Ragazzini denuciati per il motorino: perchè è una storia bellissima

Paolo Gozzi Blog
sabato, 08 agosto 2026 alle 11:15
Bellissimo: i ragazzini tornano a sognare il motorino
Il motorino torna ad essere aspirazione e sogno degli adolescenti italiani, un pò com'è successo a tante generazioni precedenti a questa? I tre ragazzini denunciati per aver allestito un banchetto per comprarsi il Ciao è una notizia grottesca, ma a noi appassionati riempie il cuore.
La storia la saprete già, ne hanno parlato diffusamente i media nazionali. Siamo a Pradamano, un paesino di 3500 persone in provincia di Udine. Tre giovanissimi hanno allestito un banchino per strada per racimolare qualche soldo offrendo ai passanti limonate, bomboloni e dolcetti vari. Apriti cielo: un passante li ha denunciati e le autorità locali, incredibilmente, sono intervenute contestando l'assenza delle autorizzazioni necessarie per la somministrazione di cibi, le famose HACCP. Sono le norme che regolano il controllo su tutta la filiera di somministrazione al pubblico di cibi e vivande, operatori compresi.

Una denuncia da ridere

La severa sanzione ha suscitato un'ondata nazionale di indignazione, perchè ovviamente ogni regola funziona se è contestualizzata, e questo non pare proprio il caso. Altrimenti andrebbero denunciate anche le mamme che preparano la torta per i compleanni a casa con gli amici del figlio, le feste alle scuole alimentari coi dolcetti in classe portati dalle famiglie, e mille altri momenti di felice socialità. Ma lasciamo perdere. E un altro l'aspetto che ci intriga.

Gli adolescenti tornano a sognare il motorino

Gli addetti ai lavori del nostro mondo motociclistico lo ripetono da anni: il cuore del mercato sono gli over 40, perchè il motorino non è più nei sogni degli adolescenti com'era in passato. "Pensano solo al telefonino", è il mantra generale. Invece questi ragazzini si sono dati da fare per comprare proprio il motorino. E non uno scooter di oggi, ma un Ciao. Stiamo parlando di un'icona per noi boomer: entrò in produzione nel 1967 ed è stato per generazioni di ragazzi e ragazze oggetto del desiderio e simbolo di libertà. In giro su quelle routine milioni di adolescenti sono entrati ufficialmente nel mondo dei "grandi". I primi amori, le prime gite senza genitori, l'autonomia: il Ciao non è un motorino, è storia e costume. Piaggio non lo produce dal 2006, ben prima che i tre protagonisti di questa storia nascessero. Ma proprio loro sognano di rimetterlo in moto, oggi, nel 2026: qualcosa di meravigliosamente stupefacente.

Le altre belle lezioni 

A chi è stato adolescente nel secolo scorso, godendosi la giovinezza sul Ciao o con la Vespa, piace molto anche un altro aspetto. Questi tre ragazzi il loro sogno non lo hanno chiesto ai genitori, se lo sarebbero voluto conquistare da soli, un pò come hanno fatto tanti di noi. "Qui in Friuli ce ne sono una settantina in vendita, costano da 500 a 3 mila €" ha spiegato il più grande (14 anni) al Messaggero Veneto. Bello anche che abbiano rifiutato le offerte piovute da tutta Italia: tanti il Ciao adesso glielo vorrebbero regalare, ma i ragazzini se lo vogliono guadagnare da soli.

Ma un regalo si potrebbe fare.... 

A Pontedera c' il Museo Piaggio, che custodisce una fantastica collezione di Ciao di ogni serie, anche quelle special. L'esposizione permette anche di assaporare l'epoca, la società e l'identità di chi, per oltre quarant'anni, questo motorino l'ha sognato e guidato. Poco distante c'è anche la sede del "Ciao Club Pontedera Città dei Motori", fondato da un gruppo da appassionati che periodicamente organizzano raduni e incontri fra gli appassionati e collezionisti. Invitare questi tre ragazzi a Pontedera, dove il sogno del Ciao è nato ed è stato prodotto, sarebbe un bell'abbraccio fra passato e aspirazioni dei ragazzini di oggi. Amici dirigenti del Gruppo Piaggio, non è una bella idea? Però la limonata offritegliela voi!
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Foto d'apertura: Ciao Club Pontedera Città dei Motori
Foto interna: Messaggero Veneto

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