Marc Marquez è partito subito in testa nel primo giorno di prove libere MotoGP a Motegi. Il campione in carica della Ducati ha compiuto una rimonta di 102 punti su Jorge Martin, un'impresa che resterà negli annali del Motomondiale.
Non è riuscito a imporsi anche in Austria, a causa di un problema ai freni. Ma adesso è pronto per un nuovo assalto alla leadership del campionato. E chi lo conosce bene, come Andrea Dovizioso, sa che non darà vita facile agli avversari.
Una rimonta da record
Il fenomeno di Cervera ha ancora una volta inciso il suo nome nella storia della MotoGP realizzando la più grande rimonta. Ha conquistato 102 punti in soli sette Gran Premi, portandosi in testa
alla classifica al termine del GP di Misano. Al Red Bull Ring ha incassato al meglio una battuta d'arresto, minimizzando al minimo gli errori e ritrovandosi a -12 punti da Jorge Martin. Con l'inizio del tour asiatico Marc Marquez può fare la differenza con la sua capacità di adattamento, il suo talento e l'esperienza di un pluricampione, capace di reggere la pressione come pochi (o nessuno) sanno fare.
La rimonta del pilota Ducati si è resa possibile anche grazie agli errori di alcuni rivali. E chi lo conosce bene e l'ha affrontato in pista, riconosce che non sono semplici errori, ma piuttosto mosse provocate dalla battaglia psicologica che Marc sa innescare perfettamente. Nel podcast 04 Bar, Andrea Dovizioso lo spiega bene. "È vero che ci sono stati dei regali, ma è Marc che li crea. Quando hai un pilota così forte davanti a te, il tuo rivale è costretto a dare sempre il 110%. E quando guidi costantemente al limite, è più facile sbagliare".
L'analisi di Andrea Dovizioso
L'ex pilota MotoGP l'ha sperimentato in prima persona negli anni in cui era secondo nel campionato. Erano gli anni d'oro di Marquez, che gli ha sempre negato il piacere di una vittoria iridata. Il GP di Misano 2026 è un esempio lampante di questa teoria. Marco Bezzecchi è caduto proprio all'inizio della gara, sapendo che se non si fosse staccato dallo spagnolo al primo attacco, avrebbe perso tutto. Ha resistito all'attacco in frenata alla prima curva, ma poi la sua ambizione e la fretta di creare un distacco il più rapidamente possibile l'hanno portato a perdere ogni chance.
Anche quando non è il più veloce in pista, Marquez sa gestire al meglio le strategie psicologiche, in una singola gara e durante l'arco della stagione. "Marc sta dimostrando di fare la differenza nella gestione del campionato rispetto agli altri piloti Ducati. Non tanto in termini di pura performance - ha sottolineato Dovizioso -, quanto nella gestione dell'intero campionato... La moto fa una grande differenza, ma quando si parla di Marc bisogna usare un approccio diverso, perché è semplicemente troppo forte".
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