La scuola che incontra la pista: la storia dei due giovani apprendisti tecnici quest'anno al lavoro assieme alla squadra campione Moto3 del CIV.
La crescita dei giovani passa anche attraverso il canale che collega le scuole alle esperienze sul campo, in questo caso
in pista. Vi abbiamo già raccontato di
GP Project 2WP e dell'attenta collaborazione con il Liceo Scientifico A. Volta di Spoleto, che l'anno scorso ad esempio ha permesso ai 18enni Niccolò e Francesco di essere parte attiva del team del CIV per tutto l'anno (
qui la loro storia). Quest'anno è la volta di
Matteo Panno e
Luca Manuel Chicchiero, altri due giovani apprendisti tecnici che, tramite il programma con la loro scuola, hanno potuto scoprire in pratica non solo il mondo dei motori oltre gli studi, ma soprattutto tutto il lavoro che c'è dietro i piloti che vediamo in pista. Un'occasione arrivata con la squadra e la moto del Politecnico di Torino che ha vinto ancora la Moto3 del CIV con
Vicente Perez. Nel frattempo i due ragazzi del 2025 hanno iniziato il percorso di studi al PoliTo ed al Politecnico di Milano, proprio l'altra università approdata quest'anno nel Campionato Italiano Velocità.
Ci raccontate chi siete e che scuola frequentate?
M: Io sono Matteo Panno e ho frequentato il Liceo Scientifico di Spoleto che mi ha dato la possibilità di partecipare al CIV con il team GP Project.
L: Mi chiamo Luca Manuel Chicchiero, frequento il Liceo Scientifico A. Volta di Spoleto.
Cosa vi aspettavate prima di iniziare e com'è stato l'impatto reale con i ritmi e l'ambiente del box?
M: All'inizio mi aspettavo di stare in un ambiente con persone qualificate nel settore, un ambiente amichevole ma anche professionale: è proprio quello che ho trovato.
L: Prima di iniziare ero super euforico all'idea di scoprire la vita del paddock e conoscere la squadra. L'impatto reale è stato bello intenso, nonostante sapessi relativamente a cosa sarei andato incontro.
Qual è la cosa che vi ha sorpreso di più appena siete entrati a far parte della squadra?
M: Quello che mi ha sorpreso di più è che mi sono sentito subito a mio agio con i membri della squadra.
L: La cosa che mi ha sorpreso di più è stata la velocità e la precisione con cui si muovono tutti, senza tempi morti né scelte inefficienti: ogni singolo dettaglio conta davvero.
Quali sono state le mansioni pratiche che vi sono state affidate e che vi hanno visti più coinvolti?
M: Nel team di solito montavo le grafiche sulle carene le pulivo, portavo a cambiare le gomme e facevo benzina alle moto.
L: Insieme ad alcuni miei compagni, mi sono occupato della parte logistica e di supporto nel paddock durante i weekend di gara del CIV. In pratica gestivamo il box in tutti i suoi aspetti. Le mie mansioni principali erano due: preparare le carene, dalla pulizia al montaggio, e comunicare al muretto con i piloti tramite la classica tabella dei tempi sul rettilineo.
C'è stato un momento o una sfida in cui avete capito di aver fatto un vero salto di qualità?
M: Sicuramente la differenza tra teoria e pratica c'è e quello che fa veramente la differenza e avere l'esperienza che serve quando lavori su queste cose.
L: Il momento di svolta c'è stato quando, dopo la caduta di entrambi i piloti sotto la pioggia, ho dovuto smontare tutte le carene per vedere quali fossero da buttare e rimettere in piedi un set completo in fretta per farli correre alla sessione dopo. Ma la vera differenza tra la scuola e il campo è la praticità e la rapidità con cui i meccanici risolvono i problemi: quel modo di pensare ho dovuto farlo mio in fretta per riuscire a stare al passo e lavorare al meglio.
Questa esperienza ha cambiato o confermato quello che vorreste fare da grande?
M: Sicuramente per un appassionato di moto lavorare all'interno di un team sarebbe un bel traguardo che magari da grande riuscirò a raggiungere.
L: Questa esperienza mi ha fatto toccare con mano il mondo delle corse, dandomi la possibilità di fare una scelta molto più consapevole per il mio futuro. Sono grato anche di un consiglio che mi ha dato un ragazzo del team: continuare a seguire le mie passioni, anche durante l'università.
Se doveste descrivere il percorso in GP Project 2WP con sole tre parole, quali sceglieresti?
M: Se dovessi descrivere questo percorso in 3 parole direi: costruttivo, divertente, traguardo.
L: Se dovessi descrivere tutto con tre parole, direi: adrenalinico, memorabile, formativo.
Consigliereste questa opportunità ad un compagno di classe? Per quale motivo?
M: Consiglierei questa esperienza ad un compagno di classe solo se è interessato al mondo dei motori, perché a fine percorso si imparano un sacco di cose.
L: Lo consiglierei a qualsiasi ragazzo appassionato di moto che vuole conoscere questo mondo dall'interno e ha voglia di mettersi davvero in gioco.
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