Di Giannantonio avrebbe voluto ottenere di più in Thailandia, ma la stagione MotoGP 2026 è lunga e la fiducia di poter fare molto bene non manca al pilota.
La Ducati non ha vissuto un weekend da sogno a Buriram, però è presto per farle il funerale. Ci sono ancora ventuno gran premi e un costruttore che ha dominato gli scorsi campionati MotoGP sicuramente si riscatterà. Il miglior pilota ducatista in Thailandia è stato
Fabio Di Giannantonio, che ha conquistato 12 punti: ottavo posto nella sprint e sesto nella gara lunga.
Domenica il suo risultato avrebbe potuto essere migliore, ma un problema tecnico accusato dal sesto giro lo ha condizionato. Un aspetto da considerare quando si valuta la gara della Ducati, che avrebbe potuto ottenere di più con il pilota del team Pertamina Enduro VR46 e anche con Marc Marquez, ritirato a pochi giri dalla fine mentre era in quarta posizione attaccato alla coppia Fernandez-Acosta.
MotoGP Thailandia, il rammarico di Di Giannantonio dopo la gara
Diggia ha qualche rimpianto per l'epilogo della sua gara a Buriram, perché sentiva di avere il potenziale per giocarsi il podio: "Il piano era partire forte ed essere vicini ai primi sin da subito. Purtroppo, abbiamo faticato perché gli altri sono partiti fortissimo. Così, abbiamo dovuto gestire un po’ le gomme. Ma abbiamo avuto un problema tecnico dal sesto giro e non ho potuto spingere come volevo. Inoltre, c’era poco grip in pista e le temperature erano davvero alte. Ma se siamo sesti nonostante un problema, possiamo ben sperare, perché potevamo fare un’ottima gara. Penso che avremmo potuto lottare almeno per la terza posizione, eravamo lì in termini di passo".
Il test pre-campionato e le sessioni di prove avevano mostrato un Di Giannantonio competitivo. Nelle due manche non è riuscito a conquistare i risultati sperati a causa di due situazioni non dipese da lui, domenica il problema tecnico e sabato era stato
spinto fuori pista da Alex Marquez. Anche se avrebbe potuto ottenere molti più punti, il pilota del team Pertamina Enduro VR46 è fiducioso per il futuro: "
In generale, la moto funziona molto bene: siamo ancora alla prima gara, ci sono moltissime cose positive e non ho mai preparato così bene una stagione. Abbiamo lavorato con molta serenità. Stiamo andando fortissimo e abbiamo disputato un weekend solido: è stato un peccato non chiudere il cerchio con due belle gare, ma andiamo in Brasile con il sorriso e la fiducia di poter andare forte".
Diggia sogna in grande nella stagione 2026
Di Giannantonio non è affatto preoccupato per come sono andate le cose in Thailandia: anzi, lì ha avuto la conferma della propria competitività in un weekend non facile per tutti, viste le temperature elevate e il grip non eccezionale. A pochi giorni dal GP, intervenuto a Sky Calcio Unplugged, si è mostrato molto ottimista e ambizioso per questo Mondiale 2026: "Questa è una stagione importantissima. Mi sento in un momento in cui ho tutto bene attorno, questa cosa fa la differenza per un atleta. Mi sento nel posto giusto per fare qualcosa di grande. Ovviamente, è sempre una sfida, siamo i 22 piloti più forti al mondo e non è scontato vincere, però è il mio obiettivo e voglio provarci. Questo è un anno in cui posso provare a vincere il campionato".
Il pilota romano sogna in grande, ha raggiunto una grande serenità nella sua vita privata e si trova meravigliosamente con il team Pertamina Enduro VR46. I primi contatti con la Ducati Desmosedici GP26 sono stati positivi e gli fanno pensare di poter essere un grande protagonista di questo campionato MotoGP. Vedremo se il tempo gli darà ragione.