Alessandro Di Mario, 17 anni, correrà il MotoAmerica con la Ducati Panigale V2 del team Rahal. Il talento abruzzese stabilitosi nel Kentucky ci racconterà la sua avventura da dentro. Ecco la terza puntata.
Finalmente si comincia a fare sul serio. Questa è la settimana che culmina con la 200 miglia di Daytona, la gara di moto più importante d'America. Per il mio debutto nella categoria Supersport non ci poteva essere impegno più severo, ma anche affascinante. Prima di arrivare a Daytona ho preso parte a due giornate di test con le gomme Dumlop Dunlop.
Un bel rodaggio
Per i piloti gommati Dunlop la settimana di Daytona inizia dal lunedi’ precedente la gara con un test gomme nel circuito di Roebling, nello stato della Georgia. Dico "piloti gommati Dunlop” perche’, pur essendo Dunlop fornitore unico di MotoAmerica, fino allo scorso anno in cui la 200 Miglia non dava punti per il campionato Supersport si poteva correre anche con pneumatici di marche diverse. Questi test sono primo incontro comune per tutte le grandi squadre di MotoAmerica. Oltre alle nostre Ducati Paniagel V2 ci sono anche quelle del team Celtic/WarHorse. Quest’anno il loro pilota di punta e’ l’ex del Motomondiale Darryn Binder. Sicuramente sara’ un osso duro per tutti noi.
Chi è andato più forte in questi test?
Vi dico subito che essendo le moto prive di transponder posso solo avere un’idea di chi e’ stato piu’ o meno veloce ma non ho dati ufficiali. Lunedi 1 marzo, primo giorno di test, finalmente trovo il mio primo tiepido giorno di sole della stagione. Questa volta, contrariamente ai test precedenti, conosco bene il circuito e vado subito forte al passo dei miei compagni di team.
Il Reebling e’ un circuito completamente differente dal “Podium Club”, in Arizona, in cui abbiamo provato precedentemente (
qui il mio diario). Ha una sola vera frenata e curve medio veloci di appoggio senza cambi repentini di direzione per cui va preferita la stabilita’ alla manegevolezza. Il circuito si adatta abbastanza bene alle mie caratteristiche di guida che ha come punto di forza la scorrevolezza.
il mio primo errore
Passiamo il giorno a lavorare in questa direzione finche’ a fine giornata non commetto un errore da principiante: passata la bandiera a scacchi di fine sessione mi distraggo e per evitare di tamponare la mia compagna di team Kayla (Yakoov) mi attacco ai freni innescando una scivolata per fortuna con poche conseguenze. Sulla moto si è rotto il semimanubrio e una pedalina destri sostituiti, più qualche qualche graffio alla carena. La giornata si chiude tra il mio imbarazzo e le risate dei meccanici.
Le tende in pit late
Il secondo giorno non c’è molto da raccontare. La mattina restiamo ai box o meglio alla tenda perché l’umidità rende impossibile lavorare normalmente. Colgo l’occasione per condividere una curiosità che può sembrare strana agli europei: negli Stati Uniti, sia per le moto che per le auto, non si usano i box. Anche i circuiti migliori, come Daytona sono privi di box. Pppure, quando ci sono, si trovano lontano dalla pitlane e servono solo per lavori sulla vettura o sulla moto. Durante le gare, i meccanici operano invece sotto tende montate lungo il lato opposto pista della pitlane, solitamente separati dal paddock e dal pubblico solo da una rete.
Il fascino incredibile della 200 miglia
Il pomeriggio facciamo solo due uscite senza neanche tentare un time attack per evitare rischi con l’umidita’ che è ancora notevole. Poi ci prepariamo a partire per Daytona, che dista solo 3 ore di macchina. Da quando vivo negli Stati Uniti sono abituato a trasferimenti lunghissimi, questa è stata poco più di una sgambata. La 200 miglia ha un fascino incredibile per i piloti più esperti e smaliziati, figuriamoci per me che non l'ho mai fatta e la disputerò come
mia prima gara con la Ducati Supersport. Non vedo l’ora di esserci, di raccontarvi il fascino incredibile di questa gara.