L'incidente al via del GP d'Ungheria ha scatenato una tempesta che non resterà senza conseguenze. Un errore di
Jorge Martin nella prima zona di frenata del Balaton Park ha innescato un effetto domino, in pista e non solo. Il paddock della MotoGP è in subbuglio dopo l'uscita di scena di Bezzecchi, Fernandez, Di Giannantonio e Aldeguer coinvolti nel botto. Di chi sono le responsabilità e come reagirà l'organizzazione del Motomondiale?
L'incidente al Balaton Park
Il principale autore di questo disastro, con suo grande disappunto, è stato Jorge Martin. Il pilota madrileno, partito dall'ottava posizione, puntava a risalire rapidamente di posizioni e a raggiungere il gruppo di testa. Ma le cose sono andate storte. Il madrileno dell'Aprilia ha sbagliato il punto di frenata alla prima curva, ha perso completamente il controllo della RS-GP e travolto diversi colleghi che in quel momento si trovavano in traiettoria.
L'unica nota positiva è che nessuno dei piloti coinvolti ha riportato gravi conseguenze fisiche, nessuna frattura, ma soltanto ematomi. L'errore costerà caro a 'Martinator' che nel prossimo round MotoGP a Brno dovrà scontare due Long Lap che gli impediranno di puntare alla vittoria e forse anche al podio. Jorge ha chiesto pubblicamente scusa sui social, ed è stato costretto al silenzio stampa insieme al compagno di box Marco Bezzecchi, che nel week end ungherese ha perso 30 punti in classifica generale rispetto al diretto rivale Marc Marquez.
L'analisi di Jack Miller
Ma le responsabilità non sono da attribuire soltanto a Jorge Martin. Come sottolineato dal veterano Jack Miller, in questo caso subentra anche la tecnologia. L'australiano della Pramac Yamaha ha assistito in diretta a tutta la scena e punta il dito contro i dispositivi holeshot. "Jorge stava cercando di inserire il dispositivo, la moto si è scomposta e poi, quando inizia a saltare, è difficile fermarla... Lo dico da sempre, da Barcellona, da quando abbiamo visto due incidenti alla prima curva, sempre la stessa cosa: togliete i dispositivi di partenza, così siamo tutti allo stesso livello".
Come cambiano le partenze
La MotoGP è pronta a correre ai ripari. L'incidente alla partenza in Catalunya, in cui
Johann Zarco ha riportato la grave lesione dei tendini del ginocchio, è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Dopo il weekend in Ungheria bisogna cambiare con urgenza, per evitare che certe situazioni si ripetano. Gli organizzatori hanno sviluppato un piano di emergenza con i team, che verrà attuato in due fasi distinte a partire dal prossimo luglio.
Il primo cambiamento si vedrà in pista al Sachsenring. Da quella gara in poi, le file della griglia di partenza saranno molto più distanziate. Invece degli attuali nove metri tra le file, la distanza aumenterà a dodici metri. L'obiettivo è quello di dare ai piloti più spazio per accelerare e di rendere il gruppo molto più distanziato alla prima curva.
Dispositivi holeshot al bando
La seconda fase del piano è la più importante e prenderà il via subito dopo la pausa estiva, sul circuito di Silverstone. A partire dal GP di Gran Bretagna, l'uso di dispositivi holeshot per la partenza sarà completamente vietato. I prototipi MotoGP non potranno più scattare con le sospensioni anteriori o posteriori compresse per migliorare la trazione sullo scatto. I piloti potranno comunque utilizzare il dispositivo di regolazione dell'altezza posteriore durante i giri per abbassare la moto in uscita dalle curve lente e guadagnare accelerazione. La restrizione mira a eliminare la pericolosa velocità eccessiva raggiunta nei primi metri dopo la partenza.
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