2WheelsPoliTO, la favola universitaria che sbanca nel CIV

Storie di Moto
giovedì, 03 agosto 2023 alle 19:00
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Tutto è cominciato come una sfida tra università, guardate dove sono arrivati. 2WheelsPoliTO, il progetto del Politecnico di Torino, è ormai diventato un costruttore di punta del Campionato Italiano Velocità, così come Buccimoto e Brevo Evotech di cui vi abbiamo già raccontato. Quest'anno sta dominando con autorità in Moto3 grazie a Vicente Perez, ma anche in PreMoto3 c'è Edoardo Liguori che, in sella ad una 2WheelsPoliTO del 'team clienti' Pasini Racing, sta dettando legge. Non mancano accordi con grossi partner tecnici come WP o Thermal Technology, sorprende invece che non ci sia nessuno sponsor economico interessato a questa realtà... In occasione della tappa CIV a Misano abbiamo avuto modo di parlare con due personaggi fondamentali, il professore Lorenzo Peroni e Francesco Schembari, che hanno dato il la a questa bella storia a due ruote. Lasciamola raccontare a loro, ecco la nostra intervista.

Da dove comincia 2WheelsPoliTO?

Lorenzo Peroni: "Abbiamo cominciato nel 2009, ormai festeggiamo 14 anni! Comincia tutto al Politecnico di Torino per partecipare ad una competizione tra università, Motostudent, nata proprio in quell'anno in Spagna. L'idea è stata di un professore di Saragozza, legato anche al nascente circuito di Aragon, che voleva fare qualcosa di simile a quello che si fa ormai da 30 anni nelle auto, la Formula SAE, secondo me anche per rilanciare un motociclismo che a livello tecnico stava morendo. Hanno voluto dare anche un tocco internazionale, ma non conosceva nessuno, a parte una ragazza spagnola che era segretaria del rettore a Torino, quindi ha invitato l'università. A chi scaricare però la patata bollente?"
Francesco Schembari: "E chi era la persona più lontana dalle moto?" [risata]
L.P.: "Alla fine hanno chiesto a me se volevo seguire questo progetto. Io, che a due ruote avevo guidato solo la bicicletta! Ma al Politecnico facciamo di tutto, quindi qualsiasi competizione tra università va fatta. Abbiamo cominciato quindi a mettere in piedi il team, realizzare la moto, infine siamo andati: nella prima edizione del 2010 ad Aragon eravamo gli unici stranieri in mezzo a 30 università spagnole."

Alla fine com'è andata?

Lorenzo Peroni: "Relativamente bene, ma anche la manifestazione era agli albori quindi non c'era molta chiarezza. Hanno poi provato queste moto, facendo una garetta con piloti ad estrazione. Alla fine ci hanno dato il premio per la progettazione, ovvero un attestato e 1500 euro, e tutto sembrava finito lì. Una bella esperienza per Torino, dove di moto non sa niente nessuno perché siamo la città dell'automotive.

Non male come punto di partenza, no?

F.S.: "Da dire che la moto è piaciuta molto per una caratteristica in particolare. È il contributo che il professore ha dato realmente al progetto, il suo tratto distintivo."
L.P: "È stata la prima moto al 100% realizzata tutta incollata, con adesivi strutturali. La moto poi è cambiata nel corso del tempo, questa è l'unica caratteristica che è rimasta dal 2009 fino ad oggi. S'è sorpreso anche chi formulava quelle colle, non ci credeva!"
F.S.: "Io non c'ero, me l'hanno raccontata. Non sapeva niente delle misure, però sapeva far funzionare le colle, quindi ha deciso di provare così. Abbiamo scoperto che sembra una tecnologia nata per questo mondo, si adatta benissimo!"

Una scelta innovativa per un progetto che non si è fermato qui.

L.P.: "Si è sparsa la voce, sono arrivati altri studenti e abbiamo deciso così di partecipare anche alla seconda edizione. Anche gli spagnoli si sono organizzati con punti, qualifiche ed una gara vera e propria ad Aragon, buttando dentro ragazzi che magari non avevano mai visto un circuito del genere! Comunque abbiamo ripreso il premio per il progetto."
F.S.: "Abbiamo però sbagliato la fase 2, non abbiamo dato le giuste indicazioni al pilota..."
L.P.: "Siamo però rientrati in Italia trionfanti, ma da cosa nasce cosa e siamo tornati alla terza edizione, sempre unici italiani in mezzo agli spagnoli, ed abbiamo rivinto per la progettazione."
F.S.: "E stavolta in gara stavamo vincendo ampiamente, solo che s'è rotto il motore (che aveva dato l'organizzazione, uguale per tutti) proprio alla fine! Lì però è cambiato tutto."

