Analisi: Superbike da pazzi, le marche anti Ducati perdono andando più veloci

Paolo Gozzi Blog
domenica, 12 luglio 2026 alle 9:45
Superbike Donington: Analisi, le anti Ducati perdono andando più veloci
Perdere, di brutto, andando decisamente più forte di un anno fa. Succede alle concorrenti della Ducati in un Mondiale Superbike che ha totalmente perso equilibro. Il confronto fra i tempi di gara 1 con l'analoga corsa di un anno fa ci restituisce dati incredibili. Eccoli
Iker Lecuona ha vinto la sua prima gara iridata, dopo 140 tentativi, resistendo agli attacchi di Nicolò Bulega che ha perso l'imbattibilità dopo 25 vittorie di fila. Ma il fattore che più ci interessa è il tempo sulla distanza: Lecuona ha impiegato 32'58"594 per coprire i 23 giri, cioè 28 secondi in meno rispetto a Toprak Razgatlioglu che con la BMW aveva vinto con sei secondi di vantaggio sullo stesso Bulega. Quindi la nuova Panigale V4 R con forcellone bibraccio e altre varie migliorie è andata 34 secondi più forte di un anno fa, a parità di pilota!

C'è solo la Ducati 

Siamo all'ottavo round di questa stranissima stagione e ogni volta tiriamo la croce addosso alle concorrenti di Ducati, sempre più fuori dai giochi. Nella prima sfida britannica abbiamo contato sei Panigale davanti a tutti, e mancavano per infortunio in prova Tarran Mackenzie e Alberto Surra, che avrebbero potuto allungare la fila. Tutto questo su un tracciato dove la stessa Ducati non vinceva dal 2014, e a conferma di un trend che, con ampiezza simile, si è registrato su tutte le precedenti sette piste.

Toprak sarebbe finito fuori dai dieci!

Il dato più incredibile è questo: con lo stesso tempo totale 2025 Toprak Razgatlioglu stavolta non sarebbe arrivato nei primi dieci. Miguel Oliveira, undicesimo con la stessa M1000RR, ha impiegato lo stesso identico tempo del predecessore. Quindi non è esatto sostenere che il portoghese va più piano del turco, ma piuttosto che non gli stanno riuscendo gli stessi enormi miglioramenti che invece sono alla portata dei piloti Ducati, non solo degli ufficiali Lecuona e Bulega, ma anche indipendenti.

E le altre come stanno?

La Honda ha concluso gara 1 con entrambi i piloti fuori dal top 15 ma Jake Dixon è stato 25 secondi più veloce rispetto a Xavi Vierge un anno fa. Progresso quasi identico per Garrett Gerloff con la Kawasaki: 24 secondi più veloce, con lo stesso pilota e la Ninja evoluta. Più ridotto, ma sempre imponente, il progresso in casa Yamaha: Xavi Vierge ha migliorato il tempo 2025 di Andrea Locatelli di 17 secondi. Il bergamasco un anno fa era finito quarto, Vierge stavolta soltanto decimo!
Analisi: le avversarie Ducati perdono andando più forte!

E perchè la Ducati va così forte?

Ci sono due fattori preponderanti, strettamente connessi. L'adozione del forcellone bibraccio ha completamente cambiato la situazione, permettendo alla Panigale di sfruttare molto meglio il potenziale della gomma Pirelli SCX, la più soffice fra quelle disponibili per la gara lunga. Quest'anno il fornitore unico ha ridotto la disponibilità di soluzioni, puntando quasi sempre sulle soluzioni collaudate e più soffici, cioè SC0 e SCX. Ad accezione delle gare bagnate (Phillip Island) e quella disputata su una pista particolare come Most, dove la SCX non era disponibile per motivi di sicurezza, tutto lo schieramento è partito spesso con l'identica soluzione, la SCX appunto, come in gara 1 a Donington. Quindi, dal punto di vista del grip, quasi tutto il campionato registra una enorme stabilità di condizioni: gare su asfalti molto caldi e identica scelta di gomme. La Ducati ci sta andando a nozze, le altre non sono riuscite a cambiare così radicalmente passo.

Può cambiare qualcosa?

Il Mondiale Superbike dopo Donington andrà due mesi in vacanza, per riprendere il 5-6 settembre in Francia. Mancheranno solo quattro round alla fine: Magny Cours, Cremona, Estoril e Jerez. Il gommista unico l'anno prossimo lascerà il testimone a Michelin, per cui non ci saranno novità di sostanza. Per cui la risposta è: no. Quest'anno va così, se vi pare, in futuro si vedrà.
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