Tony Cairoli aveva deciso di ritirarsi ma in pochi ci avevano realmente creduto. La sua passione era ed è troppo forte. Due anni dopo aver lasciato le gare, il nove volte campione del mondo di motocross è tornato a far vibrare il pubblico e la pista: dal GP del Trentino alle sfide americane di RedBud e Millville, fino al Motocross delle Nazioni affrontando persino una frattura alla mano.
Nel 2025 Cairoli ha rimesso il casco: prima al GP del Trentino, poi nelle due gare americane di RedBud e Millville, fino al Motocross delle Nazioni, dove ha corso stringendo i denti nonostante una frattura alla mano. Risultati solidi, spunti tecnici di valore e, per qualche giro, la sensazione di poter ancora lottare per le posizioni di vertice.
Oggi
Tony Cairoli è il volto del progetto Ducati MX, guida lo sviluppo della Desmo450 e della nuova 250, e non esclude un ritorno negli Stati Uniti nel 2026. Tra allenamenti, giovani talenti della rossa di Borgo Panigale e una vita più libera tra famiglia e moto, vive una seconda carriera che in fondo non è poi così diversa dalla prima.
Tornare in pista: “Un’emozione forte”
“Portare la Ducati in pista in campionati così importanti è stato speciale”, ha detto alla Gazzetta dello Sport. “Siamo scesi con l’obiettivo di divertirci e fare bene: la velocità c’era e le posizioni erano da top ten. Per una moto così giovane, è un ottimo segnale”.
Sul ritorno all’agonismo,
Tony Cairoli è realistico:
“La voglia di vincere c’è sempre, ma la moto ha un solo anno di vita e negli USA abbiamo corso con una versione quasi di serie. Gli altri avevano mezzi più sviluppati. La fame agonistica c’era, ma andava gestita”.Il progetto Ducati: un coinvolgimento totale
Cairoli è parte integrante dello sviluppo tecnico: “In KTM lavoravo sulla moto ufficiale da gara, qui partiamo da zero. Sviluppiamo ogni componente: è un lavoro più vasto e intenso”. E i risultati si vedono: “La moto attuale è il frutto dello sviluppo iniziato l’anno scorso. In pochi mesi siamo già arrivati al debutto mondiale: la rapidità nell’evoluzione è notevole”.
Tra le gare USA, RedBud resta il momento più intenso: “Nella prima manche ero tra i primi cinque e ho chiuso terzo. Lì ho capito che la top 5 era possibile. Un problema tecnico ci ha fermato dopo, ma la manche ha mostrato il potenziale”.
Uno sguardo al motocross di oggi
Riguardo ai giovani piloti, Cairoli nota differenze rispetto alla sua epoca: “Vedo meno dedizione al sacrificio. Io aggiungevo sempre minuti extra al lavoro, oggi spesso ci si accontenta”. Sulle gare attuali: “Ora si parte subito fortissimo, mentre prima si costruiva la gara e si dava tutto negli ultimi minuti. Le moto sono diventate più facili e i valori più vicini”.
Futuro e sogni
Per il 2025 e il 2026, il programma è chiaro:
“La Desmo450 è in vendita e stiamo lavorando sugli aggiornamenti. Parte il progetto della 250, con prove insieme a Lupino. Seguirò i giovani per l’Europeo e il Mondiale 250 e nel 2026 farò qualche gara negli USA da test rider”. Cairoli ha ripreso ad allenarsi regolarmente, si gode la libertà di scegliere tra allenamenti e famiglia ed ha ancora sogni sportivi ambiziosi:
“Una grande gara nei rally, magari la Dakar. Mi affascina tutto il lavoro che richiede”."Se sei incerto...tieni aperto!" il grande Giovanni Di Pillo racconta 40 anni di Motorsport, a modo suo: disponibile in tutte le librerie e su
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