Una grande occasione sulle piste per due giovanissimi in una squadra del Campionato Italiano Velocità. Il team è GP Project 2WP, bicampione Moto3 in carica, ed i protagonisti sono
Niccolò Massari e
Francesco Ciliberto, 18 anni, studenti del Liceo Scientifico "Alessandro Volta" di Spoleto, il primo nell'indirizzo tradizionale ed il secondo in Scienze Applicate. Grazie al progetto di collaborazione tra la squadra CIV ed il loro istituto (
ve ne abbiamo parlato qui), i due ragazzi, scelti tra sei "aspiranti tecnici", saranno impegnati per l'intera stagione nel campionato tricolore. Abbiamo avuto modo di parlarci nel primo round del CIV 2025 a Misano per farci raccontare il percorso, le sensazioni una volta in squadra, i loro sogni.
Ci raccontate com'è arrivata questa opportunità?
Francesco Ciliberto: Conoscevo questo progetto già da un po', Filippo [Cardini, direttore sportivo del team] è un caro amico di mamma e me ne aveva parlato. Ero anche venuto a vedere di persona quello che facevano altri studenti. Ho parlato subito con la professoressa di matematica, che collaborava con Filippo, per creare una circolare da mandare nella scuola. Quand'è uscita mi sono iscritto subito, il colloquio per la selezione c'è stato 2-3 settimane fa e abbiamo "vinto"!
Niccolò Massari: Nel mio caso, lo scorso anno la mia professoressa di fisica, sapendo della mia passione per il motorsport, soprattutto MotoGP e Formula 1, mi ha accennato questo progetto e quindi della possibilità di essere nel CIV con il team del Politecnico di Torino. L'anno scorso non potevo partecipare, non avendo 18 anni, e quest'anno ho deciso di provare. Adesso sono qua!
Una sorpresa o un po' ve lo aspettavate?
NM: Oltre a me c'erano altri due carissimi amici e compagni di classe che volevano venire qua. Un po' m'è dispiaciuto logicamente, ma dovevano prenderne solo due. Quest'anno eravamo tutti abbastanza bravi e credo la scelta sia stata difficile anche per loro. Sorpreso no, ma non era neanche scontato.
FC: Stessa identica cosa. Era una competizione abbastanza 'pesante', solo che pensavo davvero di poter essere selezionato perché ero l'unico della mia classe. Ero convinto poi che puntassero sulle quinte, c'era anche un ragazzo della quarta già 18enne, ma lui può riprovarci l'anno prossimo.
Se siete nel CIV è perché c'è ovviamente la passione per il motorsport. Da dove nasce?
NM: La passione è la prima cosa. È abbastanza faticoso, c'è tanto da fare, si dorme nel camion, si va a dormire tardi e ci si sveglia presto. Se non c'è passione non c'è niente che ti spinge a farlo, anzi ti domandi chi te lo fa fare. Nel mio caso mi è stata trasmessa da mio padre, fin da piccolo guardavo con lui le gare di MotoGP e F1, oltre a lui però anche mio nonno, il papà di papà. Guardando le gare in TV vedi sempre il box da fuori e mi domandavo quanto sarebbe bello entrare, capire come funziona da dentro. Per me questa è una grande opportunità!
FC: La passione per il motorsport non c'è stata fin dall'inizio. In realtà ero tanto appassionato di aerei, solo che ad un certo punto da lì si è spostata nel mondo dei motori. Anche perché non c'erano competizioni da guardare, quindi a un certo punto, guardando MotoGP e F1 con papà, mi sono avvicinato anche a questo mondo. Non c'era questa passione in famiglia, è una cosa più mia.
Com'è questo primo weekend di lavoro nel CIV?
FC: È come se avessimo vissuto il doppio dei giorni, abbiamo lavorato veramente tanto. Ci svegliamo alle sette della mattina e andiamo a letto alle due, ci siamo trovati a fare la doccia all'una e mezza di notte nei bagni pubblici... Però è davvero una bella esperienza, mi piace veramente tanto! Magari uno all'inizio si lamenta, poi però ti accorgi che è molto bello fare questa esperienza.
NM: Siamo partiti subito sprint, dalle quattro alle otto di giovedì abbiamo montato tutto il box. Poi però abbiamo mangiato la pizza! [risata] Sicuramente si fa fatica, però ne vale la pena. Le moto vanno forte e il team è coeso, ci coinvolgono molto, nonostante le nostre conoscenze più limitate rispetto alle loro. Quando poi in pista vedi il frutto del lavoro, con le moto che corrono e vincono, sei ripagato: vale la pena faticare per vedere questi risultati.
Un bel trampolino di lancio. Ora che ci siete dentro, lo vedete come vostro futuro?
NM: Già da prima ero abbastanza convinto e sicuramente questa esperienza a Misano mi sta rassicurando, potrebbe essere la mia strada. Spero in un futuro prossimo di ritrovarmi di nuovo in un box, che sia moto o macchine.
FC: Mi sta piacendo più di quanto pensassi. L'anno scorso ho visto il lavoro di altri ragazzi e già mi interessava, ora che ci sono dentro sto scoprendo che mi piace tanto il fatto che metti mano su qualcosa che poi vedi correre in pista. Anche solo il fatto di mettere un adesivo sulla moto, poi la vedi sfrecciare in pista con quell'adesivo che hai messo tu... Mi fa un certo effetto! A livello lavorativo però non vedrei come mio futuro stare in un box, invece mi piace molto la parte di progettazione, lo vedo più per me. Non in un box però, piuttosto su un veicolo progettato da un'azienda. Preferisco questo, anche se non posso dire che il lato racing non mi piaccia, tutt'altro.
Il vostro sogno nel cassetto?
NM: Mi piacerebbe riuscire a lavorare in Formula 1. Forse perché mio padre mi ha trasmesso più la passione per questo campionato. Anche la MotoGP però mi piace moltissimo. Tra le due, se proprio dovessi scegliere, direi F1, però se ci fosse l'occasione MotoGP non direi assolutamente di no!
FC: Un sogno nel cassetto ancora non ce l'ho, però mi piacerebbe lavorare nell'ambito della progettazione di qualche veicolo, che sia auto, moto, o anche aereo, quella passione è sempre rimasta. Si vedrà.