Quei "matti" di Extreme Racing Service: come un incidente può cambiare il destino

Storie di Moto
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A tu per tu con Paolo Caravita, alla scoperta del team Extreme Racing Service del CIV.
Con la dipartita verso altri lidi di alcuni dei principali protagonisti delle ultime stagioni, la tesi che andava per la maggiore nel paddock del CIV ci portava ad una classe Supersport dal livello, banalmente, più basso. Senza qualche pilota (e team) di riferimento, si sarebbe perso qualcosa in termini di competitività assoluta. Una tesi smentita, oltre che dai fatti, da chi sa come si vince nella serie. "Non sono del tutto d'accordo. È vero, il numero degli iscritti è calato. Forse il colpo d'occhio può fuorviare, eppure ci continuano a correre piloti validissimi. A giudicare dai tempi sul giro e dalle bagarre in pista, non viaggiano poi così piano...", controbatte Paolo Caravita, team manager di Extreme Racing Service. Dopo 12 stagioni e 7 titoli complessivi (team e piloti) con MV Agusta nel CIV SSP, per il 2026 la compagine bergamasca ha preso la decisione di sposare la causa Honda. Stravolgendo di fatto la propria essenza con un doppio ambizioso impegno. Da una parte nel CIV Superbike con Luca Ottaviani, Campione italiano Supersport in carica con questi colori. Dall'altra nel CIV Sportbike con il giovane Mattia Virone, dal 2023 parte integrante dei programmi Extreme. A sostanzialmente una settimana dalla finalissima di Vallelunga, Caravita ha fatto il punto sulla stagione, ritagliandosi anche uno spazio per raccontare la genesi della sua squadra.

Paolo, da dove partiamo?

"Dall'inizio. Sul finire del 2025 abbiamo avuto i primi contatti con Honda. Sentivamo che per noi era giunto il momento di voltare pagina, di cimentarsi in nuove sfide. Per questo abbiamo subito accettato con entusiasmo la proposta di Honda che ci ha messo sul tavolo un programma di prospettiva tra Superbike e Sportbike nel CIV".

Quanto è stato difficile lasciare MV Agusta?

"Non avevamo grosse alternative. Confermarsi di anno in anno ai vertici del CIV Supersport era diventata un'impresa sempre più ardua. La bancarotta KTM ha avuto, di riflesso, impatti devastanti anche su di noi. Per un periodo abbiamo ricevuto contributi da MV Agusta e proviamo molto dispiacere nel vedere la crisi in cui riversa l'azienda. MV resterà per sempre nei nostri cuori, non ci dimenticheremo del nostro passato. Tant'è vero che quest'anno schieriamo una F3 800RR nella Dunlop Cup della Coppa Italia Velocità (affidata ad Andrea Ferrazza, ndr). Se posso, vorrei aggiungere un particolare".

Prego.

"Non siamo mai stati un team ufficiale MV Agusta. C'è tanto merito nostro in tutti i titoli che abbiamo conseguito".

Come sta procedendo l'esordio nel CIV Superbike?

"Ha rappresentato un salto nel buio un po' per tutti. Per noi che non avevamo mai corso con le 1000cc, men che meno con Honda, per Luca (Ottaviani, ndr) che vantava un'esperienza limitata nella categoria. Malgrado queste incognite, il bilancio che possiamo tracciare è sicuramente positivo. Abbiamo mantenuto il metodo di lavoro che negli anni ci ha permesso di raggiungere traguardi prestigiosi nel CIV Supersport: funziona anche in Superbike! Sin qui abbiamo ottenuto sei piazzamenti in Top-10 con un quarto posto in Gara 1 ad Imola quale miglior risultato, direi niente male. D'ora in avanti speriamo di avere più fortuna la domenica".

In che senso?

"Per una strana coincidenza, abbiamo concluso soltanto una delle cinque gare (Gara 2 di Cremona con il settimo posto finale, ndr) disputatesi di domenica. Nell'ultimo round di Vallelunga ne correremo ben due la domenica, con l'aggiunta della Superpole Race... facciamo tutti gli scongiuri".

Pensi che il nuovo regolamento del CIV Superbike sia un vantaggio per un team debuttante?