Cos'è successo?

L.P.: "Alla terza edizione questa moto sembrava una PreMoto3 del CIV. E sono arrivati quattro studenti pazzi che hanno chiesto perché fare solo una corsa ogni due anni. Perché quindi non andare anche noi a fare il CIV?"

Il primo passo per 2WheelsPoliTO è arrivato subito.

F.S.: "Il problema era che la moto non ce l'avevamo più per la rottura del motore. Due settimane dopo avevamo la prima wild card nel CIV! Simone Folgori ci aveva invitati ufficialmente al Mugello. Io, studentello del Politecnico di Torino, l'avevo chiamato, gli avevo spiegato del progetto e gli avevo chiesto se ci invitava per una wild card. Lui ci aveva detto subito di sì, dopo la Motostudent quindi siamo andati all'ultima di campionato al Mugello."
L.P.: "Abbiamo impiegato una settimana per rimettere insieme la moto, cambiando anche alcuni pezzi. All'ultimo abbiamo trovato Nicola Settimo, un pilotino 14enne anche lui alla sua prima volta al Mugello. Il giro veloce è stato 2:24, quando adesso con una PreMoto3 giri in 2:03! Ci hanno anche doppiato due volte... E ci prendevano tutti in giro. Il 2014 insomma è finito così."

Ma a quanto pare è solo l'inizio, giusto?

F.S.: "[Lorenzo Peroni] Ha cominciato a cambiare la prospettiva. Da noi che eravamo i pazzi a lui che ci dice che prendere quegli schiaffi così non gli stava molto bene! E pensare che all'inizio era nettamente contrario."
L.P.: "Prima però della sfida al Mugello. Ci siamo detti quindi di riprovarci l'anno dopo."
F.S.: "Ho richiamato Folgori per sapere il numero massimo di wild card. Ci siamo quindi fatti invitare di nuovo per le tre wild card possibili."
L.P.: "Anche perché soldi zero, non potevamo pagare l'iscrizione al campionato. Facciamo quindi le tre wild card con Filippo Momesso, con risultati leggermente migliori di quel 2:24, qualcosa attorno a 2:10. La prima è stata con la moto poco diversa da quella della wild card precedente, contro gente come Arbolino, Vietti che quell'anno ha vinto il campionato... Poi è andata un po' meglio, in corso d'opera abbiamo cambiato qualcosa, tra problemi al motore o alla moto. In generale però abbiamo sempre preso dei discreti schiaffi."

Si mette mano al progetto 2WheelsPoliTO quindi?

L.P.: "L'abbiamo rivisto, cercando di fare un po' meglio."
F.S.: "L'anno dopo, nel 2016 [in alto alcuni dettagli, ndr], stavamo nei 10. C'era da lavorare sulla moto, ma c'eravamo: da prendere 15 secondi a 2-2,5 ce ne passa. Iniziamo il primo anno intero di campionato, per la prima volta iscritti dall'inizio, e subito arriva la pole position di Matteo Bertè!"
L.P.: "Dei salti alti così. È stato un anno pesante, ma alla fine abbiamo raccolto due pole position e due terzi posti, più altri piazzamenti nei 10. Parallelamente però si lavorava a casa anche per la Motostudent, non si poteva mollare la competizione con l'università."

Siete ripartiti però con anche le informazioni delle gare.

L.P.: "Il problema era che la gara del Motostudent era in concomitanza con l'ultimo round del CIV! Quindi lui [Francesco Schembari] ed un altro ragazzo erano al Mugello per il Campionato Italiano, tutto il resto del team a fare la Motostudent. Avevamo fatto 5 gare del CIV, sembrava la Formula 1 contro Scapoli e Ammogliati [risata]. Il pilota ha stravinto con circa 30 secondi di vantaggio, i meccanici che facevano faville. Gli altri due poveretti invece a prendere schiaffi nel diluvio universale al Mugello..."
F.S.: "Eravamo da soli e ne sono successe davvero di tutti i colori!"
L.P.: "Quel momento però è stato la vera svolta secondo me."

