In passato il Mondiale Superbike era ricco di piccoli team privati. Oggi sono quasi spariti. Gli indipedent ci sono, certo, ma hanno strutture e budget di altissimo livello. Tra le varie squadre italiane che hanno cercato di farsi spazio c'era anche Guandalini Racing.
Le origini del team risalgono al 2001, quando Mirco Guandalini avvia la propria attività nel paddock con “Lucido Corse”, iniziando fin da subito una collaborazione tecnica con Ducati. È un periodo di costruzione e crescita, nel quale getta le basi di quella che diventerà una presenza stabile.
Nel 2003 la squadra emiliana debutta nel Campionato Italiano Velocità e prende parte anche ad alcune tappe del Mondiale Superbike. È il primo vero contatto con il grande palcoscenico internazionale, un’esperienza che contribuisce a far crescere rapidamente la struttura tecnica e organizzativa del team.
La consacrazione arriva nel 2005. Norino Brignola, in sella alla Ducati 999RS del team Guandalini Racing, vince il Campionato Italiano Superbike. Il successo è costruito gara dopo gara, frutto di un mix perfetto tra competitività tecnica e solidità del gruppo di lavoro.
L’anno successivo il team resta ai vertici con Luca Conforti e Norino Brignola che nel 2007 sfiora nuovamente il titolo giungendo secondo alle spalle di Marco Borciani.
Guandalini Racing nel Mondiale Superbike
Il Guandalini Racing è pronto per partecipare al Mondiale Superbike a tempo pieno. Nel 2008 schiera il ceco Jakub Smrz, autore di una stagione positiva in sella alla Ducati 1098 RS. Parallelamente il team emiliano gareggia anche alla Superstock 1000 FIM Cup con Denis Sacchetti.
La struttura italiana compie poi un ulteriore salto di qualità ingaggiando Pierfrancesco Chili nel ruolo di direttore sportivo e schierando due superbike. Inizia la stagione con Jakub Smrz e Brendan Roberts e ma poi ci sono continui cambi di formazione tra infortuni e problemi vari. Il team è costretto a riorganizzarsi rapidamente, affidandosi prima a Gregorio Lavilla e successivamente a Matteo Baiocco. Nonostante le difficoltà, il 2009 è comunque uno degli anni più brillanti. Smrz chiude il Mondiale Superbike al decimo posto conquistando un podio ad Assen e una prestigiosa pole position a Misano. Contemporaneamente arriva anche il secondo titolo nel Campionato Italiano Superbike, ancora una volta con Norino Brignola.
Dietro ai risultati sportivi, tuttavia, iniziano a emergere difficoltà economiche importanti. Alcuni sponsor non riescono a rispettare gli accordi e il team attraversa una fase critica. Nonostante questo, la squadra decide di portare a termine la stagione. Ci sono poi un paio di partnership ma senza i risultati sperati e cala il silenzio.
Il ritiro, anzi no
Fine dell'avventura? Sembra di sì ma no, non è così. Nel 2017 Guandalini torna nel paddock del Mondiale Superbike con una Yamaha YZF-R1 affidata a Riccardo Russo. Nel corso della stagione si alternano diversi piloti. La squadra continua a mettersi in gioco, non si vuole arrendere. E prosegue l’avventura mondiale anche l'anno successivo con vari cambi di formazione. Il Mondiale è impegno troppo gravoso per i piccoli team privati e non può fare altro che tornare al CIV.
Dal 2019 al 2021 Guandalini Racing si concentra dunque sul Campionato Italiano Superbike portando in pista la BMW S1000RR. Prima punta su Roberto Tamburini e conclude poi la sua avventura nel 2021 con Ayrton Badovini. L'anno successivo Mirco Guandalini volta pagina ed entra nel motociclismo femminile con il team Withu 511 Racing Team assieme a Michele Villa e Sandra Stammova. La squadra vince l'Europeo con Beatriz Neila e partecipa al Mondiale. Si chiude però anche questa parentesi.
Guandalini oggi
Ora Mirco Guandalini non fa più nulla nel motociclismo a parte dare una mano ad alcuni piloti. Con la sua struttura si occupa del catering nei campionati automobilistici. Tra le collaborazioni in atto anche due molto prestigiose: con il team Antonelli Motorsport, del padre di
Kimi Antonelli, e con VSR di Vincenzo Sospiri.
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