Ciclismo, 24 ore in solitaria in moto per una scodella: le origini del leggendario Bol d'Or

Storie di Moto
mercoledì, 16 settembre 2026 alle 7:36
Bol d'Or
Questo fine settimana al Circuit Paul Ricard di Le Castellet andrà in scena l'89^ edizione del Bol d'Or, atto conclusivo del Mondiale Endurance FIM EWC 2026. Per la 20esima distinta occasione l'evento assegnerà il titolo iridato di categoria, ma di fatto la sua storia non è direttamente collegata al campionato del mondo motociclistico di durata. Una corsa di scena da 104 anni a questa parte, con una genesi davvero speciale.

LA NASCITA DEL BOL D'OR

Il Bol d'Or motociclistico fu ideato nel 1921 da Eugène Mauve, imprenditore in campo aeronautico, grande appassionato di motociclismo e Presidente della A.A.M.M. (Association des Anciens Motocyclistes Militaires, Associazione degli ex motociclisti militari), successivamente diventata A.M.C.F. (Associazione dei motociclisti francesi), la contemporanea F.F.M. (Fédération Française de Motocyclisme, la federmoto francese). Prese ispirazione dall'analoga manifestazione ciclistica, per l'appunto il Bol d'Or, gara di ciclismo su pista della durata di 24 ore creata nel 1894 dal quotidiano Paris-Pédale. Al vincitore spettava proprio un "Bol d'Or", ovvero una scodella/ciotola d'oro offerta da Chocolats Menier. Congiuntamente al Bol d'Or Moto, tra il 1922 ed il 1955 è stato organizzato un Bol d'Or automobilistico.

LA PRIMA A VAUJOURS

In origine si dovette disputare nel 1921 nella foresta di Marly, vicino a Saint-Nom-la-Bretèche, dove di fatto andò in scena un "test". A tutti gli effetti la prima edizione del "Bol d'or Motocycliste & Cyclecariste" si disputò dal 27 al 29 maggio 1922 nel percorso tra tra Vaujours, Clichy-sous-Bois e Livry-Gargan, 12 km a Nord-Est di Parigi, già teatro di una manifestazione di ciclismo dal 1888. Si trattò di un tracciato da 5,126 km, tutto in terra battuta. Intorno al percorso l'organizzatore piazzò dei poliziotti, delle barriere, una pedana di legno e persino dei soldati. Gli spettatori presenti non apprezzarono questa scelta per la polvere sollevata al passaggio delle moto.

IL PRIMO BOL D'OR DEL 1922

Il programma si articolò con la partenza del Bol d'Or moto sabato alle 6:30 del mattino e chiaramente della durata di 24 ore, l'indomani con via alle 8:30 spazio alle 3 e 4 ruote (sidecar e cyclecar). Al via soltanto 17 partecipanti, con forfait di Terrot, Peugeot, Monet-Goyon o Alcyon, costruttori in quel momento di riferimento per le motociclette in Francia. Il vincitore determinato dal concorrente che avesse percorso più chilometri nell'arco delle 24 ore.

VINCITORE IN SOLITARIA

Tony Zind, lionese per quanto figuri nelle cronache come svizzero, vinse il primo Bol d'Or Moto percorrendo 243 giri pari a 1.245,628 km in 24 ore a 51,9 km/h di media con la Motosacoche #67 500cc, con un format particolare: 24 ore di gara, con 4 ore di pausa facoltative nel corso della notte (2 al parc fermé più soste da 1 ora). L'instancabile Tony Zind non si fermò mai!
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