Ducati contro Aprilia: ma quale sorpasso, la sfida tecnica della MotoGP 2026

MotoGP
domenica, 12 luglio 2026 alle 7:45
Marc Marquez
Tre Ducati Desmosedici GP26, schierate da tre squadre differenti (Lenovo, Gresini, VR46) ai primi 3 posti della Sprint del Sachsenring con le Aprilia ad inseguire. Con Ai Ogura, per fare un nome, che senza mezzi termini ha dichiarato: "Qui i primi tre Ducatisti hanno qualcosa più di noi". Si è dunque giunti, poco prima della pausa estiva, al sorpasso prestazionale di Ducati su Aprilia? I fatti e l'analisi delle performance dicono altro.

DA PISTA A PISTA

I responsabili delle due realtà a confronto diretto per il titolo MotoGP 2026 sono dello stesso avviso. Ci sono delle piste e delle situazioni più favorevoli all'una o all'altra moto. Ragionamento ineccepibile: ad Assen le Aprilia sono parse dominanti, al Sachsenring altresì le Ducati dettano il passo. Sbagliato tuttavia il concetto che vi sia stata una rinascita della rossa di Bologna solo nell'ultimo periodo.

I RISULTATI ARRIVANO

Festeggiando il suo compleanno lontano dalla Germania (secondo consuetudine), Luigi Dall'Igna avrà festeggiato eccome un podio Sprint tutto monopolizzato dalla sua creatura. Una Ducati Desmosedici GP26, checché se ne dica, cambiata più rispetto alla GP25 di quanto la stessa moto del 2025, a suo tempo, cambiò rispetto all'irresistibile GP24. Il problema della GP26 non è mai stato tecnico. Almeno, non nel senso letterale del termine.

PILOTI E SVILUPPO

Come candidamente ammesso a più riprese da Marc Marquez nelle prime gare, "Il problema non è la moto, sono io". In seguito si è capito il perché. Che la GP26 sia una moto nata bene, lo testimonia il rendimento costante di Fabio Di Giannantonio, alla sua miglior stagione della carriera e sempre là davanti a giocarsela, anche in weekend problematici. Di fatto tra piloti non al meglio fisicamente, altri (Alex Marquez) fermatisi sul più bello ed inizialmente chiamati ad adattarsi ad una nuova moto, la prima parte di stagione ha visto Ducati all'inseguimento. Ma il potenziale c'era eccome.
Non da meno, la GP26 fino al ritorno in Europa ha corso con la configurazione aerodinamica del 2024, prima di propendere per una doppia versione (mista 25-26 per Alex, Di Giannantonio e Bagnaia, ibrida 24-26 per Marc) che più si confà alle specifiche di questa moto. Oltre ad una serie di aggiornamenti introdotti dai test di Jerez che hanno giovato alla causa, riportando Ducati sulla carreggiata. Con piloti adesso sostanzialmente a posto fisicamente (Marc Marquez) o che hanno capito meglio la GP26, vedi Alex Marquez. Quest'ultimo, dopo Goiania, prese la decisione di non pensare più ai problemi che vi sono, bensì correndoci sopra e massimizzando il potenziale a disposizione. Mai mancato dal primo giorno, per la causa di Borgo Panigale finalmente espresso appieno nell'ultimo periodo.
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