SBK Aragon: Mondiale dei desaparecidos, avversarie Ducati alla deriva

Paolo Gozzi Blog
domenica, 31 maggio 2026 alle 9:54
Superbike Aragon: Honda e Yamaha, le grandi assenti
Una peggio dell'altra: la Ducati Panigale V4 R è un razzo e Nicolò Bulega un pilota di livello MotoGP, ma le avversarie sono letteralmente alla deriva. Il Mondiale '26 è diventato una specie di monomarca non solo per l'enorme potenziale di Borgo Panigale ma anche (soprattutto?) per i demeriti delle altre. Il verdetto di gara 1 al Motorland Aragon è stato impietoso.
Mentre Bulega continua la sua stagione da marziano, dietro arrancano. La Bimota motorizzata Kawasaki è stata l'unica a salvarsi dal disastro generale. Alex Lowes è finito quarto, in mezzo ad una selva di Panigale ufficiali e private (sei nelle prime sette) contenendo il divario in 16 secondi sui 18 giri di gara. Non è poco, ma è distacco accettabile anche al netto della differente caratura dei piloti.

Il fattore pilota 

Bulega ha stradominato la Supersport, l'anno scorso ha perso il confronto diretto con Toprak Razgatlioglu solo all'ultima gara, pagando cari due stop per noie meccaniche e l'incidente di Misano causato da Bassani. Il britannico è a tempo pieno in Superbike dal 2014 e ha sempre gareggiato con moto ufficiali: Suzuki, Kawasaki, Yamaha e adesso Bimota, vincendo in tutto solo quattro gare. Alex dice che Bulega con la Bimota non vincerebbe, ma chi può dirlo? Sicuramente non prenderebbe sedici secondi dalla Panigale, se la guidasse un pilota normale.

Honda che disastro 

L'impegno HRC in Superbike è fortissimo, a livello di impegno tecnico profuso e ovviamente di relativo budget. Con Alvaro Bautista il gigante di Tokyo puntava al podio con una certa regolarità, poi con Iker Lecuona e Xavi Vierge è diventato quasi un miraggio. Cambiata inspiegabilmente scelta di piloti, in questo 2026 la nave Honda si è inabissata. Jake Dixon ha cominciato il Mondiale solo qui in Aragona, dopo essersi frantumato il polso destro nei test precampionato in Australia. Somkiat Chantra ha deluso in MotoGP e non si comprende come i vertici Honda abbiano potuto sperare che sarebbe diventato un top rider Superbike. Risultato: in gara 1 il thailandese ha beccato 39 secondi, con tredicesimo posto e ulteriori due posizioni perdute per sorpasso irregolare. Dixon ancora non al meglio è andato anche peggio.

Yamaha grande mistero 

L'anno scorso Andrea Locatelli vinse in Olanda, approfittando del ritiro di Bulega per noie meccaniche. Fù un episodio, ma la YZF-R1 pur non essendo al livello di Ducati e BMW era in ogni caso quasi sempre "the best of the rest". Fra concessioni regolamentari che le consentono di utilizzare parti di motore e ciclistica non omologate sulla R1 di serie e sviluppi in proprio, quest'anno il progetto avrebbe dovuto avere un'accelerazione. Invece niente, passano le gare e Yamaha va sempre peggio. Stavolta il migliore è stato Stefano Manzi che ha tagliato il traguardo 35 secondi dopo Bulega, un'eternità. Locatelli è caduto, Vierge è finito alla deriva: 38 secondi dal vincitore!

BMW senza piloti 

Un anno fa Toprak Razgatlioglu ci aveva fatto divertire, infiammando il Mondiale con la sfida contro Nicolò Bulega. La coppia aveva un altro passo rispetto al resto del plotone, con il terzo classificato quasi sempre oltre i dieci secondi. Uscito di scena il turco, era prevedibile che Bulega avrebbe fatto sfracelli. Miguel Oliveira e Danilo Petrucci sono entrambi ai box per infortunio, ma finora il portoghese è stato l'unico a metterci almeno una pezza, finendo sul podio in casa a Portimao. Là dove, con la stessa moto, Toprak pochi mesi prima aveva fatto il pieno.

Intanto Bulega si prende anche il warm up 

Ormai sono mesi che non cambia mai niente, neanche nei dieci minuti di riscaldamento mattutini. Nicolò Bulega, in attesa di salire sulla Ducati VR46 in MotoGP, qui dentro non ha proprio confronti.
Superbike Aragon: classifica warm up
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