Mattia Virone, 18 anni, quest'anno debutterà nel CIV Sportbike. Un altro passo avanti, sognando in grande: l'intervista.
Dal
titolo Motoestate 300SS all’approdo nel CIV in due anni,
con il sogno WorldSBK.
Mattia Virone quest’anno debutterà nella classe
Sportbike (novità Mondiale ma al secondo anno nell’Italiano), per la quarta
stagione consecutiva rimarrà con Extreme Racing Service, stavolta però in sella ad una Honda
CBR 600 RR. Un altro cambio non da poco per il comasco, neo 18enne (ha compiuto
gli anni il 19 febbraio), reduce dal 2° posto nel primo e unico anno disputato
nel Trofeo Aprilia RS660. Un titolo mancato che lascia un pizzico di amaro,
anche perché avrebbe voluto dedicarlo al nonno recentemente scomparso, parte
familiare molto importante di questa passione coltivata fin da bambino…
Non dimentichiamo che in parallelo frequenta il quarto anno
di Meccatronica all'I.T.I.S. "Magistri Cumacini" di Como, in linea
con la forte curiosità per ogni aspetto riguardante le moto. Non manca anche
qualche lavoretto extra scuola e moto, per dare il suo contributo all’impegno
familiare per permettergli di portare avanti la grande passione per le due
ruote. Un giovane molto determinato ad arrivare in alto coi risultati in pista,
come detto con il sogno di approdare presto nel Mondiale Superbike. L’abbiamo
sentito per parlare del fresco accordo per il 2026, ma non solo: di seguito il
racconto del protagonista.
Dal Motoestate al Trofeo Aprilia, ora il CIV. Una bella
crescita in soli due anni!
Quest’anno rimarrò sempre con Extreme Racing Service, ma
sarò al debutto in Sportbike con la Honda CBR 600 RR. Il passaggio dal
Motoestate al Trofeo Aprilia non è stato semplice, ma non è stato neanche un
cambio “traumatico”, sarebbe stato peggio passare subito alla Sportbike. Certo
ho fatto fatica a stare coi primi all’inizio, però ho poi raggiunto i miei
obiettivi, soprattutto stare vicino a Ferruccio [Lamborghini] nelle ultime
gare.
Un cambio interessante dopo il 2° posto nel Trofeo
Aprilia RS660.
Ero primo fino all’ultimo giro dell’ultima gara… E ho perso
il campionato. Ma non l’ho perso lì, direi più al secondo round di Misano o al
primo del Mugello, i due weekend in cui pensavo di poter dare di più, invece ho
fatto degli errori e l’ho gestita male. Se devo pensare invece ad un singolo
episodio, ritornerei a Imola e cercherei di non sbagliare il primo settore
dell’ultimo giro: ho fatto un paio di errori, ho perso un paio di metri e non
sono riuscito ad attaccare Ferruccio che invece è stato perfetto. Ce la siamo
giocata fino alla fine, da dire però che se lui non si fosse infortunato,
avrebbe vinto ben prima.
Come valuti la tua stagione 2025?
La ritengo comunque positiva. Non sono mai arrivato con
aspettative troppo alte, ho tenuto i piedi per terra. Certo tutti noi piloti
pensiamo sempre a stare davanti ed a vincere, però non ero così sicuro di
riuscire a giocarmi il campionato al primo anno. Non conoscevo né la moto né le
piste, era tutta un’incognita. C’è qualche rammarico, perché comunque non sono
riuscito a portare a casa il campionato, ma devo dire che è andata bene, siamo
arrivati fino alla fine col brivido.
Titolo in ballo fino all’ultimo: una motivazione,
pressione extra o entrambi?
Un po’ di tutt’e due. A Imola ad esempio non ho gestito bene
la pressione. Al Mugello invece ho imparato da quell’errore ed è stata una
carica in più che mi ha permesso di stare con Ferruccio.
Com’è stata la gestione del finale non vincente?
