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Dakar 2022, i favoriti: caccia al successore di Kevin Benavides

Verso la Dakar 2022, ripartendo dal campione in carica Kevin Benavides, passato però a KTM. I nomi dei favoriti per l'evento di gennaio.

3 dicembre 2021 - 18:56

Tra un mese a quest’ora il Rally Raid Dakar avrà già preso il via da un paio di giorni (il percorso). Manca davvero poco alla 44^ edizione di questo prestigioso evento, tra rookie ed esperti italiani, la prova di Lascorz, le ‘ragazze terribili’, sfide da due a quattro ruote, ma non solo. Si riparte dal vincitore 2021, vale a dire Kevin Benavides, che ha scritto la storia diventando il primo pilota sudamericano a vincere questa competizione. E vuole continuare a scriverla, ma con diversi colori: il suo #1 infatti sarà su una KTM, e non più sulla Honda con la quale ha trionfato in questo anno solare. Ma sono tanti i favoriti per il successo finale nel prossimo gennaio 2022, vediamoli.

Honda vuole il tris

La casa dell’ala dorata riparte da due successi consecutivi. Ha perso il campione dell’edizione 2021, ma si presenta sempre con una formazione temibile. Stiamo parlando nientemeno che di Ricky BrabecJosé Ignacio ‘Nacho’ CornejoJoan Barreda ed il nuovo acquisto Pablo Quintanilla. Il primo è stato colui che ha riportato Honda alla vittoria alla Dakar (2020) per la prima volta dal 1989 e certamente si presenta con lo stesso obiettivo. Il cileno poi è carico soprattutto nel ricordo di quello che ha definito “un errore da rookie” nel 2021. Un incidente che l’ha costretto ad abbandonare anzitempo, ma quel che gli ha fatto più male è che in quel momento comandava la classifica generale… Un pilota certamente da tenere d’occhio, come anche il 38enne collega spagnolo, diventato una Leggenda della Dakar dopo le tre vittorie ottenute in quest’anno solare. Anche lui determinato a rifarsi (i trionfi nel Andalucía Rally e nel Baja Aragón parlano chiaro) dopo il ritiro forzato per mancanza di benzina, a cui si erano aggiunti i postumi di una caduta di due giorni prima. L’ultimo infine è approdato in Honda dopo cinque anni coi colori Husqvarna, pronto a riscattarsi dopo un’edizione 2021 al di sotto delle aspettative. Ricordiamo che nel 2020 ha ottenuto il 2° posto in classifica generale.

KTM all’assalto 

Proseguiamo con la truppa della casa austriaca: una line-up davvero da tenere d’occhio, più che determinata ad impedire la tripletta di trionfi targati Honda. Proprio da lì arriva il campione in carica Kevin Benavides, che certamente sarà ancora protagonista dopo lo storico trionfo 2021. Ma accanto al motivatissimo pilota argentino, al via col numero #1 in bella evidenza sulla sua KTM 450 Rally Factory, ci sono altri due campioni del mitico evento. Iniziando da Toby Price, fresco di biennale, che il Rally Raid l’ha già vinto per ben due volte. Nello specifico nel 2016 (alla sua seconda Dakar) e nel 2019, quando la competizione si disputava ancora in America Latina. Nel 2020, all’approdo in Arabia Saudita, ha chiuso 3°, mentre nel gennaio scorso ha dovuto abbandonare anzitempo per un forte incidente alla nona tappa. Finiamo la carrellata di casa KTM con Matthias Walkner, anche lui con un trionfo finale a referto. Precisamente nel 2018, alla sua quarta Dakar disputata, con un 2° posto poi sia nel 2017 che nel 2019. È lui il terzo asso chiamato a riprendere il filo per la casa di Mattinghofen, interrotta negli ultimi due anni da Honda.

