Il bivio di Alessandro Delbianco: "Ora prendiamoci il CIV Superbike"

In Pista
mercoledì, 03 giugno 2026 alle 11:20
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Alessandro Delbianco rinuncia al Mondiale Endurance per correre nel CIV Superbike a Imola: il secondo titolo consecutivo è più di un semplice obiettivo. La nostra intervista.
Una settimana non-stop con un cambio di rotta improvviso. Conclusi i due giorni di prove del Mondiale Superbike tra lunedì e martedì ad Aragon con il test team Yamaha (e la novità degli pneumatici Michelin), Alessandro Delbianco si è concesso qualche attimo di relax nella penisola iberica prima di imbarcarsi sul prossimo volo che lo riporterà in Italia. Con una destinazione finale inattesa per questo weekend: Imola. Il folgorante avvio di CIV Superbike con tre vittorie in quattro gare e la leadership di campionato ha convinto Yamaha a ridisegnare i programmi del Campione in carica della serie, originariamente destinato a saltare il terzo round stagionale della top class tricolore per affrontare negli stessi giorni la 8 ore di Spa-Francorchamps del Mondiale Endurance FIM EWC con ELF Marc VDS Racing Team/KM99. In un 2026 che sorride poco alla casa dei Tre Diapason nelle competizioni su pista, la vittoria del CIV Superbike per il secondo anno consecutivo assumerebbe un'importanza strategica. Una missione accettata di buon grado da DB52 per entrare sempre più nell'élite del motociclismo italiano a distanza di pochi mesi dallo storico trionfo del 2025, anche a costo di grandi rinunce. Seppur con altre (sgradite) concomitanze all'orizzonte a complicare i piani.

Alessandro, che bella sorpresa! Nessuno si aspettava di vederti a Imola.

"Piaciuta? Fosse stato per me, la notizia sarebbe uscita direttamente domani (a Imola si gira dal giovedì, ndr). Per tenervi tutti sulle spine...".

Il miracolo a cui alludevi al Mugello si è avverato. Com'è stato possibile?

"La stagione dell'Endurance è iniziata in salita complice la rottura del motore alla 24 ore di Le Mans. L'esatto opposto del CIV con tre vittorie nelle prime quattro gare: non me lo sarei mai immaginato con l'avvento del nuovo regolamento (su base Production Bike, ndr). Chi mi conosce sa che farei di tutto per onorare un impegno. Sarei stato disposto persino a presentarmi a Imola la domenica mattina subito dopo la 8 ore di Spa-Francorchamps (in programma nella giornata di sabato; ndr). Le normative purtroppo non lo consentono: per poter partecipare alle gare del CIV bisogna disputare almeno un turno di prove. In Yamaha hanno fatto le loro valutazioni e, considerata la posta in palio, mi hanno chiesto se fossi stato favorevole a correre nel CIV a Imola".

Una prospettiva che non ti è affatto dispiaciuta...

"Mi sono ritrovato davanti ad un bivio. Malgrado l'amore che nutro per il CIV, mi ritengo un uomo di parola: avevo già preso accordi con ELF Marc VDS Racing Team/KM99 per l'Endurance, sulla carta il mio programma prioritario per questa stagione. Non mi sono impuntato con Yamaha, si tratta di una scelta condivisa per... un bene superiore. Ci tengo all'EWC, senza l'apertura della casa madre sarei andato regolarmente in Belgio con l'intento di riscattare il passo falso di Le Mans. A tal proposito desidero ringraziare Marc VDS/KM99 che, alla vigilia della loro gara di casa, mi hanno dato il via libera senza remore".

Per Yamaha è importante l'impiego di un pilota vincente nel CIV Superbike?

"Assolutamente. Sai, in un periodo storico dove le gioie stentano ad arrivare in certi campionati, c'è di buono che nel CIV le cose girano per il verso giusto. Con il team DMR Racing abbiamo il merito di aver riportato un titolo che a Yamaha mancava da tempo immemore e, in questo primo scorcio di stagione, siamo di nuovo davanti a tutti. I nostri risultati non passano inosservati. Se c'è la possibilità di ripetersi, perché non insistere...".

A che cosa hai rinunciato pur di venire a Imola?

"Eh, so dove mi vuoi portare (ride, ndr). Di mestiere faccio il pilota, quindi è vero che mi guadagno da vivere correndo in moto. Nel mio caso però il motociclismo resta una grandissima passione. C'è altro di ben più importante dei soldi".

Concedimi una battuta: i soldi vanno e vengono.

"Hai ragione. Per certi versi, non ho dovuto rinunciare a niente: Yamaha e Marc VDS/KM99 hanno fatto il possibile per accontentarmi. Non potrei essere più felice".

Ti senti un pilota speciale?

"Non mi definirei speciale, bensì passionale. Di solito un pilota raggiunta una certa età è solito prendere scelte di comodo, io invece ragiono sempre al contrario. Nel 2025 ad esempio ho accettato di ricoprire il ruolo di quarto pilota in Marc VDS/KM99 per entrare a far parte in pianta stabile del circus dell'Endurance. Magari, in futuro, giocarmi un titolo italiano a scapito di una gara mondiale mi potrà tornare utile in qualche modo. Perché no".

Due titoli italiani SBK in due anni con Yamaha, traguardo centrato solo da Fabrizio Pirovano nel lontano 1992-1993. Sarebbe un'impresa d'altri tempi, non credi?

"Non mi è cambiata la vita quando ho vinto la prima volta, dubito che accada jl contrario in caso di doppietta. Quel che è certo, a livello personale mi riempirebbe d'orgoglio, a maggior ragione con un cambio di regolamento nel mezzo. Sarebbe un ulteriore tassello da aggiungere alla mia carriera".

Si aprono nuovi scenari in vista della prossima concomitanza tra CIV (Cremona) e FIM EWC (Bol d'Or)?

"Teoricamente dovrei proseguire con l'Endurance. Vedremo, anche a Imola non ci dovevo essere. Tutto dipenderà dall'andamento delle prossime gare del CIV. Vada come vada, in Marc VDS/KM99 possono dormire sonni tranquilli: a Spa-Francorchamps lascerò il posto a Bo Bendsneyder, un pilota estremamente veloce e di comprovata esperienza internazionale che non farà rimpiangere la mia assenza. Spero che non viaggi troppo più forte di me, non vorrei ritrovarmi di colpo in panchina (scherza, ndr)!.
Photo Courtesy: Daniele Guazzetti
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