Uno dei primi passi importanti che i ragazzini quando si affacciano al mondo delle corse imparano è l’importanza di intrattenere buoni rapporto con i media, siano questi i classici giornali di carta oppure tutte le diavolerie elettroniche spuntate negli ultimi tempi.
Ma non è una novità, anche se ovviamente l’esigenza della cura dell’immagine, degli sponsor e supporter ha esaltato il problema.
Il quarto potere
Ma prima? Avere buoni rapporti con il quarto potere ha sempre avuto i suoi vantaggi, siatene certi, cent’anni fa come oggi! Torniamo indietro nel tempo fino ad arrivare al 1910, all’epoca dei pionieri, addirittura prima della nascita della FMI che, con il nome di Moto Club d’Italia, avrebbe visto la luce l’anno successivo.
Una delle più importanti gare del panorama nazionale si disputava nei pressi di Firenze: è la Coppa della Consuma che da Pontassieve, con partenza dal ponte che scavalca appunto il fiume Sieve, porta al valico che separa la valle dell’Arno al Casentino, Ad evitare che la vetta del passo, com’era accaduto l’anno prima, fosse ancora innevata, la gara venne messa a calendario per la fine di maggio e il traguardo d’arrivo spostato in avanti, al bivio della nuova strada per Vallombrosa, appena aperta.
Una storia del 1910
Ben 27 piloti al via, un numero ragguardevole per il tempo, con le moto suddivise non più in base al peso ma, seguendo le nuove disposizioni internazionali, in base alla cilindrata. La I categoria limitata alle moto da ¼ di litro, cioè 250cc, la II categoria alle ¾ di litro (334cc) e la III categoria alle mezzo litro (500cc). Prime a partire le II categoria, poi le III categoria e infine le ¼ di litro, con intervalli di due minuti fra i vari concorrenti e dieci minuti fra le diverse classi.
Vittoria assoluta per la Borgo 500 guidata dallo stesso costruttore Michele Borgo, in un tempo eccellente, anche se l’impressione maggiore la suscitava il terzo arrivato, Cesare Musso, che sulla sua Borgo 500 “Tandem” aveva caricato, «volontariamente» precisano le cronache, un passeggero, certo Alessandro Bianco, terminando a 4’ dal vincitore. Successo di Alfredo Squilla con la Bücher nella II categoria e di Amedeo Bartolini con la Motosacoche nella prima, ma con un tempo migliore della categoria superiore.
Il giorno sfortunato di Giuseppe Gilera
Al via fra le mezzo litro anche
Giuseppe Gilera, ma il futuro grande costruttore di Arcore non avrebbe avuto fortuna, arrivando in cima con la moto rantolante e solo dopo un’ora dal via.
Nella I categoria erano iscritte 10 Motosacoche e 3 moto torinesi SIAMT, ma mentre le moto svizzere arrivarono tutte al traguardo, aggiudicandosi il Trofeo per le Industrie, le tre SIAMT furono tutte incredibilmente colpite dalla sfortuna: Aluffi cadde dopo un chilometro di gara, Pellegrino forò subito dopo il via e si ritirò, mentre il terzo pilota, Luigi Semeria, che era anche il costruttore, fu coinvolto in un incidente mentre si recava alla partenza, per cui arrivò in ritardo e non venne fatto partire dagli inflessibili giudici di gara.
È a questo punto che le buone relazioni con la stampa rivelano tutta la loro utilità! Con una procedura oggi impensabile la casa torinese chiese ed ottenne di sostenere una prova il giorno seguente, ovviamente sotto il controllo degli stessi giudici di gara. Nell’occasione Luigi Semeria giunse in vetta, malgrado una caduta, in un tempo ben migliore di quello del vincitore della categoria Bartolini, tempo che avrebbe addirittura posto la piccola moto torinese al terzo posto assoluto.
La stampa in...aiuto!
Così mentre Guido Marchi, agente Motosacoche per la Toscana, inondava i giornali con inserzioni pubblicitarie che celebravano il successo delle macchine svizzere, la SIAMT poteva anch’essa evidenziare l’impresa di Semeria sulla stampa sportiva con un trafiletto di chiaro sapore polemico e pubblicitario, pubblicità indispensabile alla sopravvivenza della moderna realizzazione torinese che costava ben 2350 lire, una vera fortuna!
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