Il campionato del mondo di MotoGP arriva al Balaton Park, in Ungheria, per l'ottavo round stagionale. Aprilia continua a trainare la classifica con Bezzecchi e Martin, Ducati costretta ad inseguire, con
Fabio Di Giannantonio finora miglior pilota del marchio. Senza Marc Marquez al top della forma, i limiti della Desmosedici GP26 affiorano a galla.
Ducati GP26 al limite
Il vincitore del GP di Catalogna, finora l'unico trionfo della Ducati nel 2026, sembrava il grande favorito anche nel weekend del Mugello. Ma il pilota VR46 si è giocato tutto nelle qualifiche, con un settimo posto che ha macchiato indelebilmente l'intero GP d'Italia. Nella MotoGP Sprint è riuscito a strappare un terzo posto, che riconferma il suo stato di grazia. Nella gara lunga si è dovuto accontentare della quinta piazza, con
Pecco Bagnaia sul gradino più alto del podio dietro alle Aprilia factory.
In un campionato ancora imprevedibile, dove le moto di Noale hanno sicuramente qualcosa in più, la Ducati Desmosedici cerca di ritagliarsi un posto al vertice. ma al momento l'unica certezza è che la Rossa non è più il prototipo dominante della classe MotoGP, come lo era fino a due anni fa. "Non siamo più nella posizione di prima - ha ammesso Fabio 'Diggia' nella conferenza stampa del giovedì in Ungheria -. Ricordo le gare di Pecco nel 2023, in cui era superiore al suo pacchetto sotto ogni aspetto, che doveva vincere e a volte non sapeva nemmeno perché fosse in P1."
Il soprasso dell'Aprilia
Nel 2026 le carte si sono rimescolate, complice anche l'assenza di un Marc Marquez al meglio della condizione fisica. "Attualmente nessun costruttore ha un pacchetto migliore ovunque. Parliamo sempre di sotto-aree. In questo momento Aprilia è migliore nel preservare le prestazioni della gomma posteriore più a lungo, facendo scorrere la moto sopra la ruota anteriore durante l'entrata in curva".
La Ducati non è molto indietro rispetto alle RS-GP, ma l'avantreno resta il punto debole dell'edizione 2026. "Abbiamo davvero una moto molto buona, ma attualmente stiamo operando al limite", ha evidenziato Di Giannantonio. Al Mugello si è visto qualche progresso, ma non basta. Il motore di Borgo Panigale resta un punto di riferimento, ma l'altro grande punto debole è il bilanciamento, come dimostrano i problemi in percorrenza di curva. Persino Marc Marquez riscontra difficoltà, vista la sua tendenza ad allargarsi in curva e i problemi in inserimento.
Problema irrisolto di sottosterzo
Aprilia riesce a scavare un gap soprattutto nelle fasi finali di gara, con la GP26 che consuma le gomme in modo più repentino. Man mano che cala la gomma posteriore, le difficoltà di inserimento in curva diventano più evidenti per le Ducati. E i piloti sono costretti a rallentare il passo onde evitare cadute. D'altronde la Desmosedici ha sempre avuto uno storico problema di sottosterzo, fa parte della sua genetica, sin dall'arrivo di Gigi Dall'Igna. Un "difetto" mitigato negli anni scorsi dalle ultime evoluzioni delle gomme Michelin e dall'aerodinamica.
Con l'arrivo di una Aprilia ben bilanciata, le Desmosedici si ritrovano a dover inseguire i "cugini". Quando la gomma posteriore cala, i piloti hanno difficoltà a cercare quel sovrasterzo necessario in curva e devono abbassare il ritmo. Un tallone d'Achille che si sta rivelando fatale in questo campionato MotoGP, in mano alla Casa veneta, ma ancora tutto da scrivere.
Se ti piacciono i contenuti della nostra testata giornalistica puoi selezionarla come fonte preferita
cliccando QUI