GasGas punta in alto 

Una formazione di tutto rispetto anche per il marchio spagnolo (assorbito da KTM). Dopo sei edizioni disputate con i colori austriaci, Sam Sunderland è passato a GasGas. Arriva alla Dakar dopo una stagione per nulla facile a livello sportivo, tra incidenti e qualche problema di salute. Oltre a ricordare che si è visto costretto a ritirarsi da questo rally in cinque delle otto edizioni da lui disputate a causa di cadute o guai meccanici. Ma nelle tre concluse è arrivata la vittoria finale (2017), più un doppio terzo posto (2019-2021). Accanto a lui c’è un giovane che ha ben figurato all’esordio in quest’anno solare: parliamo di Daniel Sanders, che ha chiuso 4° overall e miglior rookie della scorsa edizione della Dakar. Quest’anno, nuovo marchio e per la prima volta in un team factory: assieme a Sunderland, una scelta dettata dalla determinazione di GasGas di essere protagonista.

Che duo per Husqvarna

Il fratellino del campione in carica si prepara per la sua seconda Dakar con Husqvarna, determinato a rifarsi dopo un’edizione difficile a livello fisico, meccanico e mentale. Luciano Benavides ha vissuto una Dakar 2021 molto complessa, ma anche i mesi successivi non sono stati dei migliori. “È stata una battaglia soprattutto a livello mentale” ha ammesso il pilota argentino a dakar.com. Un insieme di problematiche però che gli stanno dando una motivazione in più. “Per prima cosa devo vincere me stesso, il resto arriverà da solo” ha sottolineato. Accanto a lui c’è un nuovo compagno di squadra, Skyler Howes, con tre Dakar alle spalle. L’ultima, chiusa in quinta piazza da pilota privato (vendendo praticamente tutto il possibile, a partire dalle sue moto), gli è valsa la firma per un contratto triennale da ufficiale con il marchio Husqvarna. Questa sarà certamente un’altra formazione da tenere d’occhio per l’evento 2022.

Yamaha per il riscatto

Sulla scia dei risultati MotoGP e Superbike, potrebbe arrivare una buona occasione per la casa dei tre diapason. Soprattutto dopo l’edizione 2021, decisamente avara di risultati visto che tutti i piloti di punta hanno dovuto abbandonare anzitempo la corsa. Nel 2022 si riparte in primis con Adrien Van Beveren, entusiasta e decisamente carico dopo 4 ritiri nelle ultime quattro Dakar. Rimane uno dei ragazzi da osservare per la vittoria finale, ricordando il 6° ed il 4° posto ottenuti rispettivamente nel 2016 e nel 2017. C’è poi Ross Branch, il pilota del Botswana che nel 2019 ha chiuso 13° e miglior rookie al mitico Rally Raid. Nel 2020 ha conquistato la prima vittoria, mentre nel 2021 ha chiuso la corsa alla nona tappa. Il terzo asso Yamaha è Andrew Short, pure lui reduce da una precedente edizione piuttosto deludente, un ritiro anzitempo causato da problemi di benzina (il tipo sbagliato). Come i colleghi della casa di Iwata, è certamente carico per questa nuova edizione in Arabia Saudita.

Sherco e Hero outsiders?

Altri due marchi determinati a ‘disturbare’ quelli citati in precedenza. Iniziamo da Sherco, che schiera in primis Lorenzo Santolino, che dopo due Dakar da dimenticare ha chiuso con un gran sesto posto nell’edizione 2021, miglior spagnolo al traguardo. Riparte certo da qui per l’evento del prossimo gennaio, determinato ad essere almeno uno dei migliori 5 piloti. Accanto a lui c’è il portoghese Rui Gonçalves, 19° nello scorso Rally Raid (3° miglior rookie) e sempre con gli stessi colori anche per il prossimo evento in Arabia Saudita. Passiamo poi a Hero, che accoglie nelle sue file l’argentino Franco Caimi, in uscita da Yamaha dopo cinque anni. Per lui cinque Dakar alle spalle, due chiuse in P8 (best rookie nell’anno d’esordio) e le altre con prematuri abbandoni, l’ultima parte della ‘disfatta’ della casa dei tre diapason. Da qui il cambio, passando a Hero con compagno di box in primis il portoghese Joaquim Rodrigues, 17° nella scorsa edizione ma a caccia di consistenti passi avanti.

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Foto: KTM Images

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