetto alla precedente e anche i piloti dei team indipendenti riescono a conquistare risultati importanti. La concorrenza fatica, non regge il passo della casa bolognese, questo genera delle gare con un andamento che è praticamente sempre già scritto in partenza.
Il
campionato SBK 2026 non verrà ricordato per essere stato spettacolare e avvincente, si spera che il 2027 vedremo uno scenario diverso. Molto dipenderà dal lavoro che sapranno fare i costruttori rivali di Ducati e anche da eventuali cambiamenti del regolamento tecnico volti a rendere la competizione maggiormente equilibrata. Senza dimenticare il fattore Michelin: il nuovo fornitore di gomme farà cambiare i valori in pista?
Superbike, Jonathan Rea commenta la situazione
Jonathan Rea è un sei volte campione del mondo e conosce molto bene la categoria. Pur essendosi ritirato come pilota a tempo pieno a fine 2025, nel 2026 è diventato tester Honda e ha gareggiato in alcuni round come wild card o come sostituto. Analizzando la situazione, non può che evidenziare che manchi lo spettacolo: "
In questo momento - riporta Crash.net -
il campionato non ha alcuna emozione. La Superbike dovrebbe essere emozionante. Questa mancanza di emozioni non è colpa di nessuno. Chapeau Ducati, ha costruito una moto incredibile e ha un pilota che sta guidando in modo incredibile, e non gli si può togliere nulla. Ora la la moto è di gran lunga il punto di riferimento e a volte è difficile per gli altri piloti o costruttori".
Mancano le grandi battaglie tra i piloti SBK, non ci sono i duelli accesi che hanno fatto emozionare i tifosi in passato. Bisogna capire come intervenire, se si può fare qualcosa in termini di modifiche al regolamento tecnico per avere un campionato più equilibrato e se tocca semplicemente ai costruttori rivali di Ducati lavorare di più: "Il mercato delle moto sportive è difficile - spiega Rea - e quando sei un produttore di massa non puoi semplicemente costruire magicamente una 'super-super-superbike'".
Gli altri costruttori SBK reagiranno?
Il sei volte iridato SBK riconosce il grande lavoro fatto da Ducati e dai suoi piloti, Bulega in primis, ma spera anche che le altre case riescano a tornare protagoniste il più presto possibile: "Di sicuro, abbiamo bisogno di più emozioni, ma non sto cercando di sminuire ciò che stanno facendo i ragazzi in testa, perché è incredibile. Però allo spettacolo manca qualcosa. Spetta a tutti gli altri recuperare terreno. È un grattacapo riportare entusiasmo o dare speranza alla Bimota o alla Honda, alla Yamaha o alla BMW. Hanno bisogno di speranza per voler continuare a lottare".
Certamente, è nell'interesse di tutti avere un campionato più combattuto e interessante. Vale anche per la stessa Ducati, che al tempo stesso ha il legittimo diritto di difendere il proprio status e i propri investimenti, opponendosi a un sistema che possa penalizzarla troppo e al contempo aiutare in maniera sproporzionata la concorrenza. Vedremo che sviluppi avranno le discussioni sui possibili cambiamenti nel regolamento tecnico, ma le altre case devono comunque mettersi in testa di dover fare qualcosa in più per poter aumentare il loro livello dal 2027.