Apriamo le vecchie pagine della rivista La Moto del luglio 1952, ormai ingiallite dopo tre quarti di secolo, eccole in fondo all'articolo. A pagina 40 leggiamo, fra le righe di cronaca riservate al Circuito di Avenza, che "...i migliori sono stati: (omissis) Barilli Giulio, Biso Aldo e Fabbri Cesare per la corsa delle motoleggere".
Ebbene sì, è proprio lui, quello stesso Cesare Fabbri che abbiamo trovato fino a ieri impegnato sulle salite di tutta Italia, dopo una vita spesa in pieno per la sua grande passione, una passione che l'età, anziché sopire, ha mantenuto viva fino all'ultimo.
Quel 50cc smontato in macchina
Sempre calmo, discreto, educato Fabbri arrivava sui campi di gara con la moto mezza smontata dentro la macchina, piazzata accanto a lui come una compagna fedele, scendeva, salutava e, seduto su uno sgabello, o più spesso sul guardrail, si accingeva a rimontare il suo mezzo. Talvolta qualcuno degli altri concorrenti riusciva a dargli una mano, però le moto moderne richiedono troppa attenzione e non sempre questo era possibile. Ma Cesare rimaneva imperturbabile, grato se qualcuno trovava il tempo per aiutarlo ma comunque in grado di far da solo, con pazienza e competenza.
Cesare Fabbri, una vita da corsa
Vincere era secondario, “
esserci” era il suo premio! Una vita interamente vissuta per questa grande passione, senza arrendersi mai a quell'implacabile nemico che è il tempo: ancora nel 2009, a 77 anni, gareggiava con il suo PCB F.Morini in gruppo 5, cioè velocità pura! Quando per l'età gli è stata negata la possibilità delle gare di velocità si è dedicato alle manifestazioni del gruppo 4, infine quando le regole FMI hanno impedito il rilascio della licenza per limiti di età (
ne parlammo qui) non si è arreso.
Motociclismo che non c'è più
Si era associato al M.C.Nizza per ottenere la licenza oltralpe, dove i regolamenti sono più permissivi. Insomma una vera finestra vivente aperta su un motociclismo neppure tanto lontano nel tempo, ma ormai abissalmente lontano da quello patinato e luccicante della MotoGP, impegnato ad affascinare le grandi masse. Sentiremo tutti la tua mancanza Cesare, mancherai non solo alle tue amate figlie ma anche a tutta la grande famiglia dei motociclisti italiani per i quali sei stato e sarai sempre un simbolo insostituibile.