"Io lo posso fare!": la storia di Corrado "Dado" Caruso, scritta da lui

Storie di Moto
domenica, 08 febbraio 2026 alle 20:00
Storia di Moto: Dado Caruso, la vita riparte a 300 km/h nonostante tutto
La moto e la vita, in tutte le sue sfaccettature, viste da un orizzonte particolare, quello del pilota dis-abile. Corsedimoto ospita periodicamente le storie, i pensieri e le passioni dei ragazzi di Diversamente Disabili. Scritti direttamente da loro.
Mi chiamo Dado (Corrado) Caruso e sono nato nel 1992. Oggi sono un pilota del Di.Di Diversamente Disabili, sono iscritto al Gentlmens Motor Club di Roma e corro con il Pistard Racing Team nella Octo Cup classe 1000 e nella Coppa Italia categoria Rookie Challange 1000, dove me la vedo contro piloti normodotati.
Sono appassionato di moto da sempre. La passione mi è stata trasmessa da mio papà. Ho avuto moto di tutte le classi: 50, 125, 750, 1000. Facevo una vita molto normale, ed ero anche uno sportivo di buon livello. Ho giocato a basket anche a buon livello: juniores nazionali, serie D, C e fino alla B2, la soglia del professionismo.

Quando una domenica

Avevo 20 quando quando una domenica, durante una gita in moto con mio padre e altri amici, mi è successo l’incidente. Politrauma con con molteplici fratture: due vertebre, acromion, mandibola ,metacarpi, femore, rottura della giugulare, perforazione di un polmone e altro. Il quadro clinico era tragico e sono stato portato in ospedale con l’ambulanza. E poi ...eccoci qua...🤣...in moto a 300km/h!
Quando ero giovane e a pieno delle mie forze e forma fisica avevo paura della disabilità, Non riuscivo nemmeno a guardare un disabile mi procurava dolore e terrore, il pensiero fisso di come potesse sentirsi quel ragazzo …E poi eccoci qua...a 300km/h🤣...
Dopo l'incidente ho provato in tutti i modi a riprendere la mia forma fisica, a fare sport e a cercare in tutti i modi di guidare ancora una volta la moto ...ma nulla. Come si fa a guidare una moto senza la mano e io braccio destro? Impossibile!!!

La scintilla che scocca

Dopo 12 anni di stop con la mia fidanzata, ora mia moglie, andai al Motodays di Roma. Con la solita passione e una lacrima negli occhi giravo tra i vari stand di moto. Ad un certo punto vidi un ragazzo senza una gamba e uno senza un braccio vicino a delle foto di pieghe e grandi piloti . Pensai che fossero ragazzi infortunati e rimasti appassionati, ma ridevano troppo per essere solo questo ...non credevo ai miei occhi ...quei piloti delle foto erano loro cazzo! Erano loro adesso!
Dentro il mio cervello sentivo solo un grido fortissimo: “Lo posso fare!”. Conobbi Emiliano e il mondo Di.Di persone che non si sono buttate giù e hanno fatto della loro disabilità, la loro Forza !
Non fu per niente facile ricominciare ad andare in moto ma la passione era troppo forte ...e passo dopo passo eccomi qui: passando dalle 600 ho partecipato alla prima gara mondiale ii motociclismo paraolimpoco insieme alla Motogp. Oggi corro sia nella Octo Cup, il campionato dedicato a piloti disabili, sia in Coppa Italia contro i piloti normodotati.

La Forza e i tre Super Eroi

Nella vita ho sposato la mia fidanzata di allora, nonché mia ombrellina manager preparatrice psicologa 🤣🤣🤣 Scherzo ma racchiuso in una parola posso definirla la mia Forza e abbiamo dato vita a tre super eroi,il nostro stimolo alla vita.
Ho raccontato tutto questo non per elogiarmi ne tantomeno per raccontare la mia vita, ma per farvi capire meglio quello che sto per scrivere...
Come detto entrai nel mondo Di.Di un po' in punta di piedi, con la mia stessa Paura. aAvevo timore anche a rivolgermi agli altri ragazzi non sapendo quale atteggiamento tenere. Avevo paura di come parlare e cosa poter dire o no .. paura di sbagliare nei modi…di avere eccessiva curiosità di sapere le loro storie...paura di offendere...paura anche di vivere o immaginare la loro sofferenza ...

Con simpatia e orgoglio

E mentre mi facevo tutte queste domande si accende la musica a palla, uno si stacca un piede, un altro stacca la mano e la attacca alla manopola del gas della moto e...Benvenuti nel mondo Di.Di! Risate, scherzi, battute oltre la fantasia e la peggior autoironia: ragazzi che dalla propria disabilità hanno tratto forza, simpatia e orgoglio!
Il più grande insegnamento della mia vita, persone in grado di trasformare il loro più grande dolore e sofferenza quotidiana in una risata!
Ricordo una sera a Le Mans: dopo cena fuori dal ristorante non trovavamo un amico, Alex. Ci giriamo ed era sul tetto di una macchina con tutta la sedia a rotelle pronto per buttarsi giù stile scivolo. Sempre in Francia un altro ragazzo diede la mano ad un pilota Motogp,ma il problema é che era la protesi e gli rimase in mano 🤣🤣

Nel nostro mondo 

Ogni volta nei box é una festa dove si balla senza gambe, senza braccia senza pezzi ...🤣Questo é il nostro mondo, si vive atmosfera di inclusione, si vede e si sente che tutto é possibile, anche andare a 300 km/h senza gambe. E braccia. Un mondo che ti fa cambiare idea sulla disabilità, non vista più come uno svantaggio ma come carica per superare se stessi ed essere da esempio per tutti .
Nel nostro mondo spesso si dice che quando abbiamo casco e tuta non si capisce che abbiamo una disabilità...questo é frutto della nostra sofferenza e del nostro duro lavoro fatto con Simpatia e un Sorriso!
Non ho mai visto un Di.Di triste. Mai.
Corrado Dado Caruso in action
Corrado "Dado" Caruso in azione

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