Negli anni '90 un ingegnere britannico ottenne il permesso da Piero
Ferrari per realizzare una moto per il Cavallino Rampante: la storia di un modello unico e iconico.
Ferrari, un marchio ormai leggendario per quanto riguarda le quattro ruote. In pista, quella macchina nata a Maranello che ha scritto la storia della
F1, mentre in strada è il grande sogno proibito. Ma non tutti sanno che il marchio Ferrari s'è pure cimentato nelle due ruote. Esiste un'unica moto al mondo, il cui nome è Ferrari 900, che porta il logo del Cavallino Rampante. Un progetto artigianale approvato da Piero Ferrari in persona, senza futuro ma che rimane iconico.
La leggendaria Ferrari 900
Siamo negli anni '90: David Kay è un ingegnere delle West Midlands (Gran Bretagna) che ha una passione sfrenata per le moto, in particolare le vecchie MV Agusta, e non per modo di dire. Le restaurava, poi ha iniziato a realizzare lui stesso i pezzi di ricambio non più esistenti, è passato poi a fedelissime repliche, proseguendo con motori completamente nuovi... Fino alla fondazione di un'azienda specializzata esistente ancora oggi e guidata dagli eredi. Ma ecco che gli viene un'idea che può apparire una follia: vuole realizzare una moto, chiamarla proprio Ferrari e metterci il logo del Cavallino Rampante! Ma gli serve l'approvazione di Piero Ferrari, a cui invia una lettera spiegandogli il progetto. E Ferrari secondo voi come poteva rispondere?
Visto che vi stiamo parlando di questo progetto, è arrivato il via libera senza riserve. Volete sapere qualche dettaglio? Sono servite oltre 3000 ore di lavoro e cinque anni in totale per questo progetto artigianale unico nel suo genere, che ha visto la luce nel 1995: telaio a traliccio in tubi d'acciaio Reynolds 531; motore 4 cilindri in linea da 900cc, raffreddato ad aria, 105 cavalli a 8800 giri al minuto; impianto frenante Brembo, forcella a steli rovesciati, cerchi Astralite; peso 172 kg a secco e velocità massima di 265 km/h. Un pezzo unico da collezione che è storia delle due ruote.
Ferrari nelle moto
Da citare altri due dettagli a due ruote in qualche modo legati alla mitica casa di Maranello. Esiste anche una "superbike", la HF355, un altro progetto artigianale creato da Max Azan partendo da un motore V8 Ferrari F355 da 400 CV, ma in questo caso non esiste nessun legame ufficiale con la Ferrari. Altra storia invece il fatto che per tre anni il Cavallino Rampante ha gestito delle moto per aiutare clienti sportivi che intendevano cimentarsi nelle competizioni. Le moto piacevano molto ad Enzo Ferrari, le riteneva formative per i piloti, e ricordiamo che due assi come Tazio Nuvolari e Achille Varzi arrivavano proprio dalle due ruote.
I marchi italiani però non vendevano a privati, quindi Ferrari ricorse alle case britanniche, Rudge soprattutto ma anche Norton. Siamo negli anni '30 del 1900, i successi non tardano ad arrivare: in tre anni, dal 1932 al 1934, si contano 44 vittorie e tre titoli nazionali, due con Giordano Aldrighetti e uno con Aldo Pigorini. Quando le Rudge calano come competitività, Ferrari dà per conclusa la sua esperienza nelle due ruote: le ultime apparizioni sono nell'agosto 1934, il canto del cigno del marchio leggendario nelle moto.
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