Lorenzo Dalla Porta, il titolo della rinascita: "Anche noi toscani ci sappiamo fare"

Storie di Moto
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Lorenzo Dalla Porta è il Campione 2026 del CIV Supersport: il rilancio dopo aver vissuto l'inferno sportivo.
Libero da alcun tipo di pressione e già con il titolo in tasca, Lorenzo Dalla Porta si è dimostrato incontentabile. Insaziabile, a giudicare dalla modalità che hanno costruito la sua seconda vittoria stagionale in Gara 2 del CIV Supersport a Vallelunga. Dopo un iniziale botta-e-risposta con Niccolò Antonelli (Team AltoGo Racing), il portacolori Promodriver è riuscito a costruire e sapientemente amministrare un vantaggio che gli ha permesso di trovare le opportune contromisure nel respingere gli assalti finali del compagno di marca. In una domenica da incorniciare per la compagine di Antonio Sala in virtù del contemporaneo terzo posto di Edoardo Colombi (sul podio alla sesta gara con la Yamaha R9), per il neo-Campione italiano Supersport è partita ufficialmente la festa al culmine di una stagione che potrebbe aver (ri)cambiato il corso della sua carriera. Dal titolo iridato Moto3, l'originario di Montemurlo ha attraversato alti, bassi, luci, ombre, passando dal ritrovarsi vicino a congedarsi dal motociclismo fino alla svolta rappresentata dall'ingresso nel team Promodriver. Un ambiente diverso, più fiducia e la possibilità di sentirsi finalmente a proprio agio, tornando quel Dalla Porta apprezzato nel 2019.

Lorenzo, vincere da Campione è ancora più bello.

"Ci tenevo a vincere, possibilmente divertendomi. Non era facile, me la sono dovuta vedere da un top rider come 'Nelli' (Antonelli, ndr) che andava veramente forte, in questo finale di stagione ha cambiato passo. Ieri mi era venuto un po' il braccino... non volevo sbagliare. Oggi è filato tutto per il verso giusto. Con la mente sgombera, la moto che funzionava alla perfezione, la pista che non mi ha messo in crisi fisicamente. Ho potuto impostare il ritmo. Ho dato il massimo fino alla fine, non mi sono risparmiato".

Quanto è voluto il titolo CIV Supersport?

"Tantissimo. Mi sentivo obbligato a vincere. Sai, faticare ad emergere nel campionato italiano, da Campione del Mondo, mi scocciava. In questo periodo mi sono messo in dubbio. Ho dubitato di me stesso finché non ho deciso di riordinare un po' le idee. Per prima cosa ho sistemato la spalla che mi aveva creato non pochi problemi in passato, limitando le mie prestazioni. Ormai mi sono ripreso quasi del tutto, anche se ogni tanto la spalla continua a farmi traballare".
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La festa sul podio di Lorenzo Dalla Porta

Talmente voluto da rinunciare alla wild card mondiale di Cremona proprio per preservare il tuo fisico?

"Non avevamo alternative. Il mio tricipite era estremamente infiammato. Mi sarebbe piaciuto misurarmi nel Mondiale Supersport, ma in quelle condizioni non avrebbe avuto molto senso. Non ce la siamo sentita, avremmo rischiato di compromettere la preparazione di Vallelunga".

Ad inizio stagione avevi la percezione di trovarti al posto giusto al momento giusto?

"Assolutamente sì. Desideravo fortemente correre con Promodriver già da un paio d'anni. Accumulando esperienza ho imparato ad osservare il metodo di lavoro delle varie squadre, sapevo che loro potevano fare al caso mio. Venivo da un 2025 negativo, dove non avevo concretizzato granché, dunque nutrivano legittimamente dei timori nei miei confronti: non sapevano che cosa aspettarsi. Ciò nonostante abbiamo instaurato subito un bel clima. Siamo stati sul pezzo fin dalla prima gara, riconfermandoci nel prosieguo di stagione".
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Lorenzo Dalla Porta all'arrivo braccato da Niccolò Antonelli

Undici podi con due vittorie in tredici gare. La regolarità è stata il segreto di questo successo?

"Prima di oggi avevo vinto soltanto in Gara 2 a Misano-2, una seconda vittoria ci voleva. Certo è che la costanza di rendimento è stata fondamentale per costruire quel vantaggio che ci ha consentito di chiudere i giochi con una gara d'anticipo. Non tutti i nostri avversari sono stati altrettanto regolari, per varie ragioni. Siamo stati bravi, ma anche fortunati. Mi viene in mente Gara 1 di Cremona, quando la moto mi si è ammutolita pochi metri dopo la bandiera a scacchi. Se fosse successo qualche istante prima, saremmo qui a parlare di un'altra storia...".

Ieri qual è stato il tuo primo pensiero una volta tagliato il traguardo? 

"Ho mandato a fare in culo paure, dubbi e pensieri negativi che mi hanno attanagliato in questi ultimi anni. Fortunatamente non abbiamo le radioline dentro al casco... sarebbe venuto fuori un pessimo spettacolo (ride, ndr)!".

A che cosa ti sei aggrappato nei momenti difficili che hai dovuto superare? 

"Alla voglia di correre che ho piacevolmente riscoperto. Quando fai schifo, non vieni più considerato e le motivazioni iniziano a venire meno. La vita del pilota è piena di sacrifici. Allenamenti tutti i giorni, dormire almeno otto ore a notte, eccetera. Lo so bene perché lo faccio praticamente di mestiere. Da piccolo il sabato sera andavo a dormire presto, mentre i miei amici uscivano fuori a divertirsi. Adesso per me è più semplice, sono maturato, fare ciò che amo è un immenso piacere".

Qual è il prossimo obiettivo di Lorenzo Dalla Porta?

"Scontato, il Mondiale. Sono consapevole che ci vogliono gli incastri giusti, purtroppo non sempre le cose vanno come sperato. I posti scarseggiano, le squadre non navigano nell'oro. Chissà, magari ci rivedremo al CIV l'anno prossimo. Ho trovato una super squadra, in Promodriver non aspettano altro... vedremo che cosa mi riserverà il futuro".

Nel 2019 Montemurlo ti riaccolse come un eroe: è in programma un nuovo "Dalla Porta-day"?

"Al momento no, penso a godermi il momento. Per i festeggiamenti ci sarà tempo".

Sei orgoglioso delle tue origini?

"Lo sono soprattutto del mio percorso di vita. Quando niente gira per il verso giusto com'è successo a me è facile dire basta. Non mi sono mai arreso. Ho continuato a perseverare, vado fiero di me stesso".

Sempre più piloti toscani stanno tornando alla ribalta sia in ambito nazionale che internazionale, semplice coincidenza o secondo te c'è una spiegazione? 

"È una bella coincidenza. Nella nostra regione non ci sono scuole predisposte alla formazione dei piloti toscani, se non circuiti dove ci possiamo allenare. Non sarà come in Emilia-Romagna, ma anche in Toscana c'è tanta passione, il motociclismo è molto sentito. Sono felice che tanti toscani si stiano affermando ad alti livelli. Ecco, in questo caso sì che sono orgoglioso delle mie origini. Per certi versi, con il Mondiale del 2019 ho colmato un vuoto che si era creato dopo l'addio di Gramigni. Sono diventato una sorta di apripista per le nuove generazioni dei piloti toscani. Alcuni c'erano già, altri ancora si sono affacciati più tardi come Pini".
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