Perdere un titolo non è mai bello, specialmente all’ultima
gara. Non ero molto contento, un po’ l’ho accusato. Anche perché ad agosto è
venuto a mancare mio nonno, che mi ha sempre seguito tantissimo, anzi è lui
che, assieme a mio zio, mi ha messo in moto, mi faceva da meccanico nelle
minimoto, mi faceva i motori… Fino a quando non sono andato nel CIV con un
team. Gli avevo promesso che portavo a casa il campionato, ma non ce l’ho
fatta.
Sei un pilota/studente, come procede con la scuola?
È stato un po’ faticoso all’inizio, l’anno è cominciato
quando il campionato non era ancora finito e avevo la testa lì… Adesso però mi
sto riallineando. L’impegno lato sportivo è aumentato un bel po’, specialmente come
preparazione fisica. Voglio essere performante al massimo, quindi il mio
preparatore mi sta mettendo sotto con gli allenamenti. In moto invece si gira
poco durante l’inverno, poi ho avuto anche due piccoli infortuni, oltre al
budget che non mi permette di fare tanti allenamenti in moto.
Oltre che pilota e studente, stai già valutando qualche
lavoro?
Da inizio 2025 ho iniziato a guardarmi attorno, già prima
però con alcuni amici facevo qualche lavoro con i motorini per cercare di
tirare su qualcosina. Adesso invece vado a fare l’istruttore alla Scuola
Motociclismo Como, in estate poi lavoro nel bar di mia zia, faccio il cameriere
e il barista sempre per tirare su qualche soldo. Può servirmi per fare qualche
test in più, o avere qualche gomma in più durante il weekend… Si fa il
possibile.
Cosa non si fa per una passione!
[risata] Sto dedicando tutta la mia vita alle moto, quindi
riuscire a conquistarmele anche in questa maniera mi dà una consapevolezza in
più: so che è tutto frutto del mio lavoro. Se riuscirò ad arrivare da qualche
parte sarà soprattutto per merito.
Hai magari anche un piano B o è presto?
Non è presto, ci ho pensato. Spero sempre di lavorare
nell’ambiente e ho un esempio proprio nel team, Luca Ottaviani, pilota molto
forte che riesce a vivere di corse. O così, oppure vorrei sempre rimanere
nell’ambiente, magari come coach o istruttore. Oppure anche come meccanico,
sono sempre stato appassionato tutto quello che riguarda le moto e ho scelto
apposta meccatronica come indirizzo scolastico. Essendo giovane ho tante
opzioni davanti, ma anche dubbi.
Tornando al lato gare. Hai corso con Kawasaki nel MES,
poi con Aprilia, quest’anno con Honda. Come vivi questi cambiamenti?
Più dei marchi, tra il 2024 ed il 2025 c’è stato proprio un
cambio radicale, l’adattamento alla categoria e ad una moto molto diversa da
una 300. Il passaggio da Kawasaki ad Aprilia è stato molto strano e non
semplice, mi sono dovuto adattare come stile di guida. Non aver cambiato
squadra mi ha dato e mi darà un grande aiuto: conosco le persone, mi fido
ciecamente, sanno già quello che preferisco… Quest’anno oltre alla moto cambio
anche le gomme, da Pirelli passerò a Dunlop. Non so cosa aspettarmi, ma lo vedo
come una cosa positiva, sarà tutto da zero. Vedremo come partiremo coi test a
Vallelunga ad inizio marzo.
Hai obiettivi stagionali o si vedrà più avanti?
Adesso è un po’ difficile, vediamo dopo i test. La categoria
è molto complicata, almeno a vedere i nomi sulla carta, e non so come sarà la
Honda rispetto alle altre moto. Penso comunque sia una moto con cui si può
lottare per il titolo, non so se già al primo anno sarò abbastanza maturo per
giocarmelo. L’obiettivo per ora è essere sempre più vicino alla vetta e
arrivare alle ultime gare a giocarsela con i primi. Poi se ci riusciamo anche
prima, ben venga!
Hai 18 anni, cosa vuoi fare “da grande”?
Diciamo che il sogno di qualunque ragazzo che corre in moto
è quello di riuscire ad entrare nel Mondiale e perché no, vincerne qualcuno!
Sarebbe bello arrivare in MotoGP, ma è difficile… Spero di arrivare nel
Mondiale Superbike e non fra troppi anni, magari passando dalla Sportbike per
poi salire nelle classi più alte.
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