Yamaha alla ribalta nel CIV Sportbike: la ricetta segreta di Roccoli e De Angelis

Storie di Moto
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INTERVISTA - A tu per tu con Massimo Roccoli, sei volte Campione italiano Supersport e Team Manager vittorioso nel CIV Sportbike.
Domenica 27 settembre, Cremona Circuit. Carter Thompson porta la Yamaha R7 per la prima volta alla vittoria nel Mondiale Sportbike. Una giornata da sogno per il Team BrCorse, anticipata di una settimana da un altro storico sigillo per la casa dei Tre Diapason. Stessa pista, stessa moto, nuovi protagonisti. Domenica 20 settembre, Alessandro Davide Aguilar trionfa in Gara 2 del CIV Sportbike in sella alla R7 del Team Roc'N'Dea di Massimo Roccoli e Alex De Angelis. "Coincidenze? Mi piace pensare di no. Adesso vi spiego perché", commenta il sei volte Campione italiano Supersport, ritiratosi dall'attività agonistica a fine 2024. Calatosi definitivamente nel ruolo di Team Manager, Roccoli non ne vuole proprio sapere di lasciare il motociclismo, rendendosi artefice di una (nuova) scommessa vinta insieme all'amico fraterno De Angelis.

Massimo, la vittoria di Cremona è il coronamento di un percorso per il Team Roc'N'Dea.

"Sono trascorsi tre anni da quando ci siamo lanciati nel progetto R7. Abbiamo corso per un biennio nella Yamaha R7 Cup, ottenendo discreti risultati, prima di passare quest'anno al CIV Sportbike con l'investitura di team di riferimento Yamaha Motor Italia. Siamo una squadra molto giovane, fondata non più tardi del 2020, dunque per noi è stato motivo di grande orgoglio. Per me in particolare: buona parte della mia carriera è legata proprio a Yamaha che considero una delle poche case costruttrici, se non l'unica, davvero interessata a promuovere una filiera di giovani talenti a partire dal programma BLU CRU. Purtroppo, per problemi di natura logistica, abbiamo dovuto iniziare questa stagione con il vecchio modello. Dal terzo round di Imola i nostri due piloti, Aguilar e Cazzaniga, dispongono finalmente delle nuove R7. Un cambio-moto in corso d'opera che ci ha richiesto grossi sacrifici. Economici, ma non solo. A tal proposito vorrei raccontare un piccolo retroscena".

Prego.

"Nel weekend di Imola penso di aver percorso oltre 1000 km per recuperare le carene da Rosso Carene! La settimana prima mi trovavo ad Estoril per un evento, nel giro di quattro giorni ci siamo organizzati per la preparazione e relativa consegna del materiale. Ho perso il conto dei viaggi che ho fatto da Imola fino alla loro officina per regolare le misure delle carene. Per rincarare la dose, in Gara 2 Aguilar è caduto alla Variante Bassa, mentre la moto di Cazzaniga ha preso fuoco dopo una sfortunata carambola al via. Insomma, un inizio tutto in salita. Nelle prime uscite prendevamo oltre due secondi al giro dai migliori della classe, ma non ci siamo mai arresi. La vittoria di Cremona ripaga tutti i nostri sforzi".

Una vittoria legata a doppio-filo al Team BrCorse del Mondiale Sportbike, spiegaci meglio.

"Per ironia della sorte abbiamo vinto a Cremona ad una settimana di distanza gli uni dagli altri, ma c'è molto di più. Il nostro capotecnico è Andrea Brambilla, già proprietario del Team BrCorse. Abbiamo fatto una piccola pazzia: unire le forze, aprire un canale diretto in modo da aiutare entrambe le squadre. Soprattutto con i pezzi di ricambio. Noi di Roc'N'Dea siamo stati i primi in assoluto a portare all'esordio la nuova R7 nel CIV a Imola lo scorso mese di giugno. La settimane seguente è toccato a BrCorse nel Mondiale a Misano, dove Andrea si è portato dietro le nostre moto in caso di evenienza. Inoltre, subito dopo la Racing Night, abbiamo svolto un test congiunto proprio a Cremona per portare avanti lo sviluppo delle nuove R7. Tempo pochi giorni e, questa volta da soli, siamo tornati a girare a Misano per un lavoro no-stop in vista del finale di stagione".

Roccoli e De Angelis collaudatori d'eccezione.

"In tutte e due le circostanze, io ed Alex ci siamo infilati tuta e casco e via! Abbiamo snellito la moto, perfezionandone il setting. Alex è un maniaco delle sospensioni, mentre io sono un vero rompiscatole sulla mappatura del freno motore. Insieme abbiamo capito quale direzione prendere, dando una grossa mano ai nostri due piloti che, essendo ancora molto giovani, non hanno l'esperienza per accollarsi un determinato tipo di lavoro. Non tutti possono permettersi un vantaggio del genere".
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Massimo Roccoli e Alex De Angelis nel test di Cremona

Concedimi una battuta: mica starete provando nostalgia delle gare?

(Ride, ndr)
"Alex non so, io neanche per sogno! Dopo qualche giro dovevo rientrare al box per i crampi. Entravo in pista in modalità time attack: 3-4 giri a gas spalancato, poi rallentavo. Certo è che girare per un bene superiore, con un occhio di riguardo verso Aguilar e Cazzaniga, mi ha dato gusto. Quando i nostri ragazzi vanno forte, con Alex ci sentiamo partecipi tanto quanto lo eravamo da piloti. Un po' come se fossimo con loro sulla moto".

