Gigi Dall'Igna e le 100 vittorie Ducati in MotoGP: è un mago come Adrian Newey in F1

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MotoGP: Luigi Dall'Igna mago Ducati
Gigi Dall'Igna è arrivato a quota 100. Il successo di Marc Marquez a Motegi, davanti a Jorge Martin e Marco Bezzecchi, ha regalato a Ducati la centesima vittoria in MotoGP da quando l'ingegnere veneto ha preso in mano il progetto, alla fine del 2013. Un traguardo che fotografa la rinascita di una Rossa che all'epoca era in grave crisi e che oggi domina la scena.
Le 100 vittorie sono arrivate nelle ultime 203 gare della classe regina, tutte sotto la sua direzione. Lo stesso Dall'Igna, a fine gara, ha ammesso di non sapere nemmeno di essere arrivato a quel numero. Quando le vittorie si misurano a centinaia, è facile perdere il conto.
Non più tardi di una settimana fa, Gigi era a Cremona per festeggiare il Mondiale Superbike vinto da Nicolò Bulega con due round d'anticipo. Ciliegina sulla torta anche il titolo Costruttori, risultato scontato considerando che Ducati ha strapazzato tutti con la Panigale V4 R. Il decimo titolo Mondiale di Marc Marquez completerebbe un 2026 straordinario. Ma restano sei battaglie contro Aprilia per raggiungere anche questo traguardo.

Come Adrian Newey in F1, anzi meglio

Nel motorsport c'è solo una figura che regge il confronto a livello di palmares: Adrian Newey, il geniale aerodinamico che ha progettato alcune delle monoposto F1 più vincenti della storia. Nella biografia pubblicata in Italia da CDM Edizioni (l'editore di Corsedimoto), Newey racconta i 26 titoli Mondiali (14 piloti e 12 costruttori) conquistati progettando per Williams, McLaren e Red Bull, pilotate da miti come Nigel Mansell e, per ultimo, Max Verstappen. Ma Gigi Dall'Igna ha fatto ancora in più: in Aprilia ha vinto Mondiali a raffica in tre categorie diverse: 125 e 250 GP due tempi, in aggiunta alle corone iridate festeggiate in Superbike con la RSV4 di Max Biaggi.

Gigi il mago Ducati 

Con la Marca di Borgo Panigale l'ingegnere direttore di Ducati Corse ha già firmato dieci titoli Mondiali della MotoGP: sei Costruttori e quattro piloti, l'ultimo con Marc Marquez l'anno scorso. In Superbike siamo a quota otto: cinque costruttori e tre piloti, due con Alvaro Bautista (2022-23) e una settimana fa con Nicolo Bulega.
MotoGP: Gigi Dall'Igna festeggia con Nicolò Bulega

Da Iannone alla moto del 2015

Il primo ricordo che viene in mente al direttore generale di Ducati Corse è quello che ha aperto la strada: la vittoria di Andrea Iannone in Austria nel 2016. "Sicuramente la prima vittoria con Iannone in Austria è stata quella più importante, il ricordo migliore", ha raccontato.
Eppure la Desmosedici a cui è più legato non è quella del successo austriaco, ma quella dell'anno prima. "Sinceramente, la Ducati del 2015 è stata la più importante perché con quella moto avevamo fatto un vero passo avanti, e non era stato facile. In quel periodo c'era molta pressione. Quindi penso che quella moto, sia rimasta nel mio cuore più di tutte le altre". Con una precisazione: anche la moto del primo titolo piloti occupa un posto speciale.

Verso l'era 850 cc

In questi anni la classe regina è cambiata radicalmente, e Ducati ha spesso fatto da apripista con aerodinamica e abbassatori. "Penso che negli ultimi dieci anni le moto siano cambiata più che in tutti gli altri anni. È stata un'evoluzione importante per cui abbiamo spinto e siamo davvero felici di questo", ha spiegato Dall'Igna, che sul ruolo di innovatore taglia corto: "È il nostro lavoro. Penso che lo abbiamo fatto nel miglior modo possibile".
Il vero patrimonio, secondo l'ingegnere, è la conoscenza accumulata. "Siamo cresciuti passo dopo passo, è stato un percorso importante quello per arrivare fin qui", ha sottolineato, aggiungendo che proprio questo bagaglio permette di guardare al futuro in modo positivo anche quando il regolamento cambierà.
Il prossimo banco di prova è la nuova MotoGP con le moto di 850cc. Chissà cos'avrà nel taschino l'ingegnere di Schio.

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