La formula regolamentare Production Bike funziona: nel
CIV Superbike si abbassa l'età media con sempre più giovani talenti al via.
Se vogliamo, per anni nel CIV Superbike si è andati avanti con diversi luoghi comuni. "Il campionato dei pensionati, il cimitero degli elefanti" e chi più ne ha, più ne metta. Con l'evidenza dei fatti, si può parlare di dicerie. Sebbene il ricambio generazionale dei nostri talenti abbia subito un brusco rallentamento, di recente qualcosa si è mosso nella top class tricolore. Lo testimonia il gran numero di giovani piloti attesi al via della stagione 2026, con tanti under-25 da seguire e pronti a stupire.
RICAMBIO GENERAZIONALE
Il CIV Superbike necessitava di una "scossa". L'introduzione nel 2025 della classe Production Bike, nonostante qualche elemento di discussione emerso in corso d'opera, è servita proprio in quest'ottica. Una formula regolamentare semplificata (moto pressoché di serie soggette a price cup) volta a contenere i costi e, da quest'anno, estesa a tutta la categoria dopo una stagione di sperimentazione. Una scelta rivelatasi particolarmente azzeccata, rappresentando un valido compromesso per correre nella top class tricolore senza particolari problematiche dal punto di vista economico. Anche per questa ragione si sta assistendo ad un ricambio generazionale. Sempre più giovani sposano la causa del CIV Superbike, intravedendo qui una prospettiva di carriera. I veterani, i grandi interpreti della categoria, restano.
GIOVANI LEONI E VECCHIE VOLPI
Di fatto, il confronto tra i "giovani leoni" e le "vecchie volpi" del nostro movimento motociclistico (ma non solo) è uno dei nuovi elementi d'interesse del CIV Superbike. I baby-piloti si confrontano con gli specialisti della categoria, maturando una proverbiale esperienza formativa in un campionato dall'elevato tasso di professionalità. Il solo fatto di battere i veterani del CIV Superbike (Michele Pirro in primis), costituisce per tutti loro un traguardo da raggiungere per affermarsi tra i grandi di questo sport.
IL CAMPIONE DEL CIV SUPERBIKE? UN CLASSE '97
Prima di scoprire i volti nuovi dello schieramento, doveroso rimarcare che il Campione in carica altri non è se non Alessandro Delbianco (DMR Racing Yamaha). Dal 2020 a questa parte presenza fissa del CIV Superbike, 'DB52' resta pur sempre un classe 1997, tanto da conquistare il titolo da neo-28enne: un'età non propriamente da "dinosauro". Ormai è diventato un veterano della serie anche Samuele Cavalieri (Broncos Racing Ducati), coetaneo di Delbianco, prossimo ad affrontare la sua nona stagione. Che dire poi di Gabriele Giannini (23 anni, nella foto d'apertura) e Nicholas Spinelli (24), saliti a più riprese sul podio nel 2025 all'esordio nel CIV Superbike. Ancor più giovane di loro Matteo Morri, 21enne rivelazione della classe Production Bike, passato in un sol colpo dal CIV Moto3 alla Ducati V4 di Grandi Corse.
CRESCONO GLI UNDER-25
Questi sono i casi più eloquenti del processo di ringiovanimento del CIV Superbike. Tuttavia, non saranno gli unici quest'anno, contestualmente all'inizio del nuovo ciclo tecnico su base Production Bike. Con il #1 Delbianco impiegabile per soli 4 round complici le concomitanze con l'Endurance, Yamaha ha "pescato" dal CIV Sportbike
scommettendo su Manuel Margarito, ancora 20enne. Accanto a Giannini, la Scuderia Improve schiererà una seconda Honda per Andy Verdoia (23 anni), promosso dal CIV Supersport. Perso Kevin Manfredi, Penta Motorsport Honda
punterà su Filippo Rovelli, 25 anni da poco compiuti. Con Spinelli di ritorno in Barni Spark Ducati, Alessandro Usai (19) ha trovato conferma per il secondo anno consecutivo
in Broncos Racing Ducati. Ma non solo: Mattia Volpi, ingaggiato da Pistard Racing BMW, si presenterà al via da poco più che 19enne. Senza dimenticare i "giovani" 28enni Matteo Ciprietti (ZPM Ducati) ed Alessio Finello,
alla prima stagione a tempo pieno nella categoria con Broncos Ducati.
Photo credit: Dani Guazzetti
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