Dalle minimoto artigianali alle hypercar da sogno: l’incredibile inizio di Horacio Pagani

Storie di Moto
martedì, 03 marzo 2026 alle 18:00
Le motine costruite da Horacio Pagani
Le motine costruite da Horacio Pagani
Quando si sogna è giusto sognare in grande. E chi non sogna una Zonda, una Huayra o la Utopia? Le Pagani sono pura poesia meccanica ed ingegneristica. Horacio Pagani è una leggenda dell'automobilismo ma pochi sanno che partì dalle moto. 
Horacio Pagani nacque in Argentina da una famiglia di origini italiane. Si appassionò ben presto ai motori ed iniziò a realizzare modellini con lamiere in acciaio e alluminio, plastica e fibra di vetro. A quattordici anni ricevette in regalo un motore Sachs Televel degli anni Cinquanta, danneggiato e fuori uso.
Insieme all’amico Gustavo Marani, soprannominato "Gustavito", pensò inizialmente  di costruire un go-kart. I due andarono ad acquistare le quattro piccole ruote necessarie, ma proprio in quel momento giunse l'intuizione che cambiò i piani. Con un solo go-kart non si sarebbero potuti divertire insieme ed allora decisero di abbandonare il progetto originale per realizzare due minimoto distinte. La ricerca dei pezzi portò Gustavo a scovare un secondo propulsore, un Deem da 48 cc del tipo montato all'epoca sulle moto italiane a Legnano. Trasformarono così l'officina della famiglia Marani nel quartier generale di questa sfida artigianale.
Nonostante i telai fossero simili nell'impostazione, le due creature riflettevano anime meccaniche profondamente diverse. La moto di Horacio montava l'unità Sachs da 125 cc, mentre quella dell'amico era spinta dal piccolo 48 cc. La differenza non era però solo nella cilindrata, ma nella filosofia costruttiva. Ogni singolo dettaglio, dai serbatoi ai parafanghi, dalle forcelle fino ai tubi di scarico, venne forgiato interamente a mano dai due ragazzi. Ne uscirono due mezzi unici. La moto di Gustavo  richiamava lo stile dei chopper e quella di Horacio assumeva le forme grintose di una moto da cross.
Era già visibile, in quei lavori adolescenziali, la cura maniacale per l'estetica e la proporzione che avrebbe reso celebre il marchio Pagani nel mondo.
Il risultato finale fu così sorprendente e originale che il proprietario di un negozio locale decise di esporle nella propria vetrina per attirare i passanti. Oggi, quei prototipi sono in mostra nel museo ufficiale di San Cesario sul Panaro, accanto alle hypercar da milioni di euro. Ciò testimonia come il genio di Horacio Pagani non sia nato nei laboratori tecnologici della Lamborghini, ma tra le scintille e il grasso di un'officina argentina, dove due ruote fatte a mano valevano più di qualsiasi sogno di gloria.
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