Il progetto 2WheelsPoliTO nel CIV insomma stava prendendo sempre più forma.

L.P.: "Ci siamo guardati in faccia e ci siamo chiesti cosa volevamo fare. Non era più un invito per una wild card, serviva pagare l'iscrizione per correre, quindi abbiamo iniziato a separare il Politecnico da 2WheelsPoliTO. Gli anni passavano, si laureavano, però alcuni rimanevano legati al progetto e non volevano andarsene. I laureati quindi stavano nel CIV, ma c'è anche gente qui che va al 3° anno di università e in più abbiamo un progetto con un liceo, ci sono anche due ragazzini. La moto però era sempre la stessa di quel primo Motostudent con qualche evoluzione, lì però l'abbiamo cambiata completamente."

Si riparte quindi con una moto rinnovata.

L.P.: "Non c'era la Motostudent ed abbiamo rifatto il campionato con Thomas Brianti. Abbiamo perso il titolo 2017 per due punti all'ultima gara, ci hanno superato all'ultima curva."
F.S.: "Tutto il campionato col tricolore, sarebbe stata davvero una bella favola..."
L.P.: "Ma è cambiato tutto, siamo cresciuti e l'anno dopo abbiamo portato due moto al CIV. I piloti erano Alberto Surra e Nikolas Marfurt, i nomi iniziano ad essere più importanti... Ma il team era sempre con ragazzi dell'università. Siamo partiti con due vittorie a Misano, poi chiaramente non correvamo da soli e c'era qualche limite dovuto al regolamento. Infine a Vallelunga erano 1° e 2°, sono caduti tutt'e due. Ma è andata bene, in quell'anno poi non abbiamo fatto la Motostudent."

Per la gioia di tutti gli altri, no?

L.P.: "Non proprio. Negli anni precedenti erano arrivati altri nuovi italiani, anche loro avevano preso schiaffoni micidiali da noi. Quando non siamo andati ho passato la sera al telefono con studenti che dicevano che lavoravano da anni per correre contro la 2WheelsPoliTO, organizzatori che ci chiedevano perché non c'eravamo... Ma ci eravamo dedicati solo al CIV."

Come in tutti i progetti però, arriva il periodo meno felice.

L.P.: "Non so come mai, però è stato un momento un po' triste, apatico, durato un paio d'anni. Poi è cambiato il regolamento e s'è passati al motore Yamaha."
F.S.: "Siamo stati bravi noi però a non mollare. Tanti ragazzi nostri lavorano, fanno altro, quindi è più difficile rispetto ad essere studente: devi prendere ferie, magari rendere conto alle famiglie. Quindi era di nuovo il discorso di provarci o mollare tutto. E noi cos'abbiamo mai pensato?" [risata]
L.P.: "Abbiamo cominciato ad andare a prendere i piloti in Spagna, cercando quelli forti ma iniziando anche a seguire molto la crescita dei ragazzi. Poi c'è stato il Covid, ma noi avevamo tre moto in quella stagione."
F.S.: "Per alcuni dei nostri avversari è stato un male, noi invece, dovendo stare a casa, siamo riusciti a lavorare molto di più alla moto!"
Ferrandez-CIV-Vallelunga-2021

2WheelsPoliTO quindi è andato sempre più su.

L.P.: "Non bisogna mai rimanere sugli allori, basta un anno difficile e la gente si dimentica. Il 2021, con due moto al CIV, è stato davvero da incorniciare, un'ottima annata."
F.S.: "Uno dei piloti era Alberto Ferrandez, che avevamo scoperto quando aveva 10 anni. L'abbiamo chiamato per un test, poi le wild card nel 2020, nel 2021 ha fatto tutto il campionato con noi."
L.P.: "L'altro era Alex Venturini, che l'anno prima si era fatto molto male al Mugello e quindi era un pilota da recuperare. Una magica coppia, devastante! Nonostante un weekend in meno di Ferrandez per il CEV, abbiamo comunque vinto il titolo a Vallelunga con tre gare d'anticipo [in foto, ndr]. Oltre alle due moto della squadra, ne abbiamo affittate altre due al nostro team clienti, il Pasini Racing, con cui dividiamo lo stesso box."

E la Motostudent?

