Mattia Martella, la forza delle scelte nel CIV Sportbike: "Grazie MMP, non farò rimpiangere Coppola"

Storie di Moto
martedì, 04 agosto 2026 alle 19:30
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INTERVISTA - A tu per tu con Mattia Martella: reduce da un problematico triennio, ha lasciato E&E Squadra Corse per passare da “super sostituto” al Team MMP Velocità nel CIV Sportbike con tanta fame di riscatto.
Mattia Martella risponde al telefono dalla spiaggia, sotto l'ombrellone. Il pilota ciociaro, dai trascorsi tutt'altro che memorabili nell'ormai defunto Mondiale Supersport 300, si è concesso un po' di relax al mare. Quel che ci voleva per rinfrescarsi e ricaricare le energie dopo un movimentato weekend di Misano del CIV Sportbike. Il quarto appuntamento della stagione 2026 ha sancito la sua prima uscita con i nuovi colori. Chiesta ed ottenuta la rescissione anticipata del contratto con E&E Squadra Corse, Martella si è accordato con il Team MMP Velocità per correre in sostituzione dell'infortunato Alfonso Coppola nei restanti eventi previsti dal calendario, affiancando il capo-classifica di campionato Filippo Bianchi. Questo cambio di casacca ha subito rigenerato l'originario di Alatri, il quale ha ritrovato il piacere di correre e, non da meno, la gioia del podio con il terzo posto in Gara 2. Un momento che il diretto interessato attendeva da quasi 3 anni, vanificato da una squalifica imposta dalla Direzione Gara per un'irregolarità riscontrata sulla Aprilia RS 660 #25 in sede di verifiche tecniche.

Mattia, ti sei gustato il dolce sapore del podio davvero per poco...

"Una mezz'oretta, prima di ricevere la notizia della squalifica. Essere escluso per un problema allo pneumatico posteriore, non dipeso da noi, mi rode. Preferisco non entrare nei dettagli, ma posso assicurare che non ne abbiamo tratto alcun vantaggio. Il regolamento è questo, tant'è... mi sono goduto quantomeno il cerimoniale del podio".

Cosa passa per la testa di un pilota in quegli istanti?

"Per me è stata come una doccia gelata. Ho provato tanta amarezza. Volevo fortemente il podio per lasciarmi alle spalle tre anni pieni di difficoltà. Continuo ad impegnarmi, eppure c'è sempre qualcosa che non gira. Non credo alla malasorte: non mi sono mai arreso, non lo farò neanche questa volta. Quel che è certo, un po' più di fortuna non guasterebbe. Mi è dispiaciuto anche per tutti gli amici che, inaspettatamente, mi hanno raggiunto in circuito per sostenermi".

Mettiamo da parte la sanzione, come giudichi nel complesso l'esordio con il Team MMP Velocità?

"Mi ritengo abbastanza soddisfatto. In Gara 2 ho dato tutto me stesso senza commettere la benché minima sbavatura. Al netto della squalifica, una di quelle gare semi-perfette che ti capitano raramente. Ho potuto esprimere finalmente il mio potenziale. Sono meno felice dell'esito di Gara 1, nel finale ho perso l'opportunità di salire sul podio: dal terzo al quinto posto per un calo di concentrazione all'ultimo giro. Pur avendola provata soltanto in una breve giornata di test, mi sono trovato subito a mio agio con la Aprilia RS 660. Desidero ringraziare anche Filippo (Bianchi, ndr), i suoi consigli mi sono tornati utili nel corso del weekend".

Sul podio di Gara 2 sembravi molto emozionato...

"Hai ragione! Ho urlato a squarciagola per poi scoppiare in un pianto liberatorio dentro al casco. Ho sofferto tanto negli ultimi anni".

Ti sei fatto aiutare da qualcuno in questo periodo?

