Ducati in crisi: Tardozzi non può nascondere la verità

MotoGP
martedì, 31 marzo 2026 alle 12:27
Davide Tardozzi
Davide Tardozzi (foto Ducati)
Il quinto posto di Marc Marquez nel GP degli Stati Uniti è stato condizionato dal Long Lap Penalty che ha dovuto scontare e dal dolore al braccio destro, di cui soffre dalla caduta di venerdì al COTA, avvenuta a 192 km/h. Senza quella sanzione il campione in carica della MotoGP avrebbe potuto lottare per il podio, ma non per la vittoria. In Ducati si cerca di correre ai ripari in vista del prossimo appuntamento a Jerez.

Problemi fisici e tecnici

La Ducati GP26 di Marc Marquez non aveva il passo per vincere ad Austin, dove solitamente il pilota di Cervera la fa da padrone. Due le cause che frenano il nove volte iridato in questa prima parte di campionato MotoGP. La prima: la condizione fisica. Il #93 scontava ancora i postumi dell'incidente a Madalika dell'autunno scorso, che l'hanno accompagnato sin dai test invernali, in Thailandia e in Brasile. Poi la caduta in Texas sembra aver complicato ulteriormente la situazione al braccio e alla spalla destra.
La seconda causa è di natura tecnica, con i rivali dell'Aprilia che sembrano aver compiuto il sorpasso in termini di prestazioni. Le tre vittorie di Marco Bezzecchi nelle prime tre gare non sono certo casuali, inoltre la Casa di Noale ha firmato una doppietta al COTA. Un risultato impensabile fino al 2025, visto che le Ducati erano nettamente superiori alle RS-GP.

L'analisi post-Texas di Tardozzi

Davide Tardozzi, team manager della Ducati Lenovo, ha fatto un sunto della situazione ai box dopo il GP delle Americhe. "Secondo me, Marc non è ancora al 100%. Quando ha superato Raul Fernandez e ha raggiunto Pecco e Bastianini, ha guadagnato otto decimi di secondo in cinque o sei giri. Questo significa che, quando è in forma, è capace di superare gli avversari, ma Marquez è Marquez". Pesa ancora l'incidente in Indonesia dell'ottobre scorso, ma il tecnico italiano non vuole entrare nei dettagli. "Se mi chiedete una percentuale... è come tirare i dadi. Non posso dirlo, ma sono sicuro che non sarà precisa. Purtroppo, quello che è successo in Indonesia ha ancora delle conseguenze; ​​non è ancora giusto".

Ducati perde il comando

Tardozzi conferma il passo indietro di Ducati nel 2026, come confermato dai problemi degli altri piloti del marchio. "Di Giannantonio e Bagnaia hanno chiaramente affermato di non riuscire a controllare il pneumatico posteriore - ha proseguito Tardozzi -. Ci facevano troppo affidamento, l'usura era eccessiva, soprattutto sul lato destro, e a un certo punto non ce la facevano più a lottare".
Questo è un chiaro segnale tecnico, che dimostra come la Ducati non sia più efficace come un tempo. Dall'altro lato le moto di Noale vivono in un momento di grazia e sarà complicato scalzarle dalla vetta. "Aprilia è migliorata tantissimo. Se confrontiamo i dati dell'anno scorso con quelli di quest'anno, hanno guadagnato sette o otto decimi, mentre noi solo uno o due. È un miglioramento impressionante. Hanno piloti forti, come noi, ma dobbiamo sbrigarci. Ci aspettiamo qualcosa dagli ingegneri. Sono sicuro che Gigi sia il primo a essere scontento di questa situazione. Dobbiamo lavorarci su e sperare di riportare qualcosa a Jerez".

Ducati non getta la spugna

La corsa per il titolo MotoGP non è finita, ci sono ancora 19 gare da disputare. E la classifica generale non rispecchia il vero potenziale della Ducati. "È vero che non siamo più la moto dominante degli ultimi anni, ma non siamo nemmeno la moto che si vede oggi in qualifica. Ci sono stati degli episodi sfortunati, come in Thailandia, dove Marc sarebbe salito sul podio se non fosse stato per il problema alla gomma posteriore. Dobbiamo essere più attenti nella nostra gestione e capire meglio le esigenze dei piloti. Ci sono state situazioni che non li hanno messi nelle migliori condizioni".
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