Honda HRC stenta in MotoGP ed è impalpabile in
Superbike ma alla 8 Ore di Suzuka non si batte. In 47 edizioni adesso sono 32 i trionfi (quinto consecutivo!) nella competizione Endurance che per i costruttori giapponesi vale quanto un Mondiale intero.
La Yamaha ci ha provato fino in fondo con Andrea Locatelli e Jack Miller indomabili sul bagnato pesante dell'ultimo decisivo stint. Nel turno di guida finale bergamasco ha ereditato la YZF-R1 con venti secondi di passivo, difficilissimi da recuperare nel diluvio e le prime ombre della sera che avvolgevano il fantastico ottovolante nipponico. Sull'esito della sfida, condizionata dal bagnato per l'intera durata, hanno pesato gli otto secondi che Yamaha Factory ha pagato complessivamente nei sei pit stop per cambio pilota, gomme e rifornimento.
Ma soprattutto è stato decisivo l'ingresso della Safety Car a 30 minuti dalla fine, per le condizioni meteo diventate proibitive. In queste condizioni i vantaggi vengono azzerati, per cui teoricamente sarebbe stato un jolly per gli inseguitori Yamaha, ma solo nell'improbabile caso di possibile ripartenza. Invece stato il colpo finale perchè la Honda con Takahashi si è trovato dietro la prima vettura, Locatelli dietro la seconda, cioè con oltre un minuto. La sfida è finita lì, con l'ultimo scampolo in passerella dietro le vetture di sicurezza. Insieme ad Honda festeggia anche BMW con Michael van der Mark, Markus Reiterberg e Steven Odendaal: è la prima volta che una marca europea scala il podio della 8 Ore.
Honda HRC in controllo
Il maltempo avrebbe potuto stravolgere il pronostico ma Honda HRC ha fatto fronte alla situazione. La CBR-RR in configurazione Endurance è un portento: va fortissimo e consuma meno delle avversarie. Sul bagnato questo fattore ha pesato meno, ma a far funzionare la strategia alla perfezione ci hanno pensato Jonathan Rea e Takumi Takahashi semplicemente perfetti. Per il Mito della Superbike si tratta del terzo successo alla 8 Ore di Suzuka: i precedenti nel 2012, con Honda FCC-TSR e nel 2019 con Kawasaki, nonostante la sua scivolata a 90 secondi dalla fine. Takumi Takahashi invece porta a casa l'ottavo successo in carriera, consolidando il ruolo di pilota più vincente nelle 47 edizioni di questo evento.
Giannini sul podio nella Superstock!
Andrea Locatelli ha replicato il secondo posto di un anno fa, sempre con Miller e Nakasuga, per cui Valentino Rossi (2001) resta l'unico vincitore italiano della 8 Ore di Suzuka. Sul podio, ma della Superstock, è salito anche Gabriele Giannini "prestato" per l'occasione al team Wojcik. Anche per le moto strettamente di serie il Mondiale si decidere al quarto e ultimo round.
Poca fortuna per gli altri italiani
Alessandro Delbianco ha visto andare in fumo il risultato clamoroso che sembrava alla portata dopo il terzo tempo assoluto in qualifica, migliore di tutti i piloti Yamaha, anche gli ufficiali. Purtroppo la gara di Yamaha Marc VDS-KM99 è durata solo tre giri, poi Florian Marino è incappato in una caduta con forti danni alla YZF-R1 precipitata in fondo alla classifica. Nei suoi due stint però il campione d'Italia Superbike è stato velocissimo, al livello dei grandi nomi. Christian Gamarino porta a casa il 12° posto della Kawasaki ufficiale (KWT Keadear). Anche Kevin Manfredi ha pagato l'errore dei compagni di squadra in Honda RAC41, ma anche il pilota ligure, velocissimo nei suoi turni di guida, avrebbe meritato ben altro.
Mondiale Endurance, decide il Bol d'Or
La 8 Ore di Suzuka ha ulteriormente compattato la situazione al vertice del Mondiale Endurance. Manca un solo appuntamento, la mitica 24 ore del Bol d'Or in programma il 18-19 settembre a Le Castellet (Francia), con 65 punti ancora in palio. Yamaha Yart, campione in carica, resta leader ma ha tutti gli avversari alle calcagna: sono addirittura cinque i team di quattro Costruttori differenti (Yamaha, BMW, Honda e Kawasaki) ancora perfettamente in gioco.
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