"In primis dalla mia famiglia, i miei genitori e le mie sorelle. Mi hanno spronato a non abbattermi e fare meglio. Inoltre, ho la fortuna di avere amici veri che hanno sempre cercato di tirarmi su il morale. Il loro sostegno è stato compensato dalla mia determinazione: sono una persona che non molla così facilmente".

Nel Mondiale Supersport 300 non hai raccolto i risultati sperati, ti sei dato una spiegazione?

"Sono partito fin troppo forte. Nel 2023 ho debuttato ad Assen con il quarto tempo in qualifica, disputando due gare da protagonista nel gruppo di testa senza conoscere la pista. Pertanto, ho generato aspettative che, alla fine, non sono riuscito a mantenere. Col senno di poi, dovevo essere meno esigente. È mancata la costanza di rendimento, in più ci si sono messe altre situazioni poco felici. L'anno scorso sono ripartito dal CIV Supersport, avevo bisogno di nuovi stimoli. Un passaggio che, purtroppo, non ha dato i suoi frutti".

Anche la stagione 2026 era cominciata in salita...

"Ho corso le prime gare con una Suzuki GSX-8R di E&E Squadra Corse. Originariamente ci eravamo prefissati la top-3 come obiettivo, ma ben presto abbiamo fatto i conti con la cruda realtà dei fatti. Il pacchetto non si è dimostrato all'altezza. Andare avanti sarebbe stato uno spreco di tempo, energie e denaro per entrambe le parti. Non intravedendo margini di miglioramento, di comune accordo abbiamo deciso di interrompere il sodalizio dopo la tappa di Imola. A tal proposito, mi preme sottolineare una cosa".

Prego.

"Con E&E ci siamo lasciati in ottimi rapporti. A Misano sono passato a salutarli, ho ricevuto una calorosa accoglienza e, a fine weekend, si sono complimentati con me per i risultati. Sai, per indole non sono una persona che tende a litigare. Men che meno con una squadra che conosco sin dai tempi del CIV Junior. Più recentemente abbiamo condiviso una stagione di vertice nel CIV Supersport 300 (5° in campionato con 4 all'attivo nel 2023, ndr). La mia si è trattata di una decisione motivata esclusivamente da questioni tecniche".

Nel Team MMP Velocità hai preso il posto di Alfonso Coppola, che rapporto c'è tra voi?

"Siamo ottimi amici. Trascorriamo diverso tempo insieme fuori dal paddock, anche per gli allenamenti. Mi rincresce che il suo infortunio si sia rivelato più grave del previsto, lo aspetto presto in pista. Quando sono venuto a sapere che MMP si stava muovendo alla ricerca di un sostituto di Alfonso per il resto della stagione, ancor prima di propormi alla squadra mi sono sentito in dovere di consultarlo. Visto il legame che ci lega, non volevo creare equivoci. Mi ha dato la sua approvazione, a modo suo: "Meglio tu che un pilota che mi sta antipatico" (ride, ndr)".

Guidare una buona moto fa tanta differenza?

"Eccome! Aprilia è la moto di riferimento del CIV Sportbike. I numeri di questa stagione parlano chiaro: a vincere sono stati finora soltanto piloti che corrono con una RS 660, ad eccezione di una gara (Michel Agazzi su Triumph in Gara 2 al Mugello, ndr). Per quanto concerne Suzuki, con E&E avevamo trovato una buon compromesso con la ciclistica, ma pagavamo in termini di potenza. Sui rettilinei non potevo né attaccare né difendermi: non riuscivo a sorpassare oppure venivo sistematicamente sverniciato dalle altre moto...".

Quali scenari si aprono per il finale di stagione?

"Punto a replicare le performance di Misano e lottare per il podio. Da Cremona non so cosa aspettarmi: non ci ho mai girato, conosco a malapena il senso di marcia (ride, ndr). A fine mese effettueremo due-giorni di test per iniziare un po' a familiarizzare con il tracciato. A maggior ragione considerando che nel weekend di gara avremo in programma la Superpole Race. Vallelunga invece, in quanto gara di casa, resta sempre un appuntamento speciale".
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