La
Sprint della MotoGP al Mugello simboleggia per
Raul Fernandez la libertà. Con un'accezione positiva e negativa per quanto lo riguarda. Positiva, considerando la libertà di vincere attribuitagli anche da Aprilia a seguito del briefing chiarificatore dei giorni scorsi. Negativa, per il fatto che sia libero anche da un punto di vista contrattuale per l'anno venturo. Senza una sistemazione, ma vincente. Una contraddizione anche per il suo stesso percorso di carriera.
LIBERO DI VINCERE
Fino all'approdo in MotoGP, Raul Fernandez è stato un vincente senza se e senza ma. Nelle classi promozional-propedeutiche della penisola iberica ha vinto tutto quello che c'era da vincere, arrivando al mondiale con un titolo iridato in tasca (Junior Moto3 nel 2018: molti se ne dimenticano, ma tra i Campioni del Mondo in griglia c'è anche lui...), confermando poi il suo valore tra Moto3 e Moto2. Nella classe regina ha iniziato a concretizzare soltanto lo scorso anno con la magica vittoria di Phillip Island, alla quale ha fatto seguire un bel podio quest'anno a Buriram e, adesso, la vittoria nella Sprint del Mugello.
INCONTRO CHIARIFICATORE
In questo suo percorso dove ne ha viste e vissute di ogni, di RF25 è rimasta inalterata la sua fame e aggressività. Alle volte eccessiva, come nel caso della terza ripartenza in quel di Montmelò, con quell'esagerato attacco in curva 5 a Jorge Martin che ha comportato danni ad entrambi ed una seria riflessione in Aprilia. Raul è sotto contratto e stipendiato Trackhouse Racing: vero, verissimo, ma corre pur sempre con una RS-GP26. Per questi nei giorni scorsi la casa madre ha pensato bene di radunare tutti e quattro i suoi piloti impegnati in MotoGP, al fine di evitare episodi controproducenti come quelli di Barcellona. Siete tutti liberi di vincere, ma che ci sia rispetto reciproco e no, contatti e sorpassi all'arma bianca non sono più tollerabili e tollerati. Detto, fatto: Raul ha vinto con pieno merito e titolo la Sprint del Mugello, tenendo testa a Jorge Martin senza alcun eccesso, senza alcuna follia. Con la libertà di vincere.
LIBERO DA CONTRATTI
L'anomalia di un Raul Fernandez finalmente protagonista in MotoGP sta nel fatto che non ha ancora un contratto in tasca per l'anno venturo. Nel mercato-piloti più anticipato di sempre, lo spagnolo deve ancora accasarsi. Il ché, legittimamente, pone svariate domande bipartisan: ci sarà una ragione se non è entrato nei radar delle case costruttrici ufficiali, ma è pur sempre vero che uno come lui non può non meritare un'ottima sella per l'anno venturo. Caso strano, proprio parlando di Fernandez, fino a qualche stagione or sono tutti si strappavano le vesti e persino i contratti con penali salatissime pur di averlo.
PENALI MILIONARIE
In passato ci fu chi per lui pagò una penale salatissima per portarlo in Red Bull KTM Ajo da Aspar, squadra che lo aveva portato al titolo Mondiale Junior Moto3 e ad un positivo esordio nella serie iridata. Arrivò poi in MotoGP senza volerlo, per imposizioni contrattuali: avrebbe preferito un altro anno in Moto2 o, in alternativa, accettare la proposta Yamaha. Non fu possibile, così dovette correre con KTM Tech 3, liberandosi poi dal contratto a fine anno per sposare la causa Aprilia RNF pagando una penale folle a Mattighofen. Fu un suo all-in di carriera che, dopo anni, ha dato frutti. Trovandosi libero di vincere, ma anche libero, questa volta con un'accezione negativa, da contratti.
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