Matteo Vannucci nel venerdì di Portimao aveva regalato un sogno. Prima pole position della storia del Mondiale Sportbike su Aprilia: bello, bellissimo. Amaro però il risveglio. Nelle due gare è stato protagonista ma ha salutato il Portogallo con appena otto punti in classifica.
Il primo round del Mondiale Sportbike è stato un po' al di sotto delle aspettative. Si sperava di non rivedere più i grupponi in stile Supersport 300 e con 7 case costruttrici: ci si attendeva più varietà sul podio. Invece Kawasaki ha piazzato le proprie ZX-6R 636 ai primi due posti il sabato ed ai primi quattro la domenica.
Matteo Vannucci non nasconde il suo rammarico. "Purtroppo la bandiera rossa mi ha condizionato totalmente gara-1 - racconta il giovane pilota toscano a Corsedimoto- La stavo impostando in maniera giusta, stavo avendo un ritmo un po' blando per poi spingere alla fine perché abbiamo un gran consumo di gomma. Ero in testa alla gara, poi bandiera rossa, mi hanno fatto partire quarto e non so neppure il perché. Io non sono un mago delle partenze, mi hanno risucchiato poi un po' per la foga ed un po' per contatto che ho avuto sono andato per terra. Non ho poi avuto modo di recuperare. Gara-2 sono partito meglio ed ho provato a spingere subito. Avevo già messo un gap tra me ed il secondo ma mi hanno letteralmente obliterato in rettilineo le Kawasaki che hanno troppa potenza! Dopo ho fatto un piccolo errore, sono andato lungo ed ho compromesso pure gara-2. Peccato per come sono andate le due gare però guardo avanti".
Il potenziale c'è, su questo non ci sono dubbi. Matteo Vannucci in sella all' Aprilia RS 660 Factory può essere certamente tra i protagonisti come del resto Bruno Ieraci, autore di week-end solito in sella alla Triumph ed il suo compagno di squadra
Elia Bartolini, quinto in gara-2. In Sportbike gli italiani hanno tutte le carte in regola per puntare al titolo ma bisognerà capire come si evolverà la situazione a livello di bilanciamento delle prestazioni.
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