Da Rio 2016 alle piste europee: la storia di Luca Lunghi, il pilota ingegnere che fa tutto da solo

Storie di Moto
sabato, 07 marzo 2026 alle 11:15
Luca Lunghi, ingegnere, pilota e meccanico: la storia di un atleta paraolimpico
Luca Lunghi è ingegnere, pilota, meccanico e molte altre cose. Nel 2016 ha partecipato alla Paraolimpiade di Rio, nel canottaggio quattro con timoniere. Un'esperienza che ha dato vita ad un libro: "ViaParaRio2016" con un sottotitolo che è un manifesto di vita: "Remando verso Rio, Diario del sogno per una Paraolimpiande". Qui sotto la breve storia di Luca, scritta da lui stesso.
Mi chiamo Luca Lunghi e sono pilota ed istruttore DI.DI dal 2017. Nel paddock mi conoscono come “quello che fa tutto da solo”: infatti il mio team è composto da me medesimo incaricato di volta in volta di fare il pilota, meccanico, gommista, manager, ingegnere telemetria, cuoco, mental coach…
Nasco con una lesione C5-C6 all’arto superiore destro procurata da paralisi ostetrica. Il mio è stato parto naturale ma un po' sofferente, pesavo alla nascita 5,7 chili. Stante la situazione la mia disabilità è una non-disabilità perché praticamente convivo con essa da sempre. Grazie alle terapie ricevute da subito, a parte piccoli impedimenti, posso dire di essere normale o così io mi ritengo.
Se devo considerare un evento traumatico, inteso come qualche cosa che ha cambiato la mia vita prima e dopo, devo tornare òòòòindietro a quando quasi quindicenne in un mese di tempo ho perso entrambi i genitori. Un grosso cambiamento della mia vita del dopo rispetto al prima, che è solo possibile immaginare. Tanti, anche all’interno dei Di.Di, dicono che dopo la caduta ci si rialza, che dopo il temporale c’è sempre il sole. Io trassi la stessa filosofia di vita: dopo quella doppia tragedia ho potuto raggiungere importanti traguardi a livello scolastico, sportivo e professionale.
Per rispetto dei miei genitori non avrei mai sopportato che i deterrenti, ovvero coloro i quali vedevano i miei successi con invidia, l’avessero avuta vinta. Non potevo immaginarmi finito in brutte strade o con problemi di esistenza. Non avrei mai sopportato se questi avessero potuto dire: “Eh… con quello che gli è successo poteva solo finire così…”
Luca Lunghi in azione
Questa è stata la mia forza ed alla fine la mia rivincita. Poi ho conosciuto i Di.Di ed ho ritenutosi sposare il loro progetto. Questo gruppo è come un diamante dalle mille sfaccettature: dispensa medicine emotive sia ai diversamente abili e sia, soprattutto, ai normodotati che hanno la possibilità di conoscere il movimento.
Nel 2026 prenderò parte al Octo Cup ed al European Cup con i colori Nexum Team. La moto è un mezzo che mi fa sentire bene, la moto è un mezzo attraverso il quale i ragazzi che partecipano ai corsi Di.Di vivono forti emozioni, la moto è un mezzo attraverso il quale è possibile strappare un sorriso ai bimbi dei reparti di oncologia. La moto ci aggrega, la moto ci emoziona e ci aiuta a risalire quando inciampiamo.
Luca Lunghi, a destra, è istruttore della Di.Di

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