Il GP del Giappone riapre un dibattito che sembrava rimasto a Spielberg. Michelin porta a Motegi la dura posteriore con carcassa rinforzata, la stessa soluzione già vista in Austria. A giudicare dai freschissimi precedenti non pare la scelta più favorevole alla Ducati e in particolare di
Marc Marquez.
Motegi tutta da scoprire
Alla questione delle gomme si aggiunge un'incognita non da poco. Il tracciato giapponese di 4,801 km è stato completamente riasfaltato e quest'anno rappresenta uno scenario del tutto diverso. Il fornitore francese dovrà capire in fretta come risponde il nuovo fondo alle sollecitazioni della MotoGP. Motegi è un tracciato stop and go, abbastanza severo per la durata delle gomme. La Michelin è andata sul sicuro: si tratta del tracciato test della Honda HRC, per cui i tecnici del monofornitore francese avranno deciso l'allocazione in base ad indicazioni precise.
Le scelte Michelin
Per coprire le condizioni d'esercizio più vaste possibili, Michelin ha portato tre differenti soluzioni per anteiore e posteriore. Davanti non ci sono grandi novità: le gomme morbide, medie e dure mantengono la stessa carcassa dell'anno scorso e utilizzano tutte mescole simmetriche. E' la dura posteriore, possibile soluzione da gara, la scelta sulla quale si indirizzano le attenzioni di questa vigilia. "Presenta una struttura rinforzata specifica. È una soluzione particolarmente adatta ad alcuni circuiti asiatici e che proporremo anche a Mandalika" spiega Piero Taramasso, responsabile Michelin in pista, "Al posteriore abbiamo scelto un livello di rigidità superiore al 2025 per avere un margine aggiuntivo rispetto alle incertezze legate al nuovo asfalto".
Ducati di nuovo in allerta
Per la Desmosedici non è una buona premessa. La carcassa rinforzata utilizzata al Red Bull Ring non è partita con le migliori sensazioni per la RossaMarc Marquez si ritrova ora a fare i conti con la stessa soluzione proprio nella prima tappa della trasferta asiatica.
Asfalto nuovo, frenate violente e una posteriore più rigida: a Motegi il lavoro sulle gomme nelle prime sessioni potrebbe pesare quanto il potenziale della moto. E il discorso non si chiuderà in Giappone, visto che la stessa soluzione sarà proposta anche a Mandalika.
Però a cambiare nuovamente le carte in tavola potrebbe essere il meteo. In Giappone piove da giorni, anche se nel fine settimana si annuncia un lieve miglioramento. La
tappa iniziale del gran tour asiatico potrebbe avere un peso molto considerevole su questo equilibratissimo Mondiale.