Filippo Bianchi Campione CIV Sportbike: "Guarda mamma, sono cazzuto come Pogačar"

Storie di Moto
domenica, 20 settembre 2026 alle 21:16
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La rinascita sportiva di Filippo Bianchi, Campione CIV Sportbike 2026 in sella alla Aprilia RS 660 del Team MMP Velocità.
Missione compiuta. Con un appuntamento d'anticipo, a suggellare una stagione vissuto da indiscusso dominatore, Filippo Bianchi si è laureato al debutto Campione CIV Sportbike 2026 in sella alla Aprilia RS 660 del Team MMP Velocità. Con un sensazionale ruolino di marcia comprensivo di 7 vittorie, un secondo ed un quarto posto in 11 gare, il 21enne toscano ha completato l'opera a Cremona forte di un cospicuo vantaggio in termini di punti. In trionfo ieri in Gara 1, si è ripetuto quest'oggi nella Superpole Race al culmine di un acceso confronto-a-5 con Davide Alessandro Aguilar, Marcos Ruda, Emiliano Ercolani e Giacomo Zannoni, aggiudicandosi la tabella tricolore. Di fatto, l'unica nota stonata di questa domenica di festa è stata una innocua caduta nella conclusiva Gara 2 (alla fine vinta da Aguilar con la Yamaha R7 del Team Roc'N'Dea) a bersaglio ormai acquisito. Poco male per Filippo, già Campione Campione CIV PreMoto3 125 2T nel 2018 e, più recentemente, vincitore del Trofeo Aprilia RS 660 nel 2024, abituatosi negli anni a rialzare la testa. La conquista del titolo rappresenta il degno coronamento di una vita contraddistinta da mille peripezie sul piano sportivo/personale (riassunta in questa intervista), con gli occhi rivolti al cielo per rivolgere un saluto alla mamma. Una rinascita sportiva che ha visto il nativo di Lucca tornare ai massimi livelli del motociclismo italiano dopo aver toccato il fondo, non sempre per colpe proprie. Un primo passo verso un 2027... Mondiale!

Filippo, sei finalmente Campione CIV Sportbike!

"Devo ancora metabolizzare, è difficile trovare le parole per descrivere quello che provo. Onestamente non mi sto godendo appieno il successo, la scivolata di Gara 2 mi ha lasciato un po' di amarezza: speravo di concludere la giornata in ben altro modo. Ho sbagliato, c'è poco da dire. In ogni caso, se analizzo la stagione nel suo insieme, posso ritenermi molto soddisfatto. Siamo stati competitivi sin dai test pre-campionato, non abbiamo lasciato nulla al caso. Sapevo che gli avversari sarebbero arrivati, il CIV Sportbike non ha nulla da invidiare al Mondiale, il livello è altissimo. Questo weekend ne è la dimostrazione con gare combattute sul filo del rasoio, aperte a più pretendenti. Mi sono presentato a Cremona con buon margine da gestire, ma dovevamo essere perfetti tra Gara 1 e Superpole Race per chiudere definitivamente i giochi. Ci siamo riusciti, con il team abbiamo fatto un lavoro grandioso nonostante la pista non ci fosse particolarmente favorevole".

Abbiamo imparato a conoscerti come un ragazzo molto autocritico, possiamo definirla la stagione perfetta?

"Sono salito sempre sul podio, fatta eccezione per questa Gara 2 ed il round di casa al Mugello. In Gara 1 mi si era rotto il motore in piena bagarre per la vittoria. In Gara 2 sotto la pioggia soltanto una bandiera rossa mi aveva impedito di andare all'assalto del podio, dovendomi accontentare del quarto posto. Il motociclismo è fatto così: talvolta si incontrano piloti più forti in determinate situazioni. È stato il caso di Michel Agazzi sul bagnato al Mugello. Oppure di Edoardo Ercolani nel precedente round di Misano, bravo a beffarmi in volata. Ecco, se devo imputarmi qualcosa è proprio l'errore odierno".

Un dominio alla Tadej Pogačar...

"Trascorrendo gran parte del mio tempo libero allenandomi con la bicicletta, vado matto per lui, adoro il suo spirito combattivo. Guarda che cosa è successo recentemente alla Vuelta. Il giorno in cui si è ritirato, subito dopo l'incidente in cui è rimasto coinvolto, ha provato a risalire in sella: voleva riprendere la corsa. Mi sento un po' come lui... cazzuto!".

Hai esordito con il Team MMP lo scorso inverno in un test organizzato a Cremona, a distanza di qualche mese ti sei laureato Campione CIV Sportbike sulla stessa pista: si è chiuso un cerchio, non credi?

"Hai ragione, lo sai che non ci avevo pensato? Ricordo molto bene quel giorno. La fiducia del team, il feeling che abbiamo instaurato fin dal primo istante. Da quel momento è stato un continuo crescendo fino alla conquista del titolo".

Quanta importanza attribuisci al titolo 2026 rispetto ai tuoi successi del passato?

"Il più significativo. Ho toccato il punto più alto della mia carriera. Ricordo con piacere il titolo tra le PreMoto3 125 2T, ma col senno di poi non mi è servito granché. Nel senso che l'anno seguente sono rimasto parcheggiato in quella categoria. Vincere il Trofeo Aprilia RS 660, seppur nell'ambito di un monomarca, mi è servito invece per rilanciare le mie quotazioni dopo anni pieni di difficoltà".

Un bel biglietto da visita per il Mondiale 2027...

"Certo...".

Niente da aggiungere?

"Ben presto svelerò i miei piani per la prossima stagione, adesso testa al gran finale di Vallelunga. Senz'altro le performance di quest'anno mi hanno spalancato porte che fino a poco tempo fa avrei soltanto immaginato".

Nella nostra precedente intervista hai detto che non sei convinto di essere talentuoso tanto quanto tuo padre ex pilota, ti sei ricreduto?

"(Ride, ndr). Ti avevo raccontato che tra gli anni '80 e '90 disputò qualche wild card nel Mondiale 125cc. All'epoca bastava presentarsi in circuito con la moto ed un meccanico, erano altri tempi. Chissà dove sarebbe arrivato con le risorse che offre il motociclismo moderno. Quel che è certo, come dichiaro sempre, senza di lui non mi sarei innamorato delle moto".

A chi dedichi il titolo?

"Mi viene in mente mia mamma che purtroppo non c'è più, se n'è andata quando ero piccolino. Senza dimenticare il Team MMP per il percorso che abbiamo condiviso e tutte le persone che non hanno mai smesso di credere in me".

Ti chiedi mai dove ti ritroveresti oggi se nel 2022 avessi appeso il casco al chiodo?

"A casa! È stato un segno del destino. Un giorno ero a Varano per seguire un ragazzino con l'Ohvale, Sebastian Ferrucci, io tutt’ora lavoro nel concessionario di suo padre. Lì mi sono imbattuto in Andrea Neri e Giacomo Luminari del mio attuale motoclub 52 Racing Team. Grazie al supporto di REVO-M2 e sfruttando quel poco a nostra disposizione, nel 2023 ci siamo presentati al via del Trofeo Aprilia, il resto della mia storia la sapete già. Sicuramente la mia vita avrebbe preso una piega diversa senza quell'incontro".
Photo Courtesy: Leonardo Alessio
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