Il Nürburgring è senza dubbio una tra le piste più affascinanti d'Europa. La Nordschleife, il leggendario tracciato immerso nei boschi dell’Eifel, ha rappresentato per tanti motociclisti una sfida tecnica e mentale unica al mondo. Non a caso fu proprio il tre volte campione del mondo Jackie Stewart a coniare il celebre soprannome “Inferno Verde”.
Per le moto il Nürburgring è stato per decenni un banco di prova straordinario. Quando venne inaugurato nel 1927, il tracciato era già uno dei più lunghi e complessi, con oltre venti chilometri di curve, saliscendi e cambi di pendenza che sembravano disegnati apposta per esaltare il talento dei piloti. Negli anni Sessanta e Settanta il circuito ospitava anche il Gran Premio Motociclistico di Germania Ovest del Motomondiale.
Proprio in quel periodo emerse una crescente preoccupazione per la sicurezza. La Nordschleife era spettacolare ma estremamente pericolosa, soprattutto per le due ruote. Pochissime vie di fuga, lunghi tratti tra i guardrail e velocità sempre più elevate rendevano il margine d’errore quasi inesistente. Dopo una serie di incidenti e polemiche, nel 1970 Giacomo Agostini guidò il boicottaggio dei piloti del mondiale, rifiutandosi di correre su un tracciato considerato ormai troppo rischioso per le moto. Si chiuse così un capitolo glorioso.
Negli anni più recenti anche il Campionato Mondiale Superbike ha lasciato la propria impronta sul Nürburgring. Le gare si sono svolte esclusivamente sul tracciato moderno e sono state una presenza significativa nel calendario tra il 2008 e il 2013. Tra i protagonisti di quel periodo spiccano Carlos Checa, vincitore nel 2011 con la Ducati, e
Max Biaggi, trionfatore nel 2012 in sella all’Aprilia.
Per quasi un secolo l'impianto è stato quasi una meta quasi mitologica per appassionati di tutto il mondo. Con le sessioni di “Touristenfahrten”, i giri turistici aperti al pubblico, migliaia di motociclisti hanno avuto la possibilità di affrontare i venti chilometri dell’Inferno Verde con la propria moto, condividendo l’asfalto con auto sportive, appassionati e semplici automobilisti.
Questa convivenza ha sempre comportato rischi elevati. Auto e moto hanno dinamiche molto diverse e negli anni non sono mancati incidenti anche gravi. Per questo il Nürburgring ha deciso di cambiare politica: durante le sessioni turistiche sulla Nordschleife le moto non sono più ammesse, si può partecipare solo sessioni guidate con istruttori. Questo provvedimento ha creato un forte malcontento tra gli appassionati ed è stata promossa una petizione su Change per togliere questo divieto ma ad oggi senza successo.
Le due ruote comunque non sono completamente però scomparse dal Nürburgring. Le attività motociclistiche continuano soprattutto sul tracciato moderno. Proprio qui si disputa ancora una delle tappe dell'IDM che mantiene vivo il legame tra il circuito tedesco e il motociclismo sportivo. Si svolgono poi alcune giornate in pista ma sporadiche. L'attività motociclistica, insomma, è stata ridotta in modo drastico nel nome della sicurezza.
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