La storia di Sommariva Corse powered by Agorace, nuova squadra pronta a dire la sua tra WEC e CIV Femminile in questo 2026.
Una nuova realtà dall’idea di un pilota a riposo (l'anno scorso in Moto2 JuniorGP), una pilota ancora attiva ed un tecnico di grandissima esperienza. Nell’ordine
Lorenzo Sommariva, la fidanzata Matilde Contri e Marco Agostini, i fondatori di
Sommariva Corse powered by Agorace, nuova squadra impegnata tra Europeo
e CIV Femminile in questo 2026, da quest’anno con la Yamaha R7 in linea col Mondiale.
Il 26enne pistoiese quindi mette in disparte l’impegno da pilota per
passare “dietro le quinte” in questa nuova sfida, assieme a Contri che sarà sia
responsabile che pilota della nuova struttura. Non mancherà la grandissima esperienza
di livello mondiale del citato Agostini, che preparerà le moto tecnicamente e
si occuperà del loro sviluppo durante la stagione.
Oltre a lui, tra gli altri, c’è anche Guglielmo Pieretto come
responsabile tecnico per coordinare il lavoro con i meccanici. In pista, Contri (CIV Femminile e WEC) non è l’unica pilota schierata per questo 2026: con lei anche
Beatrice Barbera,
reduce dal suo unico anno nel
Mondiale Femminile, al via sia nel CIV che nel WEC, e l’esperta malese
Saidatul
Zakirah Zairin (Europeo Femminile WEC). Si lavora anche sulla possibilità di schierare una quarta
pilota, ma è ancora tutto da definire e per il momento ci si affida alle tre
punte già confermate. La prima vera prova in pista avrà luogo nei
giorni 4-5 aprile a Vallelunga, intanto abbiamo parlato con Sommariva per farci
spiegare tutte le novità.
Una nuova sfida, ce la racconti?
È un’idea partita già dal luglio scorso, quando mi sono
fermato. Nei primi anni che ho corso ho avuto come tecnico Marco Agostini, mi
sono sempre solo fidato di lui perché ha una grandissima esperienza: ha fatto
tanti anni di Mondiale, ne sa tanto. Gli ho spiegato questo progetto per tirare
su qualche ragazza da far correre nell’Europeo e nel CIV Femminile. Sono stato
chiaro, il team lo facevo se c’era lui come responsabile tecnico, e lui era d’accordo
con me per partire. Mi sono reso conto che è molto più complicato di quanto
sembri [risata]. Ma ad agosto abbiamo cominciato e adesso ci siamo con questa
realtà.
Un progetto condiviso anche con la tua fidanzata.
Per ora è pilota, però anche lei nel team è una dei
responsabili. L’idea iniziale è stata di noi tre alla fine, mi darà una mano a
gestire tutto a livello burocratico, ma le ho detto che deve
pensare soprattutto a correre!
Ma da dove è partita questa idea?
Le moto sono la mia passione, mi è sempre piaciuto comunque
il discorso del team, di organizzare… Sono una persona molto critica e anche da
pilota guardavo sempre il lavoro della squadra, analizzavo il metodo di lavoro,
cosa facevano bene o male. Ho quindi voluto provare. Non voglio sbilanciarmi
troppo, ma sono convinto che andrà bene: cercherò di dare ai piloti la migliore
situazione possibile per crescere e dimostrare il loro valore, se non c’è il
team che ti mette in condizione di esprimerti al meglio poi diventa difficile, non
riesci ad entrare in pista con la giusta convinzione e il risultato non arriva.
Chi sono le pilote del team?
Ad ora abbiamo Beatrice Barbera, poi la pilota malese Saidatul
Zakirah Zairin, e Matilde. Stiamo lavorando anche per una quarta pilota, però
ancora non è deciso, vedremo. Io sarò anche coach, tra una gara e l’altra verranno
con me ad allenarsi in pista.
Come vedi questa formazione?
Di Beatrice sono contento, ha fatto il Mondiale e in più ha già
un anno di esperienza con la R7. Zakirah ha esperienza consolidata nell’Europeo
e conosce bene le piste, quindi un punto a suo vantaggio, poi si può lavorare
insieme su un piano di crescita. E c’è Matilde, che finora ha corso solo con il
suo babbo: è una pilota forte e secondo me può andare molto bene se messa nel
giusto ambiente, sono curioso di vedere i progressi che può fare.
Una stagione ricca di incognite, ma emozionante.
Per me sarà un ruolo nuovo, ma comunque l’ambiente è sempre
lo stesso, lo conosco. C’è poi chi ha esperienza a palate all’interno di un
team e potrò contare su di loro. Come piloti poi non parliamo di rookie, sono
tanti anni che vanno in moto. Sono tranquillissimo, ho tantissima fiducia in
tutti. Poi non so se durante la stagione sarò più preoccupato di quand’ero in
pista io! [risata]
Quali sono i primi obiettivi?
La prima cosa sarà vedere i progressi. Il livello sarà molto
alto, ma non so dire i valori in pista, tra la moto nuova, persone nuove… La
cosa certa è iniziare da una base e arrivare alla fine dell’anno con ampia
crescita rispetto alla prima gara.
Parentesi personale: ti sei operato ad una spalla a
luglio 2025, ora come stai?
Sto bene, è andato tutto bene e sto recuperando tono
muscolare. La mobilità è già migliorata. Avevo una lussazione omerale, ma per
un infortunio precedente se mi usciva non rientrava più al suo posto, dovevano
addormentarmi e farmi varie operazioni… Al momento non posso ancora risalire in
moto, me l’hanno vietato, ma forse a metà marzo posso ricominciare, vediamo. Col
fatto che non corro posso fare con calma.
Nessun impegno da pilota quest’anno, ci spieghi meglio?
L’anno scorso ho fatto le prime gare dell’Europeo Moto2, poi
un procuratore aveva promesso di trovarci sponsor per continuare la stagione,
invece non è andata. Se non hai qualcuno che ti aiuta… Ho pensato anche al
fatto che ho 26 anni, quindi parlando col mio babbo mi sono detto che ci siamo
impegnati e abbiamo fatto tanto sacrifici, ma ora mi sembra dura riuscire a far
diventare questo sport il mio lavoro. Quindi ho detto basta.
Ritiro ufficiale quindi o momentaneo? Come la stai vivendo?
Ultimamente ogni tanto ho un po’ un senso di vuoto, è il
primo anno che non corro e sono sincero, sono triste. D’altra parte però è una realtà
che prima o poi dovevo affrontare, quindi va bene così. Se è un ritiro… Non
saprei dirlo, nel senso che se domani mi arriva una chiamata per dirmi ‘Ti
faccio correre’, vado subito! Ad ora non ho firmato con nessuno per il 2026, a
meno che non arrivi qualche chiamata non corro sicuro.
Ma qualcuno ti aveva cercato?
Avevo ricevuto qualche chiamata per fare il CIV Superbike e
per il CIV Sportbike con la R7, però erano opzioni per cui comunque dovevo
pagare, quindi abbiamo detto di no. Ho 26 anni, ho iniziato a correre a 16
anni, quindi già tardi, e ho sempre detto ai miei che volevo fare delle moto
una professione, il mio obiettivo era il Mondiale. Correre tutta la vita nell’Italiano…
Non perché il livello sia basso eh, però vedevo un’altra prospettiva, quindi adesso
non trovo più la giusta motivazione. È andata così.
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