L.P.: "Dopo tre anni di stop per Covid hanno ripreso e ci siamo tornati. Gli altri dovevano correre contro la 2WheelsPoliTO! Un massacro."
F.S.: "In gara li abbiamo lasciati a 24 secondi! E gli altri avevano lavorato molto di più di noi. Abbiamo vinto tre premi su 4, non abbiamo preso solo l'innovazione. Se vincevamo pure quella era troppo [risata]. Un'altra cosa bella è stato Jeremy McWilliams che provava le moto: ad un certo punto dovevano fare una cosa pubblicitaria, lui ha voluto girare davanti alle telecamere con una 2WheelsPoliTO!"

Un progetto diverso e molto apprezzato.

L.P.: "È stato anche il primo anno in cui abbiamo lanciato il motto 'Race Different' che abbiamo sulle magliette. Sono la nostra filosofia, siamo qualcosa di diverso."
F.S.: "Noi facciamo le gare per passione, probabilmente perché siamo pazzi. Se ci si ferma a ragionare, parliamo di enne persone che non prendono un euro, anzi a volte ci rimettono pure. Prendono giorni di ferie dal lavoro, lasciano a casa le famiglie, litigano con le fidanzate!"
L.P.: "Abbiamo portato anche quelle maglie sul palco della Motostudent. Il commentatore si è avvicinato e ci ha detto 'Well done guys, you really race different!'"
F.S.: "Il motivo per cui torniamo sempre è perché anche i ragazzi giovani e nuovi si formano, fanno un'esperienza unica. La cosa bella è che riconoscono tanto il lavoro che abbiamo fatto: gli unici che, a livello universitario, si sono confrontati con i professionisti e sono anche riusciti a batterli! Siamo quindi uno stimolo per tutti."

Arriviamo alla stagione 2022.

L.P.: "Il problema di questi ragazzi è che si affezionano. Alberto Ferrandez non poteva più correre con noi in PreMoto3, quindi abbiamo pensato ad un'altra follia: la Moto3, così poteva rimanere con noi! L'abbiamo fatta durante l'inverno: chiaramente cambiano telaio, cerchi, sospensioni, tutto. Siamo partiti con due PreMoto3, altre tre per Pasini Racing, più una Moto3. Un delirio! Ma è stato un bell'anno: vittoria all'esordio e podio in tutte le gare Moto3, anche in PreMoto3 ce la siamo sempre giocata. Quest'inverno abbiamo rifatto completamente la Moto3, in un anno abbiamo imparato e si doveva cambiare."
civ-2023-trofei

Siamo ora nel 2023: come va il progetto 2WheelsPoliTO?

L.P.: "Non siamo riusciti a trovare dei piloti per la PreMoto3, abbiamo solo il team satellite con tre moto. Noi invece abbiamo due Moto3 e direi che la moto nuova funziona molto bene! Al momento abbiamo vinto 5 gare su 6, ed in quell'unica ha sbagliato lui ed è caduto."
F.S.: "Possiamo dirlo, ormai abbiamo il livello di competenza dei professionisti. Ci chiediamo però se saremo sempre in grado di mantenere questo passo. Ogni anno è più difficile."
L.P.: "Intanto in questi giorni a Misano abbiamo fatto lo shakedown della Motostudent con Alberto Surra, oltre a girare con la sua moto. Stiamo pensando anche al modello elettrico e lì siamo delle matricole rispetto ad altri. Quello è un altro stimolo a livello ingegneristico, difficile ma che ci ha rimesso in gioco. E non siamo gli unici ad avere continuamente 'idee strane'... Ma per ora siamo noi a dire di no. Intanto siamo parte di un continuo percorso di crescita che non si ferma. È pesantissimo e divertente."
F.S.: "Noi lo viviamo sempre con la stessa passione del 'gioco' che era all'inizio."

Quale sarà il destino di 2WheelsPoliTO?

L.P.: "Non so davvero dire dove andremo a finire... Vedremo."
F.S.: "Intanto siamo in testa sia in Moto3 che in PreMoto3, con i piloti e come costruttore. Sta andando veramente bene! Guardando alla struttura, siamo fortunati ad aver trovato lo 'zoccolo duro' del gruppo che è complementare, creando gli automatismi necessari ed il giusto equilibrio."
L.P.: "I risultati si vedono e ad essere sinceri hanno sorpreso anche noi. Quest'anno è tutto perfetto, i ragazzi sanno quello che possono e devono fare, quindi non si perde tempo e sono molto più efficienti."
F.S.: "Sappiamo i sacrifici che abbiamo fatto, come abbiamo lavorato. Il progetto è un gioiello!"

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