Piloti logorati, infortuni e calendario "maratona": prezzo troppo alto per lo show MotoGP?

MotoGP
mercoledì, 19 agosto 2026 alle 16:58
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Spettacolo a caro prezzo? La strategia di Liberty Media spreme i piloti MotoGP, moltiplica gli infortuni e potrebbe accorciare le carriere...
Comincia già a suonare un campanello d'allarme? La prima metà di stagione MotoGP sicuramente non è stata particolarmente fortunata a livello di problemi fisici. Certo, alcuni si portavano dietro guai dal campionato 2025, altri però si sono fatti male proprio in questi periodo. E con tanti round molto vicini in un "calendario maratona", come l'aveva definito Jorge Martin, non c'è neanche molto tempo per riprendersi adeguatamente, portandosi quindi dietro problemi più a lungo. Liberty Media vuole lo spettacolo, con anche eventi di contorno oltre la pista, ma il prezzo non rischia di essere troppo alto? Forse sarebbe il caso di valutare la situazione prima di creare situazioni senza ritorno...

Farsi male costa caro 

A referto 12 Gran Premi e numeri preoccupanti: circa 20 episodi traumatici complessivi, con 9 piloti coinvolti e una dozzina di interventi chirurgici. Da sottolineare in particolare quelli di Pedro Acosta e Pecco Bagnaia: tunnel carpale per il primo, lo stesso più sindrome compartimentale per il secondo. Problemi causati nientemeno che dagli sforzi importanti che richiedono le MotoGP attuali. Sforzi eccessivi possono portare ad infiammazioni e, come in questo caso, a situazioni più serie. Certo non è che tutto dipende da questo, non mancano mai le "sfortunate coincidenze": Alex Marquez e Fabio Di Giannantonio operati dopo il botto da paura in Catalunya, in cui alla ripartenza abbiamo registrato un altro incidente da brividi con Johann Zarco ancora fuori per i danni al ginocchio (e appena tornato in moto, a tre mesi dall'incidente).
Aggiungiamo che 'Diggia' ha disputato il GP di Germania con qualche problemino fisico dopo la brutta caduta nel warm up, come ha ammesso lo stesso pilota VR46 a Silverstone. Non abbiamo dimenticato il bruttissimo incidente di Marco Bezzecchi che ha lasciato la frattura di una clavicola ed un infortunio ad un ginocchio. Per fortuna per lui, era il Sachsenring e toccava alla pausa estiva... Fermin Aldeguer dovrebbe ripartire ad Aragon dopo il guaio ad una vertebra ad Assen, e finalmente dovrebbe essere superato anche il dolore alla gamba dovuto all'infortunio di gennaio. C'è poi Maverick Vinales con la sua spalla ancora non a posto dal Sachsenring 2025, e certo non si può dimenticare Marc Marquez che ancora fa i conti con la lesione alla spalla destra del GP Indonesia 2025. In più, come noin bastasse, si è aggiunta la frattura ad un piede nel GP Le Mans, questa almeno superata.

I piloti non sono "usa e getta" 

In passato, un incidente faceva parte del lavoro e il recupero era parte integrante della stagione. Da qualche anno, con l'aggiunta delle gare Sprint del sabato pomeriggio, ogni assenza può costare due gare nello stesso fine settimana. Il campionato a volte riprende dopo pochi giorni, in caso di infortunio diventa una situazione compromettente. Ma non si tratta solo della pista e delle 44 gare: viaggi, allenamenti, test, obblighi mediatici, sponsor, operazioni promozionali, mezzi sempre più impegnativi... La MotoGP in aggiunta è un business importante ma pesante per i piloti, ancora di più con le strategie di Liberty Media per aumentare lo spettacolo.
Ma c'è l'aspetto fisico delle persone da considerare e non sottovalutare. Più eventi, più "utilizzo" di un pilota, e chiaramente aumentano le conseguenze dovute alla fatica. A 350 km/h servono concentrazione e tempi di reazione al massimo, cosa che un pilota garantisce sempre meno se è più stanco. Con l'eventualità, indirettamente, di creare situazioni che possono portare ad infortuni, inficiando proprio quello spettacolo che si cerca. Più la MotoGP cerca di sfruttare i suoi campioni, più rischia di logorarli, con la possibile conseguenza quindi di carriere ben più brevi.
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