"Sicuramente. Una formula più semplificata rende il passaggio meno impattante. Abbiamo trovato uno schieramento "fotonico" con 30 piloti al via e un livello... da Mondiale! A tal proposito bisogna fare i complimenti alla Federmoto italiana per essere riuscita a creare una formula accessibile con un regolamento omogeneo, studiato per equiparare le performance di moto di differente cilindrata. Operazione nient'affatto scontata".

Altra novità lo sbarco nel CIV Sportbike.

"Anche in questo caso siamo molto soddisfatti. Il rapporto con Mattia (Virone, ndr) viene da lontano. Ha mosso i suoi primi passi con noi nel Motoestate a soli 16 anni per poi passare al Trofeo Aprilia RS 660: pur senza conoscere gran parte delle piste, nel 2025 si è giocato fino all'ultimo il titolo con Ferruccio Lamborghini. Non abbiamo mai avuto dubbi sul suo potenziale, come non ce ne sono stati quando Honda ci ha proposto di affiancare alla Superbike un secondo programma nella Sportbike. Siamo uno dei due team Honda impegnati nella categoria (con la Scuderia Improve, ndr): un motivo di responsabilità ed orgoglio. Mattia è cresciuto esponenzialmente (attualmente figura sesto in campionato con quarto posto in Gara 1 ad Imola quale miglior risultato, ndr). Mentre la "vecchietta" CBR 600RR dimostra di saperci ancora fare...".
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Paolo Caravita a colloquio con Mattia Virone

Facciamo un passo indietro, com'è nato Extreme Racing Service?

"Dall'unione d'intenti di un piccolo gruppo di "matti", compreso il sottoscritto, che nella vita si sono sempre occupati di altro. A me, nello specifico, è capitato di correre qualche gara. Per lo più a livello amatoriale, ma poca roba. La particolarità di questa storia è che l'idea di creare il team è nata a seguito di un episodio che poteva avere conseguenze peggiori per me. Tanti anni fa sono rimasto coinvolto in un brutto incidente stradale. Durante la convalescenza ho dovuto trascorrere molto tempo in sedia a rotelle. Un giorno dal nulla, parlando con il mio amico Riccardo Pollastri (attuale tecnico Bitubo, ndr), abbiamo deciso di lanciarci in questa avventura che, con il passare degli anni, ci ha tolto numerose soddisfazioni. All'epoca Riccardo voleva dare una chance ad un giovane pilota su cui aveva posato gli occhi: Luigi Brignoli. Unendo le forze, insieme ad altri due nostri amici, dalla sua officina a Franciacorta è partito così il progetto Extreme. Abbiamo fatto tanta strada per arrivare fin qui, chi se lo immaginava?".

Perché il nome Extreme?

"Volevamo qualcosa di diverso, che esulasse dalla nostra quotidianità. Da qui Extreme, estremi! Non a caso ci siamo subito legati ad MV Agusta... (ride, ndr)".

Dal 2013 a questa parte Extreme si è affermato come uno dei team più longevi e vincenti del CIV, qual è il segreto?

"Essere estremi! Non smettere di crederci. Dare il massimo, sempre. Posso contare su tre soci meravigliosi, ognuno di noi fa di tutto per rendere sostenibile questa splendida attività. Fin dal primo istante abbiamo cercato di trasferire le nostre conoscenze e competenze nel mondo delle corse. Altro aspetto fondamentale: la passione. Ottenere certi risultati è un bagno di sangue in termini economici, dunque senza passione è impossibile andare avanti. Francamente, alla nostra squadra non manca nulla per ben figurare in un Mondiale. Come struttura, professionalità e qualità delle persone non abbiamo da invidiare niente a nessuno. E lungi da me essere presuntuoso...".

Cosa ci puoi raccontare di Luca Ottaviani?

"Un professionista esemplare in grado di buttare il cuore oltre l'ostacolo ogni volta che scende in pista. A livello umano è una persona molto umile, se ne trovano pochi in giro come Luca".
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Paolo Caravita sul podio con Luca Ottaviani

E Davide Stirpe?

