“Mi sto divertendo”: Martinazzi si racconta tra errori e crescita mentale, Magny-Cours nel mirino

In Pista
lunedì, 20 luglio 2026 alle 17:51
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Leonardo Martinazzi ci racconta la prima metà di stagione 2026 tra CIV e soprattutto MotoJunior Moto4: la nostra intervista.
Due weekend nel CIV e tre round nel MotoJunior, sempre in Moto4. Leonardo Martinazzi fa un primo bilancio del suo 2026, tra alcune cose che non hanno funzionato, passi avanti e dettagli da limare. L'alfiere AC Racing ha lasciato da parte il campionato italiano per concentrarsi soprattutto sull'ex CEV e JuniorGP, il prossimo weekend sarà il momento di Magny-Cours per continuare la progressione. E puntare alle selezioni di ottobre della prossima stagione Red Bull Rookies Cup... Abbiamo fatto il punto con il pilota 15enne, ricordiamo bresciano di nascita ma misanese d'adozione.

Prima metà di stagione 2026 molto piena, iniziamo col CIV Moto4.  

Siamo partiti con l'idea di fare le prime tre gare, ma nelle prime due abbiamo fatto molta fatica. Diciamo che non avevamo i mezzi giusti per lottare per le posizioni che ci eravamo prefissati. Al Mugello è arrivata la top 10, ma l'anno scorso avevamo fatto podio... Dopo quel round abbiamo deciso di smettere e di concentrarci solo sul MotoJunior.

Cosa porti con te di buono? 

Sono stati due weekend di gara importanti perché comunque impari sempre anche a gestire la pressione, e la moto era sempre la stessa, cambiavano solo le gomme, quindi erano chilometri in più. Anche se un po' mi è tornato contro, perché mi sono messo in dubbio prima io della moto. Nella seconda però s'è visto che non era colpa mia e abbiamo deciso di lasciar perdere. Anche perché avevamo paura che influisse sul lato mentale e sull'immagine anche per l'altro campionato.

Hai citato il discorso gomme. Quanto pesava per te? 

Abbastanza. Servono due modi di guidare molto diversi e anche il set up della moto cambia molto. È un altro motivo per cui abbiamo lasciato perdere il CIV, per non fare troppa confusione.

Passiamo ora al MotoJunior, come sta andando? 

Quest'anno mi sto trovando molto bene con il team, mi piace molto come lavorano e come mi sono ambientato, già nel primo test abbiamo lavorato bene. Purtroppo a Barcellona abbiamo fatto un po' di errori e sono stato un po' sfortunato, un peccato perché avevamo il potenziale per fare molto meglio. Da Estoril ho iniziato a migliorarmi davvero: mi sono qualificato direttamente in Q2, poi però c'è stato un problema e sono partito ultimo, ho fatto fatica un gara.

A Jerez sono arrivati i primi punti dell'anno. 

Dico la verità, non me l'aspettavo. L'anno scorso abbiamo fatto veramente fatica, invece quest'anno ho lavorato bene con il team e io mi sono migliorato. Ho dovuto fare la Q1 in qualifica, ma ho chiuso primo e sono andato in Q2. Gara 1 è andata così così, in Gara 2 sono rimasto nel gruppo e ho girato sul tempo dei primi, poi hanno messo bandiera rossa e c'è stato un contatto, quindi da 10° sono andato un po' più indietro e ho finito 14°. Sono comunque contento perché mi sto divertendo, va bene così.

Cos'è che finora non è riuscito come avresti voluto? 

A Barcellona probabilmente ho sbagliato qualcosa io: nelle practice ho mancato la Q2 di un decimo, in qualifica per 40 millesimi, e nella Last Chance ho tamponato uno che ha avuto un problema tecnico. A Estoril invece abbiamo sbagliato strategia in Q2 e ho fatto solo due giri da solo. Dobbiamo sistemare le qualifiche, sul giro secco mi manca un po' di esperienza, bisogna essere più pronti.

Da pilota, quali sono il tuo punto forte e il tuo lato debole? 

Sto imparando molto e sto mettendo in pratica quello che sto imparando, mi sono allenato molto sia sul miglioramento della guida che a livello mentale. Questa è una parte su cui devo ancora lavorare molto, mentre nella guida ci sono alcune cose da migliorare, ma sto crescendo molto. Ma non c'è un "punto debole" in particolare, sono tante piccole cose su cui lavorare.

Prossimo round a Magny-Cours. Che ne pensi della pista? 

Mi piace molto! L'anno scorso ho fatto un incidente giovedì, ho preso un meccanico in pit lane, ma poi ho corso e non siamo neanche andati male. Ho voglia di tornarci, diciamo anche per rifarmi un po'.

A livello di allenamento, hai cambiato qualcosa col tempo oppure no? 

Ho iniziato ad allenarmi di più a livello mentale con una mental coach, Linda Lelli, e a livello di moto abbiamo parlato molto col team delle cose che mancavano di più già dal primo test. Ho cercato di lavorarci anche da solo, anche lì mi sento migliorato.
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