Il suo vissuto conferma la seguente tesi: solo
Jorge Martin è in grado di superare una stagione come quella vissuta nel 2025... da Jorge Martin! Da quando è salito in sella per la prima volta fino alla più stretta attualità, il Campione del Mondo MotoGP 2024 ha lasciato intendere che questo proposito sia pienamente esaudibile. Proposito che suona come un auspicio, in termini assoluti: per il diretto interessato, per la stessa Aprilia, per la MotoGP in generale.
MARTINATOR
D'altronde il nickname di
Jorge Martin è "
Martinator" non a caso. Chiaro riferimento a "
Terminator": capace di rinascere di volta in volta, mostrando una resistenza fisica agli ostacoli manifestatisi. Nell'ultimo lustro, senza considerare il 2025, basti pensare a quel brutale schianto di Portimao 2021. Una storia di battute d'arresto e di continue rinascite che si porta dietro da giovanissimo, sostanzialmente da quando, a 6 anni compiuti, si ruppe un braccio alla sua seconda gara disputata. Quanto basta per farti pensare ad altro, ma da "
Martinator" andò avanti su spinta della passione per il motociclismo trasmessagli da papà Angel.
LOTTA
Spesso
Jorge Martin, riferendosi alla sua vita ed alla carriera nel motociclismo, adotta il termine di "
lotta". Di una famiglia umile, ha lottato per correre da professionista. Senza soldi nemmeno per fare il CEV, doveva sfruttare ogni occasione presentatasi lungo il cammino. Lotta anche per arrivare al titolo mondiale 2024: per entrare nella storia, per correre con il numero 1. Scelto in quanto "
Ho lottato tutta la mia vita per questo".
LIBRO CUORE
Con il numero 1 di fatto ci ha corso poco in questo 2025. Da quel primo infortunio dopo 13 giri di test a Sepang passando per i tre successivi tra Motard, Lusail e Motegi, ne ha vissute di ogni. Dentro e fuori la pista, con mille pensieri per la testa, con annessa volontà di lasciare Aprilia. Non ritenuta, nella confusione di quel periodo, una moto giusta per lui, congeniale per non farsi male, con una struttura prematuramente non giudicata in grado di vincere. Senza scordarsi del passato, al netto di racconti da "Libro cuore", i rapporti tra le parti sono stati ricostruiti. Con grande merito da parte di squadra e azienda Aprilia, con la convinzione dello stesso motociclista madrileno. "La mia attuale filosofia è che se prendo una decisione, la porto avanti fino alla fine. Penso di poter contare su un gruppo fantastico accanto a me che lotterà al mio fianco. Vedremo cosa accadrà in futuro, ma adesso sono un pilota Aprilia: questa è una mia decisione e perseguirò questa causa fino alla fine".
AMORE PER QUESTO SPORT
Un
Jorge Martin sano e ritrovato come pilota non si discute. Le potenzialità Aprilia le ha riaffermate il grande finale di stagione vissuto da
Marco Bezzecchi e, in seconda battuta, da Raul Fernandez. Due elementi, combinati alla continua passione per questo sport, che lasciano presagire che per JM89 la rinascita sportiva nel 2026 sia possibile. "
Penso di aver capito quest'anno di amare questo sport più di quanto mi aspettassi", ha ammesso il due volte iridato tra Moto3 e MotoGP. "
Voglio ancora lottare per vincere campionati e correrò fino a quanto il mio corpo e la mia testa lo consentiranno". Avverto una trasformazione in me stesso. Sento che voglio dare il 100 % per diventare un pilota migliore su tutti gli aspetti, dall'allenamento all'approccio alle gare. Non posso garantire che non mi farò più male: questo non lo posso controllare. Ciò che posso controllare è diventare un pilota migliore", ha assicurato Martin.
"
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