"Con Davide abbiamo condiviso un lungo percorso. Dal 2016 al 2022, sette anni di sacrifici impreziositi dalla conquista di due titoli piloti e altrettanti a squadre nel CIV Supersport. Quando sono venuti meno i presupposti per proseguire insieme, abbiamo preferito dividere le nostre strade. Ogni storia, anche la più bella, ha una fine. Resta il fatto che Davide ha segnato un'epoca per Extreme. Tornando indietro, al giorno in cui ci siamo incontrati, nessuno avrebbe scommesso un euro su di noi. Si sono ricreduti...".

Stirpe e Ottaviani vi hanno portato in dote tre titoli piloti, uno più rocambolesco dell'altro...

"Non dimentichiamoci dei quattro titoli a squadre! Sette titoli complessivi, ognuno dei quali sudatissimo e strameritato. Con Davide ce la siamo giocata sul filo di lana sia che nel 2017 che nel 2021, ma mi soffermo sull'ultimo trionfo del 2025 con Luca. Venivamo da un 2024 dove avevamo sì vinto il titolo team, ma quello piloti ci era sfuggito per soli cinque punti (ironia della sorte: a vantaggio proprio di Stirpe, ndr) nonostante un bottino di cinque vittorie su dodici gare. Tutta colpa di una maledetta foratura in avvio di stagione a Misano: ci trovavamo in testa alla gara a tre giri dal termine, col senno di poi quei venticinque punti ci avrebbero permesso di vincere il campionato. Sicché l'anno scorso ci siamo ripresentati al via più affamati e determinati che mai. Siamo stati fin da subito i più veloci in assoluto con quattro vittorie nelle prime gare, poi... il weekend nero di Vallelunga. Da quel momento in avanti abbiamo dovuto contenere l'avanzata di Xavi Artigas e della Kawasaki. Ci siamo complicati la vita da soli, c'era venuto un po' il braccino. Alla fine, fortunatamente, siamo riusciti a centrare l'obiettivo".

Con voi ha corso Filippo Bianchi, neo-Campione CIV Sportbike: ti ha sorpreso?

"Per nulla, ci avevamo visto lungo. Lo scorso anno purtroppo non è riuscito ad esprimersi al massimo delle sue capacità all'esordio nel CIV Supersport, raccogliendo meno di quanto avrebbe meritato. Per tutta una serie di ragioni che noi e lui sappiamo. Quest'anno non si sono creati gli incastri giusti per affrontare una seconda stagione insieme. Ci è molto dispiaciuto, ma per certi versi può essere stata la sua fortuna. Mi spiego: fare un passo indietro e vincere dominando in Sportbike gli ha aperto porte che, magari, restando con noi in Supersport o altre categorie, sarebbero rimaste chiuse. Sono fermamente convinto che l'esperienza con noi in Supersport, seppur breve, lo abbia aiutato a maturare".

In una nostra intervista Bianchi ha speso parole al miele per Extreme, rimarcando anche l'importanza della figura di Stefano Cruciani come rider coach.

"Con Filippo si è instaurato uno splendido rapporto. Al punto che nei weekend di gara del CIV ci viene spesso a trovare per scambiare un saluto. Ci vogliamo bene, c'è rispetto reciproco. Ragazzo eccezionale, di rara educazione. Inoltre, sta correndo con un team (MMP Velocità, ndr) composto da persone competenti, serie e qualificate che conosco personalmente da svariati anni. Su Stefano che dire... beh, è il nostro valore aggiunto. Non capita tutti i giorni di essere affiancati da uno dei piloti che hanno fatto la storia del CIV (25 vittorie, 31 podi e 3 titoli tra Superbike, Supersport e Superstock 1000, ndr). Filippo ne ha tratto beneficio, a maggior ragione Luca. Un discorso che vale altresì per Mattia, la sua crescita non è causale: Stefano lo segue passo dopo passo".
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Paolo Caravita festeggia insieme a Stefano Cruciani

Nel 2025 la richiesta di iscrizione al Mondiale Supersport non è andata a buon fine, delusione superata?

"Tocchiamo un argomento spinoso. Meritavamo quel posto, assegnato poi a realtà che negli ultimi due anni non hanno ottenuto risultati eclatanti. Al momento tuttavia non rincorriamo il Mondiale. Stiamo benissimo nel CIV, abbiamo la fortuna di correre in due categorie di prim'ordine. Se in futuro dovesse ripresentarsi l'occasione, perché no? Extreme non si fa mai trovare impreparato".
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