Siete l'unico team Yamaha del CIV Sportbike, vi sentite penalizzati?

"Beh, è sicuramente limitante. Non abbiamo riferimenti, non possiamo condividere i dati con nessuno. Il mese e mezzo di pausa che dalla Racing Night ci ha portato a Cremona è stato provvidenziale in questo senso. Abbiamo avuto più tempo a disposizione per lavorare sulle moto".
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Roccoli in compagnia di Cazzaniga e Aguilar alla presentazione del team

Quanto merito c'è di Aguilar nel risultato di Cremona?

"Dopo l'uscita di scena di Bianchi, mi sono detto: "adesso cosa combina là davanti da solo?". Ebbene, è riuscito a stupirmi. Alessandro è ormai legato a Roc'N'Dea dal 2024 a questa parte, non lo avevo mai visto affrontare una gara simile. Non si è risparmiato, spingendo al massimo dall'inizio alla fine: al penultimo giro viaggiava quasi sui tempi delle qualifiche malgrado il fiato sul collo degli avversari che cercano di raggiungerlo. In quei momenti basta un attimo per sbagliare, una prova di grande maturità. Mi ha fatto godere come un riccio...".

In che senso?

"Hai visto che razza di sorpassi si è inventato nella Superpole Race (conclusa al secondo posto, ndr)?! Al tornantino finale passava due piloti in un sol colpo come niente. Analizzando la telemetria, ci siamo accorti che ha domato la R7 come... una Superbike! In pochi mesi ha stravolto completamente la sua guida. Prima aveva uno stile rotondo, adesso riesce a spigolare le curve con più facilità. Ci ha messo un po' ad adattarsi alla Sportbike e trovare l'equilibrio con la moto. Abbiamo deciso di promuoverlo per questioni prettamente fisiche, non ci stava più sulle Moto4! Il podio ottenuto nel secondo round al Mugello non doveva ingannare: Alessandro tende ad esaltarsi sul bagnato, è uno specialista".

In cosa deve migliorare?

"Deve acquisire maggiori conoscenze tecniche. In prova capita che fornisca indicazioni poco chiare. Pertanto, gli stiamo insegnando il linguaggio del pilota. Per il resto si impegna tantissimo. La definisco un animale da gara: può sbagliare la qualifica, ma quando conta risponde sempre presente".

Nota dolente l'infortunio di Cazzaniga, come sta?

"Purtroppo la sua stagione è terminata anzitempo. La scorsa settimana siamo andati a Vallelunga per una due-giorni di prove pre-gara. Emanuele era reduce da un weekend in crescendo a Cremona, nei test aveva fatto registrare ulteriori progressi. Tant'è vero che, prima dell'incidente, è stato più veloce di Aguilar. A seguito della caduta ha rimediato la frattura di due costole e un trauma toracico, pertanto non potrà scendere in pista nei prossimi giorni. Non ci voleva, questo stop arriva nel momento peggiore: avevamo impostato un lavoro specifico su Emanuele, per venire incontro alle sue esigenze di guida, che stava iniziando a dare i suoi frutti. Lo aspettiamo presto. Al suo posto abbiamo convocato John Peristeras (attuale portacolori Team MMR nel Mondiale Sportbike, ndr), il quale aveva già difeso i nostri colori lo scorso anno nella Yamaha R7 Cup".

A Vallelunga si chiude la vostra prima campagna nel CIV Sportbike, quali sono i prossimi step in ottica 2027?

"Ci aspetta un bel lavoro di fino. Considera che noi siamo ripartiti da zero, dovendo sgrezzare due moto da strada nel giro di un paio di settimane. Attività che di solito viene svolta in quattro mesi nel pre-campionato. Un po' in fretta e furia siamo riusciti a raggiungere un buon livello di competitività, ma il lavoro vero e proprio inizierà questo inverno con la cura dei minimi dettagli".

Un'ultima considerazione sullo scarso numero di adesioni registratosi nel "tuo" CIV Supersport: parliamo di crisi?

"Per anni la Supersport è stata unanimemente riconosciuta come la classe per eccellenza del CIV: schieramento sold out, lotte furibonde e l'immancabile confronto generazionale tra vecchie volpi e giovani emergenti. Mi vengono in mente le wild card nei primi anni Duemila dei piloti italiani impegnati nel Mondiale: mi sono formato agonisticamente battagliando con i vari Battaini, Giansanti, Antonello, ecc, finché il marpione da battere non sono diventato io. Il livello medio era talmente elevato che andare forte significava potersela giocare anche nel WorldSSP. Oggi questa tradizione si è persa e mi viene nostalgia. Non voglio dire che quest'anno il CIV SSP non sia spettacolare o che manchino nomi di grido. Antonelli ha guidato da paura a Cremona, mentre in griglia è presente pur sempre un Campione del Mondo Moto3 (Lorenzo Dalla Porta, ndr). Tuttavia, mi rattrista vedere soltanto una ventina di piloti al via. Porto nel cuore il CIV SSP, mi ha dato tanto. Il nuovo regolamento Next Generation ha finito per snaturare l'essenza della categoria...".
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