Fabio Di Giannantonio ha salvato l'onore della Ducati nel weekend di MotoGP a Le Mans. Un quarto posto che lo conferma come miglior pilota del marchio in questo momento, arrivato dopo un bel duello con Pedro Acosta che sta attirando curiosità e mettendo un pizzico di pepe su un Mondiale già ricco di colpi di scena.
Diggia miglior pilota Ducati
Il pilota capitolino a fine anno potrebbe lasciare la Ducati del team VR46 per passare al team KTM factory, insieme al collega di marca Alex Marquez. Nonostante il "fattore psicologico", Diggia continua a spingere sull'acceleratore e lottare posizione su posizione, punto su punto. Quel quarto posto di Le Mans ha un valore ben maggiore di qualche punto in classifica, dimostra la sua fame agonistica nonostante il particolare momento di mercato piloti.
La gara in Francia ha chiarito che il panorama della MotoGP nel 2026 è più combattuto che mai. Aprilia ha fatto un passo avanti inaspettato, piazzando tre delle sue moto sul podio. Mentre Jorge Martin festeggiava la vittoria, nel box Ducati si cercava di capire cosa fosse successo. Di Giannantonio è stato l'unico in grado di tenere il passo, seppure ad una distanza di sicurezza per evitare cadute. Inizialmente ha cercato di restare con il gruppo di testa, ma quel ritmo non era gestibile dalla sua Desmosedici GP26. E non solo per una questione di stile di guida.
I problemi della GP26
L'usura delle gomme l'ha costretto ad alzare i tempi sul giro, l'avantreno della Ducati continua ad essere un nodo da sciogliere. "In generale, le Aprilia hanno un avantreno migliore. Possono frenare più tardi di noi, sono molto più precise in piega", ha spiegato Fabio Di Giannantonio dopo la gara a Le Mans. Mentre i piloti Aprilia entrano in curva senza problemi, quelli della Ducati devono procedere con estrema cautela. "Siamo costantemente in lotta. Dobbiamo sempre stare attenti a non far rientrare l'avantreno, a non farlo rimbalzare o a non perdere precisione".
La sfida con Acosta
Nonostante il calo nella seconda parte del Gran Premio, l'alfiere romano non ha rinunciato all'ultima sfida con Pedro Acosta. Un sorpasso di istinto puro che ha "bruciato" l'umore del rivale. "In realtà volevo superarlo alla curva 9, perché il mio giro precedente era andato molto meglio del suo alla curva 8. Ma all'ultimo giro ho avuto una partenza pessima. In quel momento mi sono detto: 'Sii creativo, sii creativo, sii creativo'. E ho provato il sorpasso. Alla fine è venuto fuori un po' come quello che feci a Bez nel 2018, in Moto3. Un piccolo déjà vu", ha ricordato con un sorriso.
Una mossa vecchio stile che Acosta non ha digerito bene. Ma Di Giannantonio non ha particolare riverenza, nonostante l'ascesa atletica del rivale, che dal prossimo anno vestirà i colori del team Ducati ufficiale. "È un pilota di enorme talento. È apparso subito evidente: è stato forte fin dal suo arrivo in MotoGP. Ma in definitiva, per me, è come tutti gli altri. Forte, certo, ma quando sei in pista, devi trattarlo come chiunque altro".
Futuro in KTM
In merito al mercato piloti MotoGP e al suo futuro, Fabio non può ancora scoprire le carte. Ma a ridosso del Mugello dovrebbe arrivare i primi annunci ufficiali. "Parliamo molto del futuro. Forse al Mugello tutto sarà un po' più chiaro per me". Tutto lascia pensare che abbia già trovato un accordo con la Casa austriaca, dopo sei stagioni con il marchio emiliano.
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