Primo podio in carriera a livello mondiale per
Gabriele Giannini, stanco ma felice, felicissimo. A Le Mans ha festeggiato un brillante secondo posto nella Stock assieme ai suoi compagni d'avventura del No Limits Motor Team.
Appena rientrato dalla 24 Ore ha subito ripreso gli allenamenti in vista del primo appuntamento del CIV ma è ancora raggiante. Il pilota laziale è ormai da diversi anni uno tra gli italiani più promettenti in sella alle 1000 ma gli mancava l'acuto, il trofeo importante da porre in bacheca. Alla 24 Ore di Le Mans è stato il più veloce della sua squadra, un autentico trascinatore. Non a caso il team gli ha chiesto di fare uno stint in più ed anche l'ora e mezzo finale.
"Ho fatto una partenza un po' burrascosa - racconta Gabriele Giannini - poi mi sono messo tranquillo cercando di recuperare senza commettere errori. I miei compagni sono stati bravi, hanno fatto una gara regolare poi è calata la notte ed è stata dura. Io quando è freddo ho dei problemi alle mani sui quali devo indagare. Facevo molta fatica e la stanchezza si faceva sentire. Quando si è fatto giorno ho recuperato le energie. Mi hanno chiesto di fare l'ultimo stint, l'ora e mezza finale, ed ero tesissimo. Eravamo secondi e temevo la catastrofe. Se sbaglio io? Se succede qualcosa alla moto? Ho fatto allora il mio passo, in modo regolare perché il terzo della Stock era distante. Poi ho visto sul cartello che mancavano, 25 minuti, 20, 15... Poi la bandiera a scacchi! Bellissimo! Il team ha fatto un lavoro straordinario ed i miei compagni sono stati molto bravi: gran soddisfazione".
Ora testa a Misano
"Nel CIV Superbike con Honda Improve l'obbiettivo è lottare per il podio. Realisticamente ci manca ancora qualcosa per pensare di vincere. Il livello poi sarà molto alto con Rinaldi che è andato molto forte nei test ed altri. Io vorrei cercare di migliorare sul passo, non andare forte solo all'inizio per poi calare come mi succedeva nel 2025. Infatti durante i test non abbiamo montato la gomma da tempo ma ho cercato solo di essere costante".
Pensi ancora al Mondiale Superbike?
"Eccome se ci penso! Ho 23 anni e sono cresciuto seguendo il Mondiale Superbike più che il Motomondiale. Il mio idolo era Ben Spies ed avevo scelto il numero 19 in suo onore. Ogni tanto, scherzando con il mio team manager Alessandro Michelozzi, gli chiedo di noleggiare una Honda da un team del BSB per fare una wild-card nel Mondiale. Con le moto del CIV non potremmo partecipare perché il regolamento è completamente diverso ma quelle del BSB sarebbero perfette. I costi però sono troppo alti. Io spero magari in una chiamata per una sostituzione: c'ero già andato vicino nel 2023. Pare che dal 2027 le moto del Mondiale Superbike siano più vicine alle stock e magari riuscirò a fare delle wild-card anche con il mio team del CIV. Ci terrei molto. Intanto però devo vincere in Italia, dimostrare a tutti di meritare veramente un posto nel Mondiale Superbike. Lavoro ogni giorno per cercare di raggiungere questo obbiettivo". "Se sei incerto tieni aperto" la biografia di Giovanni Di Pillo: disponibile in libreria e su
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