La breve storia di un incredibile esperimento tedesco: ecco cos'è la Dolmette, la moto nata da un fumetto e dalle motoseghe.
L'ingegno umano non ha confini, anche nelle moto non sono mancati svariati esperimenti bizzarri, eccentrici, se vogliamo assurdi. Uno di questi si chiamava Dolmette, un curiosissimo progetto del produttore tedesco di motoseghe Dolmar. Già il suo funzionamento da 24 motoseghe (no, non è uno scherzo) dice molto sull'anima decisamente particolare del progetto... E tutto è partito da un fumetto! Attualmente questa moto, ancora funzionante, fa parte della collezione privata Feldmann, alias il fumettista dall'idea folle ed il fratello che contribuì a farla diventare realtà, ed è custodita gelosamente nel loro quartier generale/officina in Germania. Vi raccontiamo la sua storia.
Il bizzarro esperimento Dolmette
Si potrebbe pensare che, per una moto, l'idea insolita sia comparsa nella testa di un ingegnere, come nel caso della Ferrari a due ruote (
ve ne abbiamo parlato qui). Dobbiamo invece guardare al mondo dei fumetti e alla Germania: Brösel, al secolo Rötger Feldmann, è il papà di Werner, un idraulico biker amante della birra e delle officine, oltre a dare vita ad improponibili esperimenti meccanici. Ma nel 2004 un'idea folle attraversa la testa del fumettista, che decide di lanciare l'incredibile proposta ad uno dei produttori di motoseghe più antichi e famosi al mondo. Perché non costruire una moto da corsa utilizzando solo motori da motosega? Beh, l'azienda tedesca vide un'occasione promozionale da cogliere al volo e accettò. Qui però entrano in azione meccanici veri ed Andi Feldmann, fratello del fumettista: in qualche mese quella folle idea diventa realtà.
Qualche dettaglio tecnico
La leggendaria Dolmette complessivamente misurava 4 metri e pesava oltre 300 kg. Il motore di questa due ruote decisamente insolita è l'insieme di 24 motori monocilindrici a due tempi di altrettante motoseghe Dolmar PS-7900 da 79cc, disposti in file parallele da dodici, portando ad una cilindrata complessiva di quasi 1900cc da 170 cavalli. I 24 alberi motore dovevano essere collegati per portare ad un unico movimento: è stato quindi progettato e realizzato un sistema composto da 12 cinghie dentate. Anche l'avviamento è chiaramente insolito, visto che richiamava quello delle motoseghe, a strappo con la classica cordicella. Immaginatevi la squadra di meccanici che doveva disporsi attorno al mezzo e tirare le 24 cordicelle per farla partire! Era esattamente quello che succedeva, non essendoci nessun avviamento elettronico o di altra natura.
Ha corso anche su pista!
È infatti settembre di quello stesso anno, il 2004, quando la stravagante Dolmette fa il suo debutto su un tracciato. Eccola infatti al Lausitzring: in sella c'è Andi Feldmann, il citato fratello del fumettista, pronto a dare vita ad una sfida promozionale contro una macchina da corsa, una Audi AS400 da 450 cavalli, con alla guida la pilota professionista Christina Surer. Una delle tantissime sfide auto-moto che vediamo continuamente negli anni e sempre per questioni promozionali. Il mezzo non è semplice, c'è stato infatti qualche problema per quanto riguarda le cinghie che devono sincronizzare le motoseghe e permettere l'avvio di questa moto singolare. Alla fine vincerà l'auto, ma davvero di un soffio.
Dov'è finita la Dolmette?
È stata definita "ingegneria inutile", nel senso che non c'è stato qualche seguito, ma è una moto ancora funzionante e, come detto inizialmente, è parte della collezione privata dei due fratelli Feldmann, ma non è totalmente sparita dalla circolazione. Nello specifico: le occasioni per vedere questo pezzo unico sono i raduni di moto d'epoca, festival di customizer o eventi legati al fumetto Werner, che diede il via a tutto. Non solo: in alcuni eventi speciali la strampalata Dolmette è stata anche accesa da parte di un team di meccanici, con il tiro delle cordicelle e tutto, lasciando a bocca aperta gli appassionati presenti.
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