Giunta alla sua 84^ edizione, la 200 miglia di Daytona mantiene inalterate le sue prerogative ed una massima di partenza: l'imprevedibilità. Aspettando il responso dei 57 giri in programma domani, ad aggiudicarsi la pole position è stato il giovane Tyler Scott (D3O M4 ECSTAR Suzuki), velocissimo con la GSX-R 750 preparata dal Team Hammer Inc. nel Time Attack, turno riservato ai 12 migliori emersi nel corso delle qualifiche ufficiali. In 1'48"908 è riuscito a spuntarla per soli 0"036 su PJ Jacobsen (Rahal Ducati Moto with XPEL), cercando di scrivere una nuova pagina di storia della "Great American Motorcycle Race".
SUZUKI IN POLE
La casa di Hamamatsu non vince alla 200 miglia dal 2015, ma negli ultimi anni ci è andata vicinissimo. Tyler 'Ty' Scott, 20enne originario della Pennsylvania, nonostante la sua giovane età ha maturato una proverbiale esperienza sul triovale della Florida, con la prospettiva di giocarsi domani la vittoria più importante della sua carriera. Per il momento è riuscito nell'intento di fronteggiare l'armata Ducati, con competitive Panigale V2 schierate da due differenti team (Rahal e Celtic/HSBK) che restano le moto da battere per la 200 miglia.
I FAVORITI
Sfumata la pole, PJ Jacobsen resta un legittimo pretendente alla vittoria, per non parlare del 4 volte vincitore Josh Herrin. Passato al team di Graham Rahal diretto da Ben Spies, nel Time Attack ha pagato 1/2 secondo al raffronto cronometrico, ma come sempre è destinato ad uscire fuori sulla distanza: l'obiettivo è di eguagliare le 5 vittorie record di Miguel Duhamel e di "Mister Daytona" Scott Russell, quest'ultimo omaggiato da Herrin proprio con un casco dedicato. Può far saltare il banco a Daytona anche un deb d'eccezione quale l'ex MotoGP Darryn Binder (Celtic/Economy Lube + Tire/Warhorse HSBK Ducati), già 4° a precedere Richie Escalante con l'altra M4 ECSTAR Suzuki, così come la velocissima Kayla Yaakov positiva ottava e con le credenziali per ottenere il miglior piazzamento "in rosa" di sempre alla 200 miglia. Giornataccia altresì quella vissuta da Peter Hickman, caduto due volte con la sua Triumph 765: all'ingresso di curva 1 nel corso delle seconde qualifiche, con un rovinoso highside proprio al suo primo giro lanciato nel turno Supersport Time Attack.
SUPER DI MARIO
Non ha sbagliato alcunché il nostro
Alessandro Di Mario (Rahal Ducati Moto with Roller Die & Forming), autore di una superlativa prestazione da debuttante alla 200 miglia. A soli 17 anni il tre volte Campione MotoAmerica (2 titoli nella Twins Cup più l'inaugurale affermazione nella Talent Cup) con la Ducati Panigale V2 del team Rahal si è qualificato al sesto posto, con tutte le credenziali per stare nel gruppo che conta. Sognando, perché no, anche qualcosa in più, magari anche il Rolex Daytona...
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