Ducati GP26 in difficoltà: 'Diggia' svela i punti deboli della Desmosedici

MotoGP
martedì, 31 marzo 2026 alle 8:58
Fabio Di Giannantonio
Fabio Di Giannantonio (foto Instagram)
Buon inizio di stagione per Fabio Di Giannantonio, che dopo tre Gran Premi è quarto in classifica generale a quota 50 punti. Il bottino poteva essere più ricco per il pilota del team VR46, tirato giù da Marc Marquez durante la MotoGP Sprint ad Austin. Ma bisogna fare anche i conti con una Ducati Desmosedici non ancora al meglio della condizione tecnica.

Ducati non è più al top

Il pilota capitolino ha centrato una storica pole position in Texas, la prima della sua carriera, e si è imposto come il miglior pilota Ducati al traguardo. I limiti della sua GP26 gli hanno impedito di lottare per il podio e messo in luce le lacune che la Casa di Borgo Panigale sta riscontrando in questa prima parte di campionato. "Sono contento del lavoro svolto dal team. Ero la migliore Ducati, ma dobbiamo ridurre il distacco perché la concorrenza si fa sempre più agguerrita", ha commentato Di Giannantonio dopo la gara. “Non ho mai avuto un weekend come questo. Al di là del distacco dai miei rivali, sono molto contento e veloce".
Fabio è in ottima forma, ma la Rossa non è altrettanto al top. Aprilia e KTM hanno fatto passi da gigante durante l'inverno, mentre il prototipo emiliano non riesce a tenere testa. Neppure il talento di Marc Marquez sembra sufficiente a colmare il gap. "Aprilia, ma anche KTM, ci preoccupano. La casa austriaca ha fatto molti progressi. Acosta non è l'unico a fare la differenza; anche Bastianini ha fatto un'ottima gara, chiudendo in sesta posizione. Quindi abbiamo molto lavoro da fare".

I problemi della GP26

Per riemergere in questa stagione MotoGP serve apportare modifiche ad alcune aree tecniche ben precise. 'Diggia' offre la sua ricetta: "Dobbiamo migliorare l'avantreno, mantenere velocità di percorrenza in curva più elevate e poter frenare in modo più efficace. Questi sono i nostri punti deboli al momento. Ci affidiamo troppo al retrotreno e, quando questo non funziona, non riusciamo a esprimere tutto il nostro potenziale".
Secondo il pilota della VR46, la principale differenza con i rivali sta nella fase di frenata. "Gli altri possono frenare più tardi, azionare i freni e usare la ruota anteriore per sterzare, ma noi siamo molto più vicini al limite e dobbiamo usare la posteriore. Con le gomme nuove la moto è perfetta, ma non appena la gomma posteriore si consuma un po', non riesce più a fare presa sull'anteriore e tutto si complica".

Il buon momento di 'Diggia'

Ma i risultati di Fabio sono più che soddisfacenti, segno che ci sono anche degli aspetti positivi. In primis, la comunicazione e il lavoro all'interno del box, che hanno permesso di allestire un buon setting di base. "I lati positivi superano quelli negativi! Sono alla pari con i migliori piloti del marchio, sono di buon umore e stiamo facendo un lavoro fantastico come squadra. Solo che la moto al momento non va!", ha sottolineato Di Giannantonio. "In passato abbiamo fatto grandi gare proprio grazie al controllo del retrotreno", ha concluso Di Giannantonio. "Però adesso gli altri sono riusciti a migliorare significativamente il loro avantreno. Di conseguenza, dovremo trovare un modo per rafforzare l'ingresso in curva e la frenata".
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