Remo Marinato, che storia: nulla è impossibile a chi crede

Storie di Moto
mercoledì, 15 aprile 2026 alle 20:30
Remo Marinato, che storia: nulla è impossibile a chi crede
Corsedimoto pubblica periodicamente storie, pensieri e imprese dei ragazzi e delle ragazze che gravitano intorno al progetto Di.DI (Diversamente Disabili). Le puntate precedenti sono accessibili dai correlati in fondo a questo testo. La parabola umana di Remo è una delle più incredibili fra tutte.
Mi chiamo Remo Marinato. La mia vita girava intorno a due grandi passioni, ereditate da mio padre: il camion e la moto. Ero felice e spensierato quando, il 23 luglio 1998, tutto si fermò. Un banale incidente, causato da un giovane automobilista indisciplinato, pose fine alla mia vita per come la conoscevo.

Un tunnel di dolore

Nei quattro anni successivi iniziò il mio calvario: tre amputazioni alla gamba destra, riabilitazioni dolorose, crisi epilettiche. Tutto questo mi trascinò nel tunnel dell’alcolismo e della tossicodipendenza. A fatica, nel 2003 iniziai un nuovo lavoro come magazziniere. Ma nel 2004, dopo l’ennesima crisi epilettica, entrai in coma. Ai miei genitori dissero che non ce l’avrei fatta. Dopo dieci giorni mi risvegliai: il mio fisico era completamente distrutto, ma io continuai a lottare. Non mollai per niente al mondo. Ripresi il lavoro, ma nel gennaio 2005 mi svegliai di notte con forti dolori alla gamba amputata. Ricovero, diagnosi impietosa: frattura del collo del femore.
Da lì, nei successivi sedici mesi, subii quattro interventi di artroprotesi all’anca, aggravati anche da una gravissima infezione interna. Finalmente vidi la luce. Dissi basta alle sostanze e, nel 2007, ripresi prima la patente BS e poi quella AS. Il sogno sembrava raggiunto. Dal 2007 al 2016 la mia vita oscillò tra momenti di sobrietà e ricadute, che mi portarono alla perdita delle patenti e rischiarono seriamente di farmi perdere anche il lavoro.

Un tentativo di rinascita

Decisi allora di entrare in una comunità protetta per un percorso di rinascita. Nel 2018 ripresi in mano la mia vita, sia nel lavoro come magazziniere sia nello sport: palestra, arrampicata, barca a vela e bici. Nel 2019 riottenni la patente BS e, nel 2020, conobbi Emiliano Malagoli e la sua associazione “Diversamente Disabili”. Con loro ripresi, per l’ennesima volta, anche la patente AS.
Mi iscrissi a un corso di guida sicura in pista e, a fine 2020, acquistai la mia prima moto da pista insieme all’abbigliamento adeguato. Poi arrivò il Covid. Restrizioni totali, lavoro e isolamento in casa. Questo mi portò a una nuova ricaduta nell’alcol: un buio totale che, nel 2021, a parte il lavoro, mi fece mollare tutto.

L'anima gemella

Il 2 gennaio 2022 decisi però, una volta per tutte, di dire basta .Ripartii dal punto più basso, dal fondo più profondo: il lago di Bracciano (sembra una metafora, ma è stato reale). Da lì iniziò un cambiamento totale del mio stile di vita, insieme a Emiliano Malagoli e Chiara Valentini. Partecipai al mio primo Campionato Italiano “Octo Cup”. L’11 novembre 2022, all’EICMA durante le premiazioni, conobbi Antonella. Anche lei, come me, amputata alla gamba destra. È venuta a vivere con me: siamo una coppia molto affiatata, dove l’aiuto reciproco è una forza concreta.
Le persone che incontriamo, per strada e durante le manifestazioni, ci dicono che abbiamo una grande forza interiore e che la trasmettiamo agli altri. Per noi, invece, è semplicemente una grandissima voglia di vivere. Il 2025 per me si è chiuso con risultati straordinari: secondo posto nel Campionato Italiano “Octo Cup” e titolo di Campione Europeo “European Handy Bridgestone Cup”, in sella alla mia Yamaha R6. Nel 2026 farò di tutto per vincere il Campionato Italiano e riconfermarmi Campione Europeo.
Per il futuro ho nuovi progetti e nuovi obiettivi, sia sportivi che legati al volontariato.Perché sono un ragazzo di 60 anni che non ha alcuna intenzione di fermarsi a guardare.

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