Razgatlioglu sta incontrando grandi difficoltà nell'adattamento alla MotoGP: dopo il test a Sepang il suo umore non è dei migliori, ma non si arrende.
Dopo cinque giorni di lavoro in Malesia,
Toprak Razgatlioglu è ancora lontano dall'essere competitivo con la Yamaha M1. Nessuna sorpresa. Arriva in MotoGP dopo tanti anni trascorsi nel Mondiale Superbike e sta affrontando tantissimi cambiamenti, chi pensava che sarebbe stato subito in top 10 si sbagliava di grosso e non aveva ben capito la situazione. Non bisogna neppure dimenticare che il turco sta guidando la moto meno competitiva della griglia, con un motore V4 che la casa di Iwata adotta per la prima stagione da quando esiste la MotoGP.
Il tre volte iridato SBK ha chiuso il
test a Sepang con il diciottesimo tempo, a 1"924 dal leader Alex Marquez, a 170 millesimi dal compagno Jack Miller e davanti di 150 rispetto a Diogo Moreira. Sta facendo esperienza, sta imparando, non è il momento di avere troppe aspettative nei suoi confronti.
MotoGP Test Sepang, Razgatlioglu traccia il suo bilancio finale
Al termine della sessione mattutina dell'ultimo giorno di test si trovava sul fondo della classifica, una situazione decisamente insolita per uno che negli anni scorsi in Superbike era quasi sempre primo o secondo: "Non è stato bello vedermi lì - riporta Speedweek - Da pilota Superbike, ero abituato a qualcosa di diverso. La mattinata non è stata delle migliori. Ero di buon umore, sono uscito con gomme nuove, pensavo di riuscire a girare tra 1:57.6 e 1:57.8, ma sono stato più lento. Questo mi ha infastidito e la mia motivazione è calata. Nel pomeriggio abbiamo provato un assetto diverso e con le gomme usate ho ritrovato un buon ritmo".
Razgatlioglu ha instaurato un ottimo rapporto con Miller, il quale lo sta aiutando nel processo di adattamento alla MotoGP: "Ho guidato con Jack per un po' con le gomme nuove - spiega il turco - ed era evidente quanto Jack fosse veloce in curva, soprattutto in quelle veloci".
Toprak impressionato da Alex Marquez
Il pilota del team Prima Pramac Yamaha ha ribadito la sua necessità di adattarsi a guidare diversamente rispetto a quanto era abituato a fare nel Mondiale Superbike: "Ho imparato qualcosa qui, ma non molto. Resta il fatto che non sono ancora in grado di guidare con lo stile della MotoGP, è un tipo di guida completamente diverso. Richiede più uno stile Moto2. Bisogna essere molto sensibili con l'acceleratore, le gomme sono incredibilmente delicate e serve portare velocità in curva".
Per imparare, Razgatlioglu guarda anche altri colleghi MotoGP e c'è chi lo ha impressionato particolarmente: "Ho anche osservato Alex Marquez: quello che fa in ingresso e in percorrenza di curva è impressionante. È sicuramente una combinazione di stile e assetto: dobbiamo lavorare su entrambi. Penso che ci vorranno cinque gare prima di trovare la strada giusta. Spero davvero che il processo di apprendimento sia rapido".
"In Testa": su
Amazon puoi acquistare l'autobiografia di Jonathan Rea, sei volte campione del mondo e leggenda Superbike