Nicolò Bulega ha finalmente firmato il riscatto della sua vita. A 26 anni ha conquistato il titolo mondiale Superbike e si appresta all'esordio in MotoGP, rincorsa per tanto tempo negli anni passati. Dietro la vittoria iridata con la Ducati Aruba si cela una storia di battute d'arresto, dubbi e riscatti che hanno forgiato il pilota emiliano.
Quando Bulega toccò il fondo...
Tra i momenti più difficili della sua vita ci sono sicuramente le ultime due stagioni in Moto2. Bulega ricorda perfettamente quei momenti di sconforto che l'hanno spinto a lasciare il Motomondiale. Nel 2020 ha chiuso al ventesimo posto, nel 2021 ventiseiesimo. "Non mi divertivo più; addirittura temevo di dover fare le valigie".
Una situazione complicata, in pista e psicologicamente, tanto da cercare di evitare i viaggi. "Avrei trovato qualsiasi scusa per non uscire. Non mi sentivo motivato, non avevo grinta, ho viaggiato convinto che avrei corso male. Con una mentalità del genere, perdi mezzo secondo ancora prima della partenza".
Nicolò aveva pensato seriamente di smettere con il motociclismo per dedicarsi ad altro. "Quando lasci il motorsport e non vinci più, devi trovare un altro lavoro per guadagnarti da vivere", ha raccontato al 'Corriere della Sera'. Fu allora che si presentò un'opportunità che avrebbe cambiato completamente il corso della sua carriera. Ricominciare dal Mondiale Supersport con la Ducati. Ma l'idea non lo entusiasmava per nulla. "All'inizio non volevo accettare; mi sembrava un passo indietro troppo grande".
Dal Supersport alla MotoGP
Il suo manager Alberto Martinelli l'ha spinto ad andare avanti, consapevole che in caso di vittoria avrebbe guadagnato l'accesso al Mondiale SBK. "Ero arrivato al punto più basso, e loro mi offrivano una mano per uscire dal tunnel". Bulega non si è perso d'animo e ha vinto il campionato, tirando fuori quel talento che sembrava ormai sepolto e non riusciva più ad esprimere. In questo percorso, Camilla, la sua compagna da quasi otto anni, ha giocato un ruolo fondamentale. "Non mi ha mai fatto sentire solo un solo giorno. È sempre stata lì, sia nei momenti belli che in quelli brutti".
Uno dei nomi più importanti nella storia di Bulega è, inevitabilmente, Valentino Rossi, il suo idolo fin da giovane. Durante le prime corse a livello regionale e nazionale, il nome di Nicolò arrivò all'orecchio del Dottore. Aveva appena 12 anni... "Suo padre ha chiamato il mio: “Cosa fa Nicolò oggi dopo scuola? Vale vuole conoscerlo". Il giovane pilota è stato uno dei primi ad entrare nella VR46 Academy e ha persino condiviso degli allenamenti con il fuoriclasse della MotoGP, in palestra e al Ranch.
La grande occasione di Nicolò
Nel 2016 Nicolò Bulega è entrato nel team VR46, ma le strade si sono presto divise a causa dei risultati deludenti. Adesso la storia ricomincia con un nuovo capitolo. Nel 2027 il campione della Superbike avrà una grande opportunità in classe regina,
con la Ducati della squadra di Tavullia. E non nasconde un certo timore: "
La paura del fallimento è sempre presente. Ma ho capito che l'importante è andare a letto la sera con la coscienza pulita, a prescindere dai risultati".
> Seguici anche su Instagram:
